Gli errori sui fondi per la messa in sicurezza degli ospedali

Gli errori sui fondi per la messa in sicurezza degli ospedali

Gli errori sui fondi per la messa in sicurezza degli ospedali
Fare di una scelta politica (che per quanto sbagliata sia) l’occasione per giustificarla a tutti i costi, anche ricorrendo alle favole, è l’errore più grosso che si possa fare. Occorrerebbe ammettere lo sbaglio e riparare. Non già peggiorare le cose ricorrendo alla confusione sulle regole.

Il contendere sul tema sottolineato dal Giudice dei conti «che al 31 dicembre 2023 le risorse non ancora utilizzate attribuite all’articolo 20 sono pari a 9,9 miliardi e che esse sono state ripartite tra le regioni, il loro utilizzo effettivo è subordinato alla indicazione in bilancio di importi spendibili compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica», rappresenta l’assurdo. Ciò in quanto, l’assunto non è altro che la fotografia del saldo delle disponibilità dell’art. 20 della legge 67/1988 che finanzia (malissimo perché distribuita con criteri di squisita convenienza politica e non sulla base del reale fabbisogno) la edilizia sanitaria delle regioni.

Supporre quindi di trovare in questo la giustificazione al taglio di 1,25 miliardi al Fondo Nazionale Complementare (FNC) al PNRR, è un errore politico marchiano della premier Meloni. Primo perché ammette la sottovalutazione che il Governo fa di una sanità in officina con il motore fuso. Secondo perché non conosce bene le regole e le confonde, perché non adeguatamente informata.

Del resto, i ministri coinvolti (Fitto, Giorgetti e Schillaci) consentono solo al primo di fare il portavoce di tutto, invero con un fare francamente inadatto all’ascolto di chi dell’assistenza ha bisogno assoluto, finanche per vivere.

Indisporre dialetticamente sui temi della sanità e andare sempre a testa bassa sull’operato della Corte dei conti, più esattamente sulla memoria sul decreto-legge 2 marzo 2024 n. 19, è fare male il ministro. Specie allorquando critica duramente la Corte dei conti. Quella che ha giustamente rilevato una assurda decurtazione degli anzidetti fondi destinati alla messa in sicurezza degli ospedali, dei quali tantissimi ad elevato rischio sismico.

Raffaele Fitto pare che, da tempo, abbia sotterrato l’ascia di guerra contro il Giudice contabile che esercita la giurisdizione, costituzionalmente attribuitagli, indispensabile al controllo dei conti della politica. Da qui, dalla battaglia scatenata sul controllo concomitante in poi, un continuo offendere e sminuire il ruolo della Corte dei conti arrivando ad attribuire alla medesima la paternità, riferita al contenuto della suddetta memoria, di dedicare all’operato del governo cui lo stesso fa parte «inutili polemiche strumentali». Il sottolineare poi la discontinuità del Magistrato “inquisito”, nel senso di accusarlo di “maggiore attenzione” negativa sul facere dell’attuale Governo, diventa pericoloso e diseducativo, atteso che mette in dubbio la obiettività della magistratura contabile, nei cui confronti sono in tanti a riconoscergliela, e ampiamente.

Fare di una scelta politica (che per quanto sbagliata sia) l’occasione per giustificarla a tutti i costi, anche ricorrendo alle favole, è l’errore più grosso che si possa fare. Occorrerebbe ammettere lo sbaglio e riparare. Non già peggiorare le cose ricorrendo alla confusione sulle regole.

Ma cosa c’entrano con quanto sottolineato dalla Corte dei conti l’affermazione del ministro Fitto che «Il decreto non ha operato nessuna riduzione delle risorse alla Missione Salute: la dote complessiva è rimasta a 15,625 miliardi, e in aggiunta il Governo ha assicurato ulteriori 500 milioni di euro per l’incremento dei costi delle materie prime»? E ancora. Con l’altra che «residuano 2,2 miliardi liberi e per i quali non risulta alcuna richiesta di impiego da parte delle Regioni».

Praticamente nulla!

Togliere quattrini alla Calabria e simili per rimettere in piedi l’assistenza è praticamente un “reato” della politica, inteso nel senso che è fatto esercitando scelte scellerate.

Ettore Jorio

Ettore Jorio

21 Marzo 2024

© Riproduzione riservata

World’s Best Hospitals 2026. Il miglior ospedale del mondo si conferma la Mayo Clinic di Rochester. Il primo italiano è il Policlinico Gemelli di Roma al 33° posto. Ecco la nuova classifica di Newsweek
World’s Best Hospitals 2026. Il miglior ospedale del mondo si conferma la Mayo Clinic di Rochester. Il primo italiano è il Policlinico Gemelli di Roma al 33° posto. Ecco la nuova classifica di Newsweek

È stata pubblicata la nuova classifica mondiale World’s Best Hospitals 2026, realizzata da Newsweek in collaborazione con Statista, che individua i 250 ospedali più importanti del pianeta. La graduatoria tiene...

La svolta digitale nei pagamenti: più trasparenza e qualità
La svolta digitale nei pagamenti: più trasparenza e qualità

Tra piattaforme informatiche, DRG e LEA, il Servizio sanitario evolve verso modelli più trasparenti e orientati alla qualità. Uno dei temi più interessanti riguarda come cambieranno le remunerazioni in relazione...

Corte dei conti: “Ssn sotto pressione, divari territoriali e nodi strutturali ancora irrisolti”
Corte dei conti: “Ssn sotto pressione, divari territoriali e nodi strutturali ancora irrisolti”

Nella Relazione presentata all’inaugurazione dell’anno giudiziario, la Procura generale della Corte dei conti conferma le criticità strutturali del Servizio sanitario nazionale. Si tratta di temi che affondano le radici nel...

Aumentare dell’11% gli studi clinici in UE vale 35mila pazienti curati e 3 mln di giorni di malattia prevenuti all’anno
Aumentare dell’11% gli studi clinici in UE vale 35mila pazienti curati e 3 mln di giorni di malattia prevenuti all’anno

Oltre 35mila europei potranno trarre beneficio dall’accesso a trattamenti medici innovativi (e potenzialmente salvavita) se l’Unione Europea riuscirà ad aumentare dell’11% studi e trial clinici all’interno del proprio territorio, percentuale...