Ricetta europea per farmaci. Pillon (Sit): “Firma digitale è un obbligo, l’Italia dovrà adeguarsi”

Ricetta europea per farmaci. Pillon (Sit): “Firma digitale è un obbligo, l’Italia dovrà adeguarsi”

Ricetta europea per farmaci. Pillon (Sit): “Firma digitale è un obbligo, l’Italia dovrà adeguarsi”
Soddisfazione da parte del vicepresidente della Società di telemedicina e sanità elettronica per la direttiva che facilita il riconoscimento delle ricette mediche prevedendo, tra le altre cose, la firma digitale del medico. Presto dalla Sit una position paper sulla corretta dematerializzazione sanitaria.

“Ora la firma digitale è un obbligo europea e l'Italia dovrà adeguarsi”. È così che Sergio Pillon, vicepresidente della Società italiana di telemedicina e sanità elettronica (Sit), commenta, con soddisfazione, la direttiva della Sommissione Europea del 20 dicembre contenente misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato membro. Le nuove regole prevedono, tra le altre cose, che l’identificazione del medico prescrivente avvenga tramite firma (forma scritta o digitale in base al mezzo scelto per l’emissione della ricetta).

“La Sit ha sin dall'inizio segnalato l'anomalia italiana di una ricetta elettronica senza firma digitale, seguita al cosiddetto ‘certificato di malattia telematico’ che, proprio per la mancanza della firma digitale, può solo rivestire il ruolo di ‘comunicazione telematica di malattia’", ricorda Pillon, spiegando che presto la Società italiana di telemedicina e sanità elettronica renderà pubblica una position paper per contribuire al dibattito nazionale sul tema della firma digitale, “indispensabile per una corretta dematerializzazione sanitaria, anche per evitare che possibili innumerevoli personalismi regionali rendano il sistema inutilmente complesso ed oneroso per il medico e per il paziente”.

“Il fascicolo sanitario elettronico – prosegue Pillon – da tutti auspicato punto di arrivo per la scomparsa della carta dal sistema sanitario, solo con documenti digitali firmati elettronicamente, che ne garantiscono l'inalterabilità, potrà essere considerato uno strumento che contribuirà a migliorare il sistema salute. Quale medico si fiderebbe di un foglietto di carta nel portafoglio di un paziente con un gruppo sanguigno appuntato a penna? Quale compagnia di assicurazione rimborserebbe un danno sulla base di una stampa di una videata di un computer? Un documento digitale non firmato può comportare gli stessi pericoli”.

“Ora la Sit – ha concluso Pillon – si augura che la recente direttiva europea costituisca lo stimolo giusto per migliorare la "ricetta elettronica" inserendo la firma digitale del medico a garanzia e sicurezza dei medici e dei pazienti”.
 

08 Gennaio 2013

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