Covid. Per l’Avvocato generale UE “troppo limitato l’accesso ai contratti d’acquisto dei vaccini”. Bocciata la linea della Commissione

Covid. Per l’Avvocato generale UE “troppo limitato l’accesso ai contratti d’acquisto dei vaccini”. Bocciata la linea della Commissione

Covid. Per l’Avvocato generale UE “troppo limitato l’accesso ai contratti d’acquisto dei vaccini”. Bocciata la linea della Commissione

La vicenda riguarda la trasparenza degli accordi tra Bruxelles e le aziende farmaceutiche per l’acquisto centralizzato di vaccini. Nel 2021 alcuni eurodeputati e cittadini avevano chiesto di consultare la documentazione, ma la Commissione aveva concesso soltanto un accesso parziale. IL PARERE DELL’AVVOCATO GENERALE UE

La Commissione europea non avrebbe garantito al pubblico un accesso sufficientemente ampio ai contratti stipulati per l’acquisto centralizzato dei vaccini durante la pandemia di Covid-19. È questa la conclusione dell’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Athanasios Rantos, che ha proposto di respingere il ricorso presentato dall’esecutivo comunitario e di confermare le sentenze del Tribunale UE del luglio 2024.

La vicenda riguarda la trasparenza degli accordi negoziati durante la pandemia tra Bruxelles e diverse aziende farmaceutiche nell’ambito del meccanismo centralizzato di acquisto dei vaccini, creato per garantire una distribuzione rapida ed equa delle dosi tra gli Stati membri. Nel 2021 alcuni deputati del Parlamento europeo e vari soggetti privati hanno chiesto l’accesso a tali accordi, nonché ad alcuni documenti ad essi relativi. La Commissione ha concesso loro solo un accesso parziale, oscurando in particolare i nomi dei membri della squadra negoziale congiunta e alcune clausole contrattuali riguardanti l’indennizzo di cui beneficiano le imprese farmaceutiche. A suo avviso, la divulgazione integrale di tali informazioni avrebbe pregiudicato la tutela della vita privata e dell’integrità delle persone interessate, nonché la tutela degli interessi commerciali delle imprese interessate.

Ritenendo che tale accesso fosse insufficiente, i deputati europei e soggetti privati hanno adito il Tribunale dell’Unione europea, chiedendo l’annullamento delle decisioni controverse della Commissione. Con due sentenze del 17 luglio 2024 2, il Tribunale ha giudicato che la Commissione non aveva accordato al pubblico un accesso sufficientemente ampio ai contratti di acquisto di vaccini contro il Covid-19. La Commissione ha quindi presentato ricorso dinanzi alla Corte di giustizia.

Nelle sue conclusioni, l’avvocato generale Athanasios Rantos propone alla Corte di respingere le argomentazioni della Commissione e di confermare le sentenze del Tribunale. Per quanto riguarda, da un lato, la divulgazione dei dati personali dei membri della squadra negoziale (in particolare, i cognomi, i nomi e il ruolo professionale o istituzionale), l’avvocato generale ricorda che una persona fisica può ottenere la comunicazione di tali informazioni qualora dimostri che tale trasmissione è necessaria al perseguimento di un obiettivo di interesse pubblico. Egli considera che il Tribunale ha a giusto titolo dichiarato che la trasparenza del processo di negoziazione dei contratti relativi ai vaccini contro il COVID 19 rappresenta un fine specifico di interesse pubblico ai sensi del diritto dell’Unione.

L’avvocato generale rileva, inoltre, che la mera divulgazione delle versioni anonimizzate delle dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi non permette una verifica concreta ed efficace dell’imparzialità dei membri della squadra negoziale.

Per quanto riguarda, dall’altro lato, le clausole contrattuali relative all’indennizzo delle imprese farmaceutiche, l’avvocato generale propone altresì di respingere le argomentazioni con cui la Commissione sostiene che la loro divulgazione arrecherebbe pregiudizio agli interessi commerciali delle imprese interessate. Ritiene, infatti, che la Commissione non abbia dimostrato che la divulgazione delle clausole relative all’indennizzo sarebbe tale da favorire comportamenti strategici abusivi oppure da aumentare il rischio di azioni risarcitorie dirette contro le imprese farmaceutiche. Egli sottolinea, in particolare, che tali clausole non incidono sulle condizioni relative all’insorgenza della responsabilità delle imprese nei confronti dei terzi lesi, ma riguardano unicamente i meccanismi di rimborso che potrebbero intervenire fra gli Stati membri e le imprese in seguito all’eventuale accertamento della responsabilità di queste ultime.

Le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia. Il compito dell’avvocato generale consiste nel proporre alla Corte, in piena indipendenza, una soluzione giuridica nella causa per la quale è stato designato. Spetterà ora ai giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea esaminare il caso e pronunciarsi con una sentenza definitiva nei prossimi mesi.

La decisione potrebbe rafforzare gli obblighi di trasparenza delle istituzioni europee nella gestione di contratti di rilevante interesse pubblico, soprattutto in situazioni di emergenza sanitaria.

12 Giugno 2026

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