Lombardia. Nasce la Rete regionale di medicina dello sport

Lombardia. Nasce la Rete regionale di medicina dello sport

Lombardia. Nasce la Rete regionale di medicina dello sport

Asst Fatebenefratelli-Sacco capofila del progetto. Il nuovo modello sperimentale introduce protocolli regionali standardizzati per la diagnosi, cura e prevenzione degli atleti agonisti, per eliminare le disomogeneità territoriali e garantire che ogni atleta riceva il medesimo standard di cura elevato.

Prende il via in Lombardia la Rete Regionale sperimentale di Medicina e Patologia dello Sport, un modello organizzativo all’avanguardia dedicato agli sportivi agonisti. La sperimentazione, che entrerà nel vivo nel corso del 2026, mira a superare la frammentazione dei percorsi sanitari, garantendo agli atleti una presa in carico strutturata, multidisciplinare e continuativa. L’iniziata è stata presentata in Regione, dal direttore generale della Direzione Welfare di Regione Lombardia, Mario Melazzini e dai direttori generali delle ASST coinvolte Maria Grazia Colombo (ASST Fatebenefratelli – Sacco), Ida Ramponi (ASST Valtellina e Alto Lario) e Guido Grignaffini (ASST di Lodi). Il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, ha inviato un video saluto ai partecipanti.

La Rete, nata con il patrocinio di CONI Lombardia, Comitato Italiano Paralimpico (CIP) Lombardia e Federazione Medico Sportiva Italiani FMSI-AMS Milano, vede come capofila l’ASST Fatebenefratelli Sacco. Il Presidio Ospedaliero Luigi Sacco di Milano, grazie a una consolidata expertise nella medicina sportiva, coordinerà un network di eccellenze che include il PO di Sondalo (ASST Valtellina e Alto Lario) e l’ASST di Lodi.

L’obiettivo primario del progetto, spiega la Regione, è trasformare l’evento traumatico dell’infortunio in un percorso fluido: dalla diagnosi all’intervento, fino alla riabilitazione e al return to play. Il nuovo modello introduce protocolli regionali standardizzati per eliminare le disomogeneità territoriali e garantire che ogni atleta, indipendentemente dalla disciplina, riceva il medesimo standard di cura elevato.

Il cuore operativo della Rete presso il PO Sacco coinvolge già numerose specialità: Chirurgia, Ortopedia e Traumatologia, Otorinolaringoiatria, Oculistica, Cardiologia, Allergologia, Fisiatria e Riabilitazione.

L’accesso alla sperimentazione è riservato ai tesserati delle Federazioni Nazionali, delle Discipline Sportive Associate e degli Enti di Promozione Sportiva affiliati al CONI. Gli atleti potranno accedere tramite agende dedicate e canali ordinari del Servizio Sanitario, percorsi di secondo livello per approfondimenti specialistici, equipe multidisciplinari per casi complessi.

Un pilastro fondamentale della Rete è dedicato alla medicina paralimpica, con percorsi diagnostici e riabilitativi specifici per atleti con disabilità, capitalizzando l’esperienza d’eccellenza maturata presso il presidio di Sondalo.

Il progetto si inserisce strategicamente nella cornice di Milano-Cortina 2026. “Non si tratta solo di una risposta immediata alle esigenze olimpiche, ma di una eredità per il territorio: i dati raccolti nel 2026 (tempi di attesa, appropriatezza degli invii, efficacia clinica) permetteranno di valutare, nel 2027, la trasformazione di questo modello sperimentale in una struttura permanente del sistema sanitario lombardo”, conclude la Regione.

26 Febbraio 2026

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