Fibromialgia. Utilizzo dei fondi regionali, solo 10 Regioni forniscono informazioni. L’indagine di Cittadinanzattiva

Fibromialgia. Utilizzo dei fondi regionali, solo 10 Regioni forniscono informazioni. L’indagine di Cittadinanzattiva

Fibromialgia. Utilizzo dei fondi regionali, solo 10 Regioni forniscono informazioni. L’indagine di Cittadinanzattiva
Richiesta di accesso civico sui finanziamenti per diagnosi precoce, avvio di percorsi di presa in carico multidisciplinare e individuazione dei centri specializzati sul territorio. Complete (ma esaustive a livelli diversi) le informazioni fornite da Abruzzo, E-R, FVG, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta. Parziali le risposte di Basilicata, Liguria, Molise, Puglia, Umbria, Veneto. Inadempienti Calabria e Campania. La Sicilia si muove in ritardo. IL DOCUMENTO

Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta: queste, fra le 20 contattate da Cittadinanzattiva attraverso una nuova istanza di accesso civico, sono le 10 Regioni che hanno fornito risposte complete rispetto all’utilizzo dei fondi previsti dalla Legge di bilancio 2022 (5 milioni di euro in totale) e dedicati all’individuazione sul proprio territorio di uno o più centri specializzati, idonei alla diagnosi e alla cura della fibromialgia e in grado di assicurare ai pazienti una presa in carico multidisciplinare. La Sicilia inizialmente non ha risposto alle istanze di accesso civico, ma ha successivamente inviato tutta la documentazione relativa all’utilizzo dei fondi ricevuti (410.113 euro).

Basilicata, Liguria, Molise, Puglia, Umbria e Veneto hanno fornito risposte non complete. Mancano completamente le risposte di Calabria e Campania, i cui fondi ammontano rispettivamente a 160.034 euro e 471.957 euro.

Alla prima istanza, nel 2022, avevano risposto tutte le regioni ad eccezione di: Calabria, Puglia e Sicilia. In particolare Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta avevano fornito risposte molto complete rispondendo in maniera soddisfacente a tutti i quesiti. Le risposte parziali erano state quelle di: Basilicata, Liguria, Lombardia, Molise, Umbria, Veneto.

“Si conferma innanzitutto – commenta Tiziana Nicoletti, Responsabile Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici e rari (CnAMC) – la tendenza delle Regioni a non rendicontare in modo esaustivo ai cittadini, oltre alla scarsa propensione al favorire la partecipazione delle organizzazioni civiche e dei pazienti alla politica della salute e, infine, anche un utilizzo opaco e poco trasparente dei fondi pubblici che, se non impiegati vanno persi. Anche in questo ambito il mancato aggiornamento dei LEA favorisce e genera difformità regionali di accesso alle cure con ricadute sui cittadini e le loro famiglie in termini di qualità di vita ed esiti di salute”.

“I fondi, se ben utilizzati, potrebbero fornire delle prime importanti risposte, in termini di accesso alle cure per i pazienti e per chi li assiste, ci auguriamo che questo avvenga prima possibile”, conclude Nicoletti.

18 Settembre 2024

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