Gentile Direttore,
finalmente è stata approvata, lo scorso 24/09/2025 in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, quella Risoluzione sulle Cure Palliative (CP) presentata circa 1 anno fa (link Cure Palliative, finalmente risoluzione impegna il governo a farle rientrare come parte integrante dei servizi ospedalieri – Quotidiano Sanità ) dal vice presidente, On Ciocchetti.
Tale documento è stato preceduto negli anni da parecchi atti, ai quali in molti abbiamo lavorato per stigmatizzare l’assenza adeguata delle Cure Palliative negli Ospedali in quanto non previste dagli standard ospedalieri del DM 70/2015, vulnus persistente nonostante l’ottenuto inserimento nel LEA del 2017 dell’art 38 c2, teso a garantire CP e terapia del dolore nei ricoveri, ma non concretamente applicato.
Il primo “Appello per la presenza delle CP in tutti i Setting di Cura”, 10 anni fa fu firmato da molti, anche dal compianto Umberto Veronesi (promotore dell’ospedale senza dolore ) e diede origine ad una prima risoluzione estesa dall’allora presidente della Comm. Affari Sociali On. Vargiu (Cure palliative. Vargiu (Sc) a Lorenzin: “Grave loro assenza tra discipline ospedaliere. Si rivedano standard ospedalieri” – Quotidiano Sanità ), poi seguita da molte di diverse parti politiche (tema trasversale, es Cure Palliative. Una mozione dal Parlamento per il loro inserimento negli standard ospedalieri – Quotidiano Sanità, 7/01420 : CAMERA – ITER ATTO).
Il controllo della sofferenza in ogni setting di cura è un diritto fondamentale ed un dovere da espletare, al di là di tipo e fase di malattia.
La risoluzione attualmente approvata sancisce (pag 10)
““l’integrazione delle CP all’interno degli ospedali, sia mediante posti letto dedicati, sia attraverso servizi ambulatoriali e di consulenza intraospedaliera, è fondamentale per la gestione umana ed efficace della sofferenza; … con risultati positivi sia per i pazienti che per la sostenibilità economica del sistema… Infatti, un controllo precoce del dolore e dei sintomi gravi riduce gli accessi in pronto soccorso e i successivi ricoveri per sintomi non controllati, i quali sono all’origine non solo della sofferenza, ma anche di maggiori squilibri clinici;
è urgente un aggiornamento degli standard ospedalieri con l’inclusione delle CP nella tabella delle discipline ospedaliere, poiché la loro assenza rende di fatto inapplicabile il citato articolo 38, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, nonché, di conseguenza, la legge n. 38 del 2010;
si rileva la necessità di inserimento delle CP almeno come « disciplina senza posti letto », con il compito di fornire consulenze e supporto ambulatoriale, settori ad oggi ampiamente assenti nei nosocomi, poiché non normativamente previsti; per i nosocomi di dimensioni medio grandi andrebbe prevista la possibilità di alcuni posti letto dedicati alla gestione delle urgenze sintomatologiche, altrimenti gestite impropriamente in altri reparti, dal momento che gli hospice territoriali, spesso carenti, sono dedicati in particolare alle situazioni di fine vita”.
…nonostante il tentativo di inserire nel regolamento degli standard territoriali … DM 77 2022, il carattere essenziale di CP anche negli ospedali, non sempre sussiste questa possibilità per gli enti .. sul territorio, i quali scontano carenze.
“impegna il Governo: a) a promuovere … l’istituzione di servizi di CP intraospedalieri su tutto il territorio nazionale, garantendo la presenza di équipe specialistiche di palliativisti negli ospedali di base e di primo livello, con la possibilità di fornire consulenze e supporto clinico nei reparti, nei pronto soccorso e negli ambulatori”
“c) a favorire l’integrazione e la sinergia con i servizi di terapia del dolore, laddove presenti, anche con unità operative unificate – vista la carenza di personale e risorse – prevedendosi semmai un’eventuale divisione interna dei compiti del personale, soprattutto per chi effettua terapie invasive;”
“d) a valutare l’opportunità di potenziare … l’integrazione dei percorsi formativi, inserendo maggiormente la terapia del dolore nei percorsi universitari e nei piani di studi delle scuole di specializzazione (NB … di CP), al fine di fornire le competenze al personale sanitario per poter operare anche nella terapia del dolore, almeno di primo livello, in servizi sinergici, integrati o uniti”.
Si auspica che si possano ora tempestivamente ottenere, da parte del legislatore e del governo, i conseguenti provvedimenti atti a garantire davvero la adeguata presenza delle cure per i sofferenti in particolare integrando le CP e la Terapia del dolore quale effettivo standard ospedaliero da garantire, mettendo mano concretamente ai Regolamenti ospedalieri, aggiornando quel DM 70 del 2015 che, violando la legge 38, le aveva estromesse.
Marco Ceresa
Medico