La sanità pubblica è in forte crisi e la manovra non sarà di aiuto   

La sanità pubblica è in forte crisi e la manovra non sarà di aiuto   

La sanità pubblica è in forte crisi e la manovra non sarà di aiuto   

Gentile Direttore,
la manovra finanziaria del Governo tende solo a coprire l’inflazione e le spese energetiche. Per la sanità arriva infatti un incremento di qualche miliardo in più che non riesce a coprire le necessità del settore. Basta considerare che la spesa sanitaria è circa 102-103 miliardi di euro per la parte pubblica a cui si aggiungono circa 37 miliardi di privato convenzionato con il sistema sanitario. Seguono i 45 miliardi di euro che le persone spendono in prima persona. Quando si parla di finanziamenti bisogna fare i paragoni con quanto avviene per la sanità negli altri paesi europei. La Germania spende il 10% del Pil tedesco, mentre l’Italia si ferma al 6,2 del prodotto interno lordo nazionale. Gli aumenti serviranno a rimanere su questa percentuale del Pil, e questo spiega il quadro di sofferenza generale che ritroviamo nelle strutture, nei contratti, nella mancanza di personale.

A fronte di tutto ciò, come Ordine dei Medici e degli Odontoiatri ribadiamo che il sistema sanitario pubblico non deve essere toccato in quanto fonte di tutela e di garanzia di un’assistenza universale, equa e solidale. Il Ssn è un patrimonio imprescindibile di questo Paese.

I problemi che negli anni si sono creati con l’invecchiamento della popolazione, l’allungamento della vita media e l’aumento esponenziale degli stati di cronicità devono avere risposte legislative coerenti, ma questa impostazione è stata attualmente dimenticata. Il Governo Draghi, con un decreto ministeriale, aveva varato la riforma della sanità territoriale per poter riuscire a dare le giuste risposte. Quel decreto ministeriale del 2022 prevedeva una fortissima integrazione socio sanitaria.

Le scelte legislative attuali non hanno tenuto insieme le politiche sanitarie e sociali. Bastano alcuni dati per capire gli attuali errori fatti: il reddito medio delle famiglie è intorno ai 36mila euro, molto basso se si pensa ad un’assistenza domiciliare con una badante. Abbattere il Fondo Nazionale per la “Non Autosufficienza” con il Decreto attuativo per la Riforma della Disabilità ed aver prodotto la stessa azione di taglio del Fondo tramite la Riforma sugli Anziani, prevedendo la prestazione universale solo per 25.000 disabili gravissimi tramite un Isee di 6000 euro, significa avere messo in difficoltà le famiglie italiane e la rete ospedaliera per acuti.

Infatti le mancate soluzioni di assistenza nel territorio trovano un unico sbocco in ospedale, finendo per oberare le strutture ospedaliere, mentre al contrario la riforma della sanità territoriale andava sostenuta anche tramite politiche sociali che favorissero l’assistenza domiciliare o di ricovero in strutture intermedie a bassa intensità di cura. In questo senso anche gli ospedali di comunità rappresentano una scommessa in atto da realizzare, ma se il Pnrr ha messo a disposizione le risorse economiche necessarie, lo stesso non sta facendo il legislatore nazionale attuale nelle scelte necessarie per gli investimenti sul personale.

In una situazione così difficile è necessario che i legislatori regionali riconvertano una parte della spesa ospedaliera ovvero quella riguardante i ricoveri inappropriati il cui costo medio sull’anno si aggira intorno a 21 milioni di euro. Recuperare queste cifre significa poter rifinanziare in parte la sanità territoriale innescando un circuito virtuoso.

In merito poi al problema della carenza di personale medico si sta cercando di affrontarlo con un aumento del numero degli iscritti a Medicina, ma questo non è un buon investimento, si doveva, invece, ampliare il numero degli specializzandi, incentivandoli a rimanere in Italia. Nel sistema sanitario bisogna coprire la carenza di medici specialisti e di infermieri, consentendo loro di avere anche una vita privata, perché non si può lavorare senza limite di impegni e di orario e con contratti che non sono economicamente concorrenziali con quelli dei paesi europei che investono in tutela della salute con percentuali maggiori di Pil.

Prof. Massimo Martelloni
Consigliere dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze su politica economica e sociosanitaria in Italia

13 Novembre 2024

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