Con il 1° gennaio si è avviato ufficialmente il triennio formativo 2026-2028, che per tutti i professionisti sanitari rappresenta un’opportunità straordinaria per il recupero dei debiti pregressi e il raggiungimento della regolarità formativa. “Abbiamo voluto dare una grande possibilità, senza fare sconti, a chi ha la volontà di mettersi in regola acquisendo tutti i crediti mancanti per i trienni passati, un’occasione che però è unica e come tale va percepita” aveva detto Pierpaolo Pateri, vicepresidente Cogeaps, in un’intervista a QS.
È la prima volta che viene reso possibile un recupero così ampio del debito formativo, “ed è anche l’ultima” ha tenuto a specificare Pateri. L’intento è quello di provare in ultima istanza a recuperare i professionisti che per ora orbitano fuori dal sistema formativo, permettendo loro di comprendere l’importanza dell’aggiornamento continuo e di evitare le conseguenze previste dalla normativa per gli inadempienti. Dalle notizie portate dalle Federazioni e dagli Ordini, con le dovute differenze, sono circa il 20% (con picchi del 30%) ad oggi i professionisti non in regola. Un rischio sempre più concreto.
Dal 2029, infatti, saranno applicate le sanzioni disciplinari previste dalla normativa delle singole Federazioni dei professionisti sanitari, che vanno dall’avvertimento scritto fino alla sospensione dall’attività lavorativa e all’espulsione dall’albo professionale. La speranza è quella di recuperare chi ha un debito formativo di lungo corso, prima che questa mancanza influisca negativamente sulla sua carriera. Infatti, Asl e Ospedali tengono sotto controllo la situazione formativa degli iscritti e anche la partecipazione ai concorsi prevede come requisito la regolarità nella formazione.
Oltre ai 150 crediti formativi del 26-28 (al netto di bonus ed esenzioni), infatti, ai professionisti sanitari è data la possibilità di acquisire crediti compensativi per recuperare le eventuali carenze dei trienni 2014-16, 2017-19 e 2020-22. A stabilirlo è la delibera 1/25 del 3/07/25 siglata dalla Commissione Ecm, che delinea anche il procedimento del riconoscimento dei crediti di recupero.
Infatti, esistono due possibili metodi per lo spostamento dei crediti in surplus:
- La procedura manuale, che il professionista sanitario può gestire in autonomia sulla piattaforma Cogeaps, e che permette di spostare i crediti in eccesso acquisiti entro il 31/12/2025 dal triennio 23-25 al triennio 20-22. La data per ultimare lo spostamento manuale è il 30/06/2026.
- La procedura automatica, svolta direttamente dalla piattaforma Cogeaps al termine del triennio 26-28, che coinvolge tutti i crediti compensativi acquisiti dal professionista nel triennio appena iniziato, che verranno poi distribuiti su tutti i trienni precedenti (dal 2014 in poi) in cui il professionista risulti inadempiente.
Per assicurarsi di acquisire il numero giusto di crediti da recuperare, i professionisti possono controllare la propria situazione attuale e pregressa sulla piattaforma Cogeaps e studiare il piano formativo includendo anche la formazione necessaria per colmare i debiti.
“Ovviamente provvedimenti come questo – aveva aggiunto Pateri – non possono e non devono essere una regola. Il segnale è forte, la delibera è stata approvata all’unanimità da tutti i rappresentanti delle professioni. Così, alla fine del 2028 sapremo veramente chi voleva mettersi in regola e chi ha invece deciso di rimanere fuori dal sistema”.
Dal 1° gennaio 2026, inoltre, i professionisti non in regola con almeno il 70% del fabbisogno formativo del triennio 2023-25 rischiano di vedersi rifiutare la copertura assicurativa in caso di contenzioso da parte delle compagnie assicurative. Confermato, dunque, quanto previsto dal decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco.
Il 2026 è l’anno in cui la formazione ecm deve tornare ad essere una priorità per i professionisti sanitari, da parte di Ordini e Federazioni si pone ogni disponibilità per facilitare recupero e gestione. A questa “ultima chiamata” ci si aspetta una forte risposta.