Nel settore Sanità stipendi più omogenei da Nord a Sud: il contratto nazionale frena i divari. Il rapporto Aran

Nel settore Sanità stipendi più omogenei da Nord a Sud: il contratto nazionale frena i divari. Il rapporto Aran

Nel settore Sanità stipendi più omogenei da Nord a Sud: il contratto nazionale frena i divari. Il rapporto Aran

Il nuovo rapporto Aran fotografa una sanità con retribuzioni relativamente uniformi sul territorio nazionale. Gli aumenti contrattuali spingono gli stipendi, ma il recupero resta legato ai rinnovi e all’indennità di vacanza contrattuale. IL RAPPORTO

Un Servizio sanitario nazionale segnato da forti differenze organizzative e strutturali, ma molto meno diviso sul piano delle retribuzioni. È questa una delle indicazioni più rilevanti che emerge dal Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti (n. 1/2025), pubblicato dall’Aran, che quest’anno dedica un’analisi specifica e inedita al comparto Sanità, con un focus sul personale non dirigente.

Per la prima volta, accanto all’andamento nel tempo degli stipendi, il rapporto propone un confronto puntuale dei livelli retributivi effettivi e delle differenze territoriali. Il risultato è chiaro: a parità di ruolo, le buste paga del personale sanitario variano relativamente poco tra Nord e Sud del Paese. Un dato che conferma il ruolo centrale del contratto nazionale nel contenere i divari e garantire una base di equità salariale.

I numeri aiutano a comprendere la portata del fenomeno. Gli infermieri percepiscono in media circa 36.000 euro annui, gli assistenti amministrativi si attestano intorno ai 29.500 euro, mentre gli operatori sociosanitari raggiungono i 28.100 euro. Le differenze tra i valori più bassi e quelli più elevati oscillano generalmente tra i 4 e i 5 mila euro l’anno, uno scarto considerato contenuto se rapportato alle profonde diseguaglianze economiche che caratterizzano il Paese.

Secondo l’Aran, l’assenza di fratture regionali marcate lascia spazio piuttosto a “modelli di contiguità territoriale”: aziende sanitarie vicine tendono ad allineare spontaneamente i trattamenti economici, anche per evitare squilibri nella mobilità del personale. Non mancano, tuttavia, differenze legate agli “stili gestionali”, con alcune aziende che adottano politiche retributive più generose rispetto alla media, soprattutto sul fronte delle risorse accessorie.

Il rapporto inserisce questi dati in un quadro più ampio sull’andamento delle retribuzioni nel pubblico impiego. Fino al terzo trimestre del 2025, la crescita degli stipendi pubblici continua a superare l’inflazione, pur mostrando segnali di rallentamento. Nel comparto sanitario, in particolare, un contributo decisivo è arrivato dai recenti rinnovi contrattuali e dall’introduzione della nuova Indennità di vacanza contrattuale per il triennio 2025-2027, che ha sostenuto i redditi in attesa dei prossimi accordi.

Resta però il nodo di fondo: la relativa uniformità territoriale non cancella le difficoltà strutturali della sanità pubblica. Gli stipendi crescono, ma il confronto con il costo della vita e con le opportunità offerte dal settore privato o dall’estero continua a pesare, soprattutto per le professioni più esposte alla carenza di personale. Il dato Aran fotografa un sistema che tiene sul piano dell’equità salariale, ma che dovrà rafforzare ulteriormente la leva retributiva se vuole rendere il lavoro sanitario davvero attrattivo e sostenibile nel lungo periodo.

07 Gennaio 2026

© Riproduzione riservata

Speranza di vita. Italia al top nella Ue con 84,1 anni
Speranza di vita. Italia al top nella Ue con 84,1 anni

Nel 2024 l’Italia si conferma al vertice dell’Unione europea per speranza di vita alla nascita. Secondo i dati preliminari diffusi da Eurostat, l’aspettativa di vita media nell’Ue ha raggiunto 81,7...

Carenza professionisti sanitari. Dall’Ocse un piano per contrastarla: percorsi flessibili, apprendistato e riconoscimento delle competenze
Carenza professionisti sanitari. Dall’Ocse un piano per contrastarla: percorsi flessibili, apprendistato e riconoscimento delle competenze

La carenza di professionisti sanitari e socio-assistenziali è una delle principali minacce alla tenuta dei sistemi sanitari. Non solo ospedali, ma soprattutto assistenza territoriale e long-term care (LTC) faticano a...

Infermieri. La loro carenza è una “bomba a orologeria”. Oms: in Europa ne mancheranno 1 milione nel 2030. Ecco come invertire la rotta
Infermieri. La loro carenza è una “bomba a orologeria”. Oms: in Europa ne mancheranno 1 milione nel 2030. Ecco come invertire la rotta

La carenza di infermieri, l’aumento della domanda di cure e il burnout stanno mettendo sotto pressione i sistemi sanitari europei, con effetti diretti sulla sicurezza dei pazienti. A lanciare l’allarme...

Terapie intensive. L’allarme invisibile: un paziente su dieci colpito da infezioni ospedaliere
Terapie intensive. L’allarme invisibile: un paziente su dieci colpito da infezioni ospedaliere

Nel 2022 quasi un paziente su dieci ricoverato per oltre 48 ore in terapia intensiva in Europa ha contratto almeno un’infezione correlata all’assistenza. È il dato che emerge dall’ultimo rapporto...