Antimicrobico-resistenza. L’Umbria accelera con il Piano nazionale

Antimicrobico-resistenza. L’Umbria accelera con il Piano nazionale

Antimicrobico-resistenza. L’Umbria accelera con il Piano nazionale

La Giunta ha approvato una strategia integrata che coinvolge ospedali, allevamenti e monitoraggio ambientale. Proietti: “Approccio ‘One Health’, l’Umbria si unisce contro i super batteri per proteggere il futuro di tutti”.

La Regione Umbria lancia una sfida decisa alla ‘minaccia invisibile’ della resistenza agli antibiotici. In linea con il Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico resistenza (Pncar), la Giunta regionale ha approvato una strategia integrata che coinvolge ospedali, allevamenti e monitoraggio ambientale. L’obiettivo è di preservare l’efficacia dei farmaci antibiotici, attraverso il modello ‘One Health’, che riconosce come la salute dell’uomo sia indissolubilmente legata a quella degli animali e dell’ecosistema.

“Con questo provvedimento – afferma in una nota la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti -, l’Umbria si pone all’avanguardia nel contrasto all’antimicrobico resistenza una delle sfide sanitarie più complesse del nostro tempo. Non stiamo solo attuando un piano, ma stiamo costruendo un modello di prevenzione che unisce le competenze dei nostri medici, veterinari ed esperti ambientali. La vera svolta per il 2026 sarà poi l’integrazione digitale, ovvero la creazione di un sistema informativo integrato regionale, un ‘cruscotto unico’ capace di incrociare i dati sanitari umani, veterinari e ambientali. Questo permetterà di passare da una gestione frammentata a una visione d’insieme, guidando i medici verso scelte terapeutiche basate sui dati epidemiologici locali e garantendo che ogni dose di antibiotico sia somministrata solo quando realmente necessaria”.

I principali fronti di intervento riguardano la medicina umana, con il potenziamento della sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni ospedaliere (chirurgia e terapie intensive) e la formazione capillare degli operatori sanitari sulle buone pratiche, come l’igiene delle mani e l’uso di soluzioni idroalcoliche; il settore veterinario, con l’avvio di un piano biennale di Stewardship (strategia gestionale e clinica mirata all’uso responsabile e appropriato di risorse, farmaci o antibiotici) nell’allevamento bovina da latte, per limitare l’uso di farmaci solo ai casi di reale necessità.

La Regione, inoltre, ha anche aderito a un progetto pilota nazionale che ha per oggetto i batteri resistenti negli animali da compagnia, in quanto possono agire da serbatoi o vittime di germi difficili da curare. Infine, il monitoraggio ambientale, con il controllo costante della presenza di antibiotici e dei geni di resistenza nelle acque superficiali dei principali torrenti regionali (Caina, Genna e del fiume Nestore) e nei reflui urbani delle principali città umbre (Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello), come sistema di allerta precoce.

L’attuazione del piano vede il coinvolgimento delle quattro Aziende sanitarie regionali (Usl Umbria 1, Usl Umbria 2, Aziende ospedaliere di Perugia e Terni), dell’Università degli studi di Perugia, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche (Izsum) “Togo Rosati” e dell’Arpa, garantendo così la copertura di tutte le attività previste, dalla ricerca scientifica alla pratica clinica sul campo.

10 Febbraio 2026

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