Radiologia Geriatrica: Una nuova visione etica e sostenibile per una società che invecchia

Radiologia Geriatrica: Una nuova visione etica e sostenibile per una società che invecchia

Radiologia Geriatrica: Una nuova visione etica e sostenibile per una società che invecchia

L'obiettivo è osservare il paziente anziano nella sua complessità, garantendo un imaging che tenga conto della sua età, ma anche delle sue condizioni cognitive, motorie ed emotive.

Attualmente, in Italia, un cittadino su quattro ha più di 65 anni e, tra pochi anni, questo rapporto passerà a uno su tre. Il nostro Paese è il più vecchio d’Europa e, a livello continentale, si prevede che la quota degli over 65 raggiungerà il 30% entro il 2050. Di fronte a questo scenario demografico, la radiologia si ritrova nel cuore stesso della medicina del futuro, chiamata a rispondere al bisogno crescente di diagnosi precoci, percorsi personalizzati, e di una prevenzione intelligente e sostenibile.

La Promozione di un Nuovo Paradigma: SIRM e SIGG

Da questa esigenza nasce una nuova visione, promossa attivamente dalla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), che definisce questo approccio con due parole: radiologia geriatrica. Per tracciare questa rotta e implementare un modello etico e culturale di medicina equa, si è rivelata fondamentale la stretta collaborazione instaurata tra la SIRM e la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG). Insieme, queste realtà scientifiche stanno spingendo verso una sanità che riconosca le fragilità come valore e non come limite.

La radiologia geriatrica non rappresenta semplicemente una branca specialistica, ma un modo diverso di pensare il lavoro clinico. L’obiettivo è osservare il paziente anziano nella sua complessità, garantendo un imaging che tenga conto della sua età, ma anche delle sue condizioni cognitive, motorie ed emotive.

Oltre l’Età Anagrafica e la Lotta all’Ageismo

Un principio cardine di questo nuovo approccio, formalizzato anche in documenti congiunti come la Carta di Firenze (elaborata in collaborazione con la SIGG), è combattere l’ageismo sanitario, ovvero la discriminazione basata sull’età. L’età non è una malattia e non deve diventare inconsciamente un criterio di esclusione per determinati esami o trattamenti. Oggi il vero indicatore clinico non è l’età cronologica, ma la funzionalità. Un anziano robusto e autonomo ha una prognosi migliore rispetto a un coetaneo fragile, anche in presenza di un minor numero di patologie.

Prevenzione, Appropriatezza e Medicina Sobria

La radiologia smette di essere solo uno strumento per confermare una diagnosi e diventa parte attiva nella costruzione di un percorso di salute personalizzato. Questo si traduce in un modello di medicina “sobria, rispettosa e giusta”, in cui non sempre fare di più significa fare meglio.

I capisaldi di questa visione includono:

  • Personalizzazione degli esami: Evitare automatismi, adattando i protocolli originariamente pensati per soggetti giovani e autonomi.
  • Contrasto alla sovradiagnosi: Prevenire procedure inutili che generano solo ansia, overtreatment e costi evitabili per il Servizio Sanitario.
  • Prevenzione di secondo livello: Intercettare i segni precoci di osteoporosi, sarcopenia e patologie cardiovascolari o oncologiche prima che diventino clinicamente manifeste, al fine di anticipare eventi drammatici come le fratture da fragilità.

Innovazione Tecnologica ed “Età Morfomica”

L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una risorsa strategica per la geriatria radiologica. Attraverso algoritmi di analisi quantitativa e reti neurali, è possibile estrarre dai dati di imaging informazioni su composizione corporea, densità ossea e distribuzione del tessuto adiposo. Questo consente di definire l'”età morfomica” del paziente: una misura biologica dell’invecchiamento che supera l’età anagrafica.

Inoltre, l’imaging avanzato garantisce esami su misura: la TC a doppia energia consente di ridurre significativamente la quantità di mezzo di contrasto, migliorando la qualità diagnostica anche in pazienti con ridotta compliance. Parallelamente, le scelte tecniche della risonanza magnetica devono essere calibrate su ciascun individuo per non compromettere il comfort del paziente, garantendo risultati clinicamente significativi. È fondamentale ricordare, inoltre, che l’uso dei mezzi di contrasto non è controindicato unicamente per via dell’età.

I Dieci Comandamenti dell’Imaging Geriatrico

Per guidare la pratica clinica quotidiana, sono stati delineati dieci principi fondamentali:

  1. L’età non è una malattia.
  2. Fare di più non significa fare meglio.
  3. Prediligere la semplicità e l’appropriatezza.
  4. Proteggere sempre, ma senza eccessi di prudenza.
  5. I mezzi di contrasto non sono controindicati per età.
  6. Riconoscere le modificazioni fisiologiche dell’invecchiamento.
  7. Personalizzare l’approccio diagnostico sullo stato funzionale.
  8. Favorire la valutazione multidisciplinare.
  9. Considerare la qualità di vita come obiettivo clinico.
  10. Prevenire complicanze e overtreatment.

Il Futuro è nel Territorio e nell’Inclusione

La risposta all’emergenza demografica impone un ripensamento profondo dei modelli di presa in carico, con soluzioni che non siano solo tecnologiche, ma anche organizzative e culturali. È essenziale potenziare l’offerta a bassa complessità sul territorio, facilitando l’accesso per gli anziani e riservando gli ospedali alle procedure ad alta intensità tecnologica. Modelli di radiologia domiciliare (come l’ecografia a domicilio per pazienti fragili con refertazione a distanza) concretizzano la visione di una sanità sostenibile, equa e digitale.

La radiologia geriatrica deve diventare una competenza condivisa e integrata. Il radiologo del futuro dovrà essere tecnologicamente competente, ma anche empatico, etico e attento alle fragilità. Perché, in fondo, la vera innovazione non è nella macchina, ma nello sguardo di chi la utilizza.

23 Marzo 2026

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