Il management aziendale deve recuperare spazio di manovra

Il management aziendale deve recuperare spazio di manovra

Il management aziendale deve recuperare spazio di manovra

Gentile Direttore, ho letto con grande interesse su Qs un intervento di Davide Minniti,Coordinatore Nazionale del Forum Permanente dei Direttori Generali di Federsanità, in cui si descrive un “percorso strutturato e ambizioso” 

Gentile Direttore, ho letto con grande interesse su Qs un intervento di Davide Minniti, Coordinatore Nazionale del Forum Permanente dei Direttori  Generali di Federsanità, in cui si descrive un “percorso strutturato e ambizioso”  cui Federsanità ha dato  come titolo “Il Percorso della Sostenibilità – Attraverso Innovazione, Ricerca e Professionalità”.

Il senso del progetto è quello di dare concretezza alla aspirazione del Forum di “essere uno spazio permanente di confronto tra Direttori Generali, un laboratorio di idee, un luogo di elaborazione tecnica capace di trasformare le migliori pratiche territoriali in proposte di sistema.” L’immagine dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie che emerge dall’intervento è quello di un mondo che vuole “contribuire, con competenza tecnica e visione strategica, all’evoluzione del Servizio sanitario nazionale.” Il contenuto della cassetta degli attrezzi di questo mondo richiamati nell’intervento è straordinariamente ricco includendo, lo cito solo per gioco, una lunga serie di anglicismi (ne ho contati circa 15, ma non li ho ricontati) che vanno dal monitoraggio degli scenari what-if, al branding pubblico e alla gestione responsabile della dimensione ESG (Environmental, Social, and Governance).

L’iniziativa del Forum è molto apprezzabile, ma suscita in me che vivo nelle Marche una sensazione di profondo disagio. Il mondo delle Direzioni Generali delle Aziende Sanitarie descritte nell’intervento di Minniti visto da questa Regione appare un mondo fantastico, nel senso letterale di un mondo frutto della fantasia. Nelle Marche ormai da anni, molti anni, il ruolo delle Direzioni Generali non ha alcuna valenza strategica ed è confinato al ruolo di efficienti esecutori degli indirizzi della politica, qualunque essi siano. Le Direzioni operano all’interno di un sistema in cui gli obiettivi 2026 assegnati alle Direzioni sono 136 (con prerequisiti l’equilibrio di bilancio e il rispetto del tetto di spesa del personale) e sono privi di alcuna valenza strategica.  Le Direzioni, solo per fare pochissimi esempi tra i tanti possibili, sono forzate nelle Marche alla approvazione di Atti Aziendali costruiti su una programmazione ospedaliera del tutto incoerente con il DM 70 del 2015 e sono forzate a far funzionare una rete di Ospedali di Comunità e Case della Comunità distribuita in base a una logica di consenso senza alcun fondamento epidemiologico. In un contesto così di quella cassetta degli attrezzi che ricordavo prima non c’è bisogno, anzi il solo richiamarla nel caso delle Marche risulta a volte persino grottesco come nel caso degli strumenti per la trasformazione digitale (intelligenza artificiale, telemedicina, dispositivi a domicilio e digital health literacy) in una Regione agli ultimi posti nell’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico e nello sviluppo dei progetti di telemedicina  e totalmente in crisi nella adozione della cartella clinica elettronica.

Eppure le Marche sono una delle Regioni benchmark, con un buon punteggio al monitoraggio dei LEA e con “il miglior ospedale pubblico d’Italia” in base alla metodologia Agenas , tanto da essere scelta come sede del G7 Salute nell’ottobre 2024. Questo mi fa pensare che quella linea di tendenza che nelle Marche vede un crescente squilibrio tra potere della politica e influenza del management aziendale (ovviamente a favore del primo) non sia solo caratteristica solo della mia Regione, una Regione in cui peraltro il livello del management aziendale è certamente buono in termini di esperienza e competenza.

Ho spesso l’impressione che il SSN venga descritto dagli “aziendalisti” come un campo d’azione per il management più fertile di quanto sia in realtà. Ad esempio ho avuto questa impressione alcuni mesi fa leggendo l’ultimo Rapporto Oasi apporto del CeRGAS (Centro di Ricerche sulla gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale) della SDA Bocconi School of Management. Come ho scritto a proposito di questo Rapporto qui su Qs il top management delle Aziende Sanitarie  per esprimere tutte le sue potenzialità e utilizzare tutta la sua cassetta degli attrezzi deve recuperare i territori invasi dalla politica, una politica del tutto inadeguata a esprimere una visione strategica della tutela della salute dei cittadini. La definizione data dal Presidente della Regione Veneto ai nuovi Direttori Generali della sanità veneta, ovvero “Sindaci della sanità”, mi sembra un efficace esempio di invasione di campo della politica nella sfera d’azione del management aziendale.

Claudio Maria Maffei

05 Marzo 2026

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