Assistenti sanitari: “Prevenzione è il nostro mestiere, ora servono scelte politiche coerenti”

Assistenti sanitari: “Prevenzione è il nostro mestiere, ora servono scelte politiche coerenti”

Assistenti sanitari: “Prevenzione è il nostro mestiere, ora servono scelte politiche coerenti”

Presentato il Manifesto di advocacy della Fno Tsrm e Pstrp: piena coerenza tra Decalogo della prevenzione e profilo professionale dell'Assistente sanitario. "Ruolo strutturale nei servizi territoriali e formazione universitaria da difendere: investire su di noi per un Ssn più equo e sostenibile".

La Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari della e Fno Tsrm e Pstrp ha messo a confronto, attraverso un’analisisistematica, il “Decalogo ministeriale della prevenzione” – presentato agli Stati generali della prevenzione, svoltisi a Napoli lo scorso anno – , il profilo professionale dell’Assistente sanitario – DM 69 del 1997 -, e il relativo Codice deontologico della professione – pubblicato nel 2025. Un lavoro raccolto in un “Manifesto di advocacy”, in cui si evidenzia la piena coerenza diquesti tre riferimenti nel proporre un Servizio sanitario nazionale orientato alla prevenzione, alla partecipazione e alla sostenibilità. 

Il documento evidenzia come ogni principio del Decalogo – dalla svolta culturale “reattivo ? proattivo” fino alla centralità della partecipazione civica – trova corrispondenza operativa nel mandato professionale dell’Assistente sanitario. Per definizione normativa, l’Assistente sanitario è il professionista della prevenzione che incarna il passaggio dalla patogenesi alla salutogenesi. Opera nei servizi territoriali e ospedalieri, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle comunità. Nel contempo, il Manifesto chiarisce che la prevenzione non è un elenco astratto di buone intenzioni, ma un processo culturale e organizzativo che questa professione è in grado di rendere concreto attraverso l’educazione alla salute, il lavoro di rete e la promozione del paradigma One health e digital health, attraverso la presa in carico della cronicità, in contrasto con le disparità territoriali e sociali. 

La rilevanza di questo documento è confermata dai fatti: basti pensare alla forte domanda di Assistenti sanitari registrata negli ultimi concorsi pubblici o alla crescente valorizzazione nei Piani sociosanitari di alcune Regioni. Il Manifesto, concepito comestrumento di advocacy, sollecita i decisori politici, le Regioni e le Aziende sanitarie, ad adottare scelte adeguate in termini di programmazione, organizzazione dei servizi e dotazioni organiche. Descrive il ruolo e le competenze dell’Assistente sanitario, nei diversi contesti operativi, mettendone in evidenza il valore aggiunto nella costruzione di un SSN più equo, vicino ai cittadini e sostenibile nel tempo.

Tra i vari temi trattati all’interno del documento, anche quello della formazione. Si rivolge un appello al sistema universitario, affinché i contenuti e le competenze proprie della laurea in assistenza sanitaria non vengano dispersi, né frammentati, né tantomeno replicati all’interno di percorsi formativi nuovi, garantendo al Ssn professionisti con un’identità professionale chiara, competenze ben definite e responsabilità precise. L’inserimento, anche parziale, di moduli tipici dell’Assistente sanitario in curricula diversi rischia di generare confusione nei ruoli, sovrapposizioni non necessarie e di indebolire l’identità e la responsabilità professionale nella prevenzione. Dare piena attuazione al Decalogo della prevenzione significa riconoscere agli Assistenti sanitari un ruolo strutturale nei Dipartimenti di prevenzione, nei Distretti, nei luoghi di vita e di lavoro, orientando parallelamente l’offerta formativa universitaria in modo coerente. Investire su questi professionisti significa rafforzare un front office di prevenzione competente, riconoscibile e radicato nei servizi dipartimentali: è una scelta di politica sanitaria che unisce efficienza allocativa, qualità degli interventi e chiarezza di ruoli, nel rispetto del principio di appropriatezza professionale e organizzativa. Di fronte all’aumento delle cronicità, alle diseguaglianze sociali e territoriali, al disagio giovanile e alle nuove sfide legate alle emergenze infettive, gli Assistenti sanitari rappresentano una risposta concreta: professionisti radicati sul territorio, capaci di leggere i bisogni di salute, di coniugare dati epidemiologici, di promuovere programmi di educazione alla salute, empowerment e lavoro di comunità.

Con questo documento, il Presidente della Fno Tsrm e Pstrp e la Presidente della Commissione di albo nazionale degli Assistenti sanitari riconoscono nel “Decalogo della prevenzione” un riferimento strategico per il Ssn.

Se la prevenzione è davvero “la miglior strategia” allora è tempo di investire con urgenza su chi, da cento anni, la pratica professionalmente ogni giorno.

26 Febbraio 2026

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