BPCO ed esofagite eosinofila nei bambini (1–11 anni): dupilumab rimborsato in Italia

BPCO ed esofagite eosinofila nei bambini (1–11 anni): dupilumab rimborsato in Italia

BPCO ed esofagite eosinofila nei bambini (1–11 anni): dupilumab rimborsato in Italia

L’AIFA ha approvato la rimborsabilità di dupilumab in Italia per due nuove indicazioni: la BPCO e l’esofagite eosinofila nei bambini tra 1 e 11 anni. Si tratta della prima terapia biologica mirata per la BPCO e di un importante avanzamento terapeutico per i pazienti pediatrici con esofagite eosinofila

L’anticorpo monoclonale dupilumab è oggi disponibile e rimborsabile per due nuove indicazioni terapeutiche: la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’esofagite eosinofila (EoE) nei bambini da 1 a 11 anni.

Per quanto riguarda la BPCO, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha dato il placet al farmaco come trattamento aggiuntivo di mantenimento per gli adulti con patologia non controllata, caratterizzata da un aumento degli eosinofili nel sangue.

Dupilumab è la prima terapia biologica mirata per la BPCO disponibile in Italia e rappresenta il primo nuovo approccio terapeutico per questa malattia dopo decenni di terapie inalatorie.

Nell’esofagite eosinofila, invece, l’indicazione riguarda i bambini di età compresa tra 1 e 11 anni, di almeno 15 kg di peso, non adeguatamente controllati, non candidati o intolleranti alla terapia medica convenzionale.

Dupilumab nella BPCO
L’approvazione nazionale segue quella dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) e si basa sui risultati di due studi registrativi di fase III, BOREAS e NOTUS, che hanno coinvolto pazienti con BPCO non controllata nonostante la terapia inalatoria massimale. Tutti i pazienti inclusi negli studi erano in terapia inalatoria standard massimale, quasi tutti in triplice terapia.

L’obiettivo principale dei due studi studi era il controllo della malattia tramite la riduzione delle riacutizzazioni moderate e gravi, ovvero episodi di peggioramento della patologia con aggravamento dei sintomi abituali, che possono portare all’ospedalizzazione, alla progressione della malattia fino, nei casi più gravi, alla morte.

Dupilumab agisce sulle due molecole chiave dell’infiammazione di tipo 2, IL-4 e IL-13. Negli studi BOREAS e NOTUS ha dimostrato di ridurre sensibilmente il tasso annualizzato di riacutizzazioni moderate o gravi della BPCO, di migliorare la funzione polmonare e la qualità di vita correlata alla salute, come valutato dal St. George’s Respiratory Questionnaire.

Dupilumab nell’esofagite eosinofila
Il via libera per l’esofagite eosinofila (EoE) si basa sui risultati dello studio registrativo di fase III EoE KIDS, che ha dimostrato come la risposta a dupilumab nei bambini affetti da esofagite eosinofila sia simile a quella osservata nelle popolazioni di adulti e adolescenti, per i quali dupilumab era già approvato e rimborsato.

In questo studio, l’anticorpo monoclonale ha consentito la remissione istologica della malattia nella maggior parte dei pazienti, una riduzione della conta degli eosinofili intraepiteliali esofagei, una riduzione dei reperti endoscopici anomali e della gravità ed estensione della malattia, misurata a livello microscopico. È stato inoltre osservato un miglioramento complessivo dei sintomi dell’esofagite eosinofila e della loro gravità, nonché una diminuzione del numero di giorni con almeno un sintomo. I risultati dello studio sono stati pubblicati dal New England Journal of Medicine.

Nei Paesi occidentali, l’incidenza dell’esofagite eosinofila è stimata in circa 20 casi per 100.000 abitanti e la prevalenza in 1 caso ogni 1.000 abitanti. In età pediatrica, l’incidenza raggiunge 6,6 casi ogni 100.000 bambini e la prevalenza 34,4 casi ogni 100.000.

La malattia presenta un andamento bimodale, con un primo picco nei bambini intorno ai 12 anni e un secondo negli adulti tra i 30 e i 44 anni. Negli ultimi vent’anni si è osservato un incremento costante di incidenza e prevalenza, con un rischio di sviluppare la patologia 2-3 volte maggiore nei maschi rispetto alle femmine. I bambini con esofagite eosinofila presentano inoltre un rischio più elevato di patologie atopiche associate, come asma, rinite allergica e dermatite atopica.

“L’esofagite eosinofila è una patologia cronica complessa, che richiede un approccio basato sull’evidenza scientifica e multidisciplinare,” spiega Claudio Romano, Past president della Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica (SIGENP) e presidente della fondazione SIGENP ETS, “Come SIGENP siamo impegnati da anni nel promuovere la conoscenza della malattia e nel supportare i clinici attraverso la definizione di raccomandazioni condivise. La disponibilità di una terapia biologica mirata e rimborsata per i bambini rappresenta un importante avanzamento, in linea con le nostre più recenti raccomandazioni di gestione, e consente una presa in carico più appropriata e personalizzata dei pazienti pediatrici con esofagite eosinofila”.

“Nei bambini l’esofagite eosinofila non è solo una malattia dell’esofago, ma una condizione che può influenzare profondamente il comportamento alimentare, in una fase cruciale, la crescita e il benessere generale,” aggiunge Salvatore Oliva, Responsabile del Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Pediatrica presso il Dipartimento Materno Infantile e Scienze Urologiche della Sapienza Università di Roma, Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Umberto I, “Fino ad oggi le opzioni terapeutiche erano limitate e spesso non specificamente approvate per l’età pediatrica. L’arrivo di dupilumab introduce una novità rilevante: una terapia mirata che ha dimostrato efficacia clinica e istologica e che può modificare il percorso di malattia, migliorando il controllo dei sintomi e riducendo il carico per pazienti e famiglie”.

05 Febbraio 2026

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