Test diagnostici nelle Case della Comunità: rapidità sì, ma con regole chiare e una governance forte

Test diagnostici nelle Case della Comunità: rapidità sì, ma con regole chiare e una governance forte

Test diagnostici nelle Case della Comunità: rapidità sì, ma con regole chiare e una governance forte

Il Quaderno Agenas sui Point of Care Testing indica ruoli, responsabilità e processi per integrare la diagnostica decentrata nell’assistenza territoriale. Centrale il ruolo del laboratorio, del Comitato multidisciplinare POCT e della formazione degli operatori per garantire sicurezza, appropriatezza e risultati affidabili.

La diffusione dei test diagnostici rapidi al letto del paziente – i cosiddetti Point of Care Testing (POCT) – rappresenta una delle leve più rilevanti per rafforzare l’assistenza territoriale e rendere operative le Case della Comunità previste dal PNRR. Ma la rapidità della risposta diagnostica, da sola, non basta: senza un modello organizzativo strutturato e una solida governance il rischio è quello di generare disomogeneità, criticità di qualità e potenziali problemi di sicurezza clinica.

È questo il messaggio chiave che emerge dal Quaderno di Monitoraggio sui POCT elaborato da Agenas, che definisce in modo puntuale ruoli, responsabilità e processi necessari per integrare la diagnostica decentrata nel Servizio sanitario nazionale senza indebolire il sistema di garanzia della qualità.

Il ruolo centrale del laboratorio e del Comitato POCT

Il documento chiarisce un principio fondamentale: la diagnostica decentrata non è alternativa, ma integrativa rispetto al laboratorio clinico tradizionale. La responsabilità complessiva del processo resta in capo al Direttore del Laboratorio di Medicina di Laboratorio decentrata (C-MLD), che deve estendere il proprio Sistema di Qualità anche alle prestazioni erogate con dispositivi POCT.

Cuore della governance è il Comitato Multidisciplinare POCT (C-POCT), organismo che coinvolge direzione sanitaria, laboratorio, cure primarie, ingegneria clinica, sistemi informativi e professionisti utilizzatori. Al Comitato spetta la valutazione strategica preliminare, la definizione dei criteri di appropriatezza clinica e organizzativa, la selezione delle tecnologie e il monitoraggio continuo delle prestazioni.

Appropriatezza e qualità come condizioni non negoziabili

L’introduzione dei POCT deve rispondere a un bisogno clinico reale: urgenza, riduzione dei tempi di risposta (TAT), maggiore accessibilità per il cittadino. Ogni dispositivo va sottoposto a verifica delle prestazioni prima dell’uso clinico e inserito in un percorso strutturato di Controllo di Qualità Interno (CQI) e Valutazione Esterna di Qualità (VEQ), con standard comparabili a quelli del laboratorio centrale.

Particolare attenzione viene posta alla tracciabilità: risultati, operatori, controlli, manutenzioni e audit devono essere documentati e integrati nei sistemi informativi aziendali. La connettività con LIS e cartella clinica non è un optional, ma una condizione essenziale per la sicurezza del paziente e la continuità del percorso di cura.

Formazione e competenze: il fattore decisivo

Il Quaderno Agenas sottolinea come la sostenibilità dei POCT dipenda in larga misura dalla formazione degli operatori. L’uso dei dispositivi deve essere riservato a personale autorizzato, formato e periodicamente valutato, con piani di aggiornamento continuo coordinati dal laboratorio e dal POCT Manager. Errori pre-analitici, analitici o post-analitici possono infatti vanificare i vantaggi della diagnostica rapida.

Un’opportunità per il territorio, se ben governata

Nelle Case della Comunità hub l’offerta di diagnostica POCT è considerata obbligatoria come integrazione dei servizi di laboratorio, mentre nelle strutture spoke è fortemente raccomandata soprattutto nelle aree interne e a bassa densità di servizi. L’obiettivo finale non è moltiplicare i test, ma migliorare gli outcome, ridurre i tempi decisionali e rendere più efficiente l’organizzazione.

Il messaggio che emerge è chiaro: i POCT possono essere un potente strumento di modernizzazione dell’assistenza territoriale, ma solo se inseriti in un sistema di regole, responsabilità e controlli rigorosi. In sanità, anche la rapidità deve andare di pari passo con la qualità.

22 Gennaio 2026

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