Borse non assegnate, scelte professionali ultimo anello di una catena di mismatch nel Ssn 

Borse non assegnate, scelte professionali ultimo anello di una catena di mismatch nel Ssn 

Borse non assegnate, scelte professionali ultimo anello di una catena di mismatch nel Ssn 

Gentile Direttore,
al termine della tornata 2024 dei concorsi per l’accesso alle Specializzazioni universitarie e al Corso di Formazione specifica in MG la situazione del ricambio generazione nel SSN sembra definita. E’ stato confermato il trend già emerso nel 2023, con 1/4 di posti non assegnati nelle specializzazioni e il 30% di borse in MG rimaste senza candidati. Nessuno l’aveva previsto né lontanamente immaginato, come dimostrano le dichiarazioni del 2022 del ministro Speranza riportate in calce, ed ora la crisi vocazionale e “missionaria” dei professionisti sanitari si rivela un amplificatore di altri gap, per altrettanti mismatch che interagiscono tra loro.

La policrisi sanitaria è alimentata da mismatch che si avvitano in una spirale ingovernabile e apparentemente fuori controllo, a partire dal cronico sottofinanziamento del fondo sanitario che fa da detonatore e vincolo ineludibile per i tentativi di compenso dei gap multipli. Eccone uno schematico catalogo.

CULTURALE: un crescente disallineamento di sfondo e di lungo periodo tra le attese della gente alimentate dai media e dal circuito industrial-accademico e le effettive possibilità del sistema di garantire lo stato di completo benessere promesso dall’OMS e di rispondere a bisogni ed esigenze, spesso indotte dal business in un contesto di servizi burocratizzati, irreversibile medicina amministrata e universalismo selettivo.

PRESTAZIONALE: il deficit di offerta di prestazioni di diagnostica ambulatoriale e di posti letto per acuti rispetto ad una domanda in continua crescita, che produce boarding in PS, liste e tempi d’attesa biblici sul territorio, anche per effetto di una pervasiva “medicina della paura”, come quella difensiva da potenziali aggressioni fisiche e legali.

PROFESSIONALE: il deficit sul mercato del lavoro tra posti disponibili e candidati medici e infermieri, sia sul territorio che in ospedale, con crisi vocazionali generalizzate, concorsi e bandi disertati, burn-out e demotivazione con defezioni dalla dipendenza verso la MG convenzionata o l’emigrazione; il mismatch è sia quantitativo (posti non assegnati nella formazione specialistica e generalistica) sia qualitativo (tassi inferiori al 30% di borse assegnate in alcune specialità ospedaliere non spendibili sul mercato delle prestazioni).

INFRASTRUTTURALE: deficit di case della comunità HUB finanziate dal PNRR sia rispetto alla popolazione residente sia per ospitare un numero sufficiente di professionisti sanitari, in relazione al bacino di utenti previsto per ogni struttura; alla carenza di locali per ospitare medici ed infermieri si aggiunge il gap tra fabbisogno della rete e il mancato finanziamento delle CdC Spoke, le uniche che potevano garantire la capillarità dell’Assistenza Primaria.

GEOGRAFICO: disallineamento tra CdC Hub localizzate prevalentemente in centri abitati di medie/grandi dimensioni e fabbisogno di servizi nei piccoli paesi delle zone interne o nelle grandi periferie metropolitane, zone abbandonate dal SSN dove è più sentita dalla gente la mancanza di MMG e gli ambiti restano carenti per lunghi periodi.

REGOLATORIO: il mismatch tra le regole prescrittive vigenti sul territorio (Note AIFA, LEA sugli accertamenti, certificazioni INPS, regole off-label, forniture di presidi etc..) ignorate e spesso violate sia nel contesto ospedaliero sia sul mercato libero-professionale.

Le scelte professionali sono l’ultimo anello di una catena di mismatch che assedia il SSN e certificano una progressiva erosione, forse irreversibile, della mission sociale dei medici, effetto della scadente qualità del lavoro nei servizi pubblici, irrigiditi dalla burocrazia e incapaci di sintonizzarsi con la dimensione culturale, relazionale e di prossimità “ecologica” del territorio.

Sembra quasi che la defezione delle nuove leve esprima una sfiducia preventiva nel futuro professionale, quasi che i candidati fossero stati contagiati dal clima di demotivazione, disillusione e di latente burn-out collettivo prevalente nelle corsie e negli ambulatori territoriali. Stupisce solo che nessun decisore pubblico abbia avvertito gli umori della base, sintomi di un mood emotivo ormai deteriorato oltre il punto di non ritorno, testimoniato da defezioni ed emigrazione. Infine anche l’incremento del fondo sanitario, deciso dal governo per il biennio 2025-2026, non sembra sfuggire al gap tra annunci e deliberazione formale, tra risorse stanziate per i Contratti dei dipendenti e quelle per i rinnovi degli ACN dei convenzionati.

A compensare il grande mismatch ci pensa in modo pronto ed efficiente il mercato, dai gettonisti alla libera professione, dai poliambulatori specialistici privati alle polizze assicurative integrative, dai laboratori non convenzionati a prezzi competitivi alle tariffe per la chirurgia nelle strutture non accreditate, dalla spesa out off pocket per i farmaci non prescrivibili alla diagnostica di primo livello nella farmacia di servizio etc..

Da questo scenario emerge un quadro a tinte fosche, perlomeno fino al termine del biennio 2025-2026 dopo il quale, secondo le ottimistiche dichiarazioni del governatore Fedriga, l’emergenza occupazionale dovrebbe rientrare. Nel frattempo aumentano i segnali di altri disallineamenti a più livelli la cui sommatoria complessa è destinata verosimilmente a perdurare nei prossimi anni.

P.S. Previsione dell’ex ministro Speranza nell’aprile 2022: “Per il personale medico avremo difficoltà per i prossimi 2-3 anni, ma poi, grazie agli investimenti messi in campo e alle borse di specializzazione medica finanziate, arrivate a oltre17mila, la situazione cambierà”.

Previsione del governatore Fedriga nell’ottobre 2024: “Dal 2027 avremo più laureati in medicina rispetto a coloro i quali vanno in pensione. Sicuramente rimarranno carenti alcune specializzazioni, tra cui anche la medicina generale che dovremmo rendere più attrattive. Ma nel numero generale non avremo queste criticità, però avremo una media fino al 30% in meno di infermieri”.

Cordiali saluti

Dott. Giuseppe Belleri
Ex MMG – Brescia

24 Ottobre 2024

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