Ancora in calo le infezioni respiratorie. Incidenza a 8,6 casi per mille con 472mila nuovi casi nell’ultima settimana

Ancora in calo le infezioni respiratorie. Incidenza a 8,6 casi per mille con 472mila nuovi casi nell’ultima settimana

Ancora in calo le infezioni respiratorie. Incidenza a 8,6 casi per mille con 472mila nuovi casi nell’ultima settimana

Dall’inizio della sorveglianza il totale delle persone colpite ha raggiunto i 11,4 milioni di casi. L’incidenza più elevata continua a registrarsi nella fascia 0-4 anni, con circa 33 casi per 1.000 assistiti, anch’essa in diminuzione rispetto ai 38 della settimana precedente. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi.

Prosegue la discesa delle infezioni respiratorie acute in Italia. Nella settimana dal 9 al 15 febbraio l’incidenza totale nella comunità si è attestata a 8,6 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto ai 9,7 della settimana precedente. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi.

Secondo le stime, i nuovi casi nell’ultima settimana sono stati circa 472mila, per un totale che dall’inizio della sorveglianza ha raggiunto i 11,4 milioni di casi.

L’incidenza più elevata continua a registrarsi nella fascia 0-4 anni, con circa 33 casi per 1.000 assistiti, anch’essa in diminuzione rispetto ai 38 della settimana precedente. Sul piano territoriale, l’intensità è classificata a livello basale in Veneto, Provincia autonoma di Trento, Molise e Sardegna; molto alta in Basilicata; bassa nelle altre Regioni e Province autonome.

Il rapporto ricorda che il passaggio dalla definizione di caso ILI (Influenza-Like Illness) a quella di ARI (Acute Respiratory Infection) rende difficoltoso il confronto con le stagioni precedenti e con le soglie di intensità calcolate sui dati delle sindromi simil-influenzali degli anni passati.

Influenza: positività al 5,8% in comunità, 6,3% in ospedale

Nella settimana 2026-07, per l’influenza si registra un tasso di positività del 5,8% nella comunità e del 6,3% nel flusso ospedaliero.

Tra i virus respiratori circolanti, nella comunità i valori di positività più elevati sono stati rilevati per VRS (Virus respiratorio sinciziale), Rhinovirus e Metapneumovirus. Anche nel flusso ospedaliero i tassi più elevati riguardano VRS, Rhinovirus e altri coronavirus diversi da SARS-CoV-2.

Per quanto concerne la caratterizzazione dei virus influenzali, la percentuale dei virus A(H3N2) risulta simile a quella dei virus A(H1N1)pdm09, sia nella comunità sia nel flusso ospedaliero. Nei campioni sottotipizzati in ambito ospedaliero si osserva una distribuzione analoga tra A(H1N1)pdm09 e A(H3N2).

Ad oggi, nessun campione è risultato positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, elemento che potrebbe indicare la circolazione di ceppi aviari.

Forme gravi in calo, prevale A(H1N1)pdm09

La sorveglianza delle forme gravi e complicate segnala, nella settimana 04, un numero di casi in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra i casi gravi resta A(H1N1)pdm09.

Si evidenzia inoltre che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate, confermando l’importanza della copertura vaccinale soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione.

Il quadro complessivo delineato da RespiVirNet indica dunque una fase di progressivo rallentamento della circolazione dei virus respiratori, pur con una pressione ancora significativa nei bambini più piccoli e con una quota non trascurabile di casi gravi tra i non vaccinati.

20 Febbraio 2026

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