Uso consapevole del digitale nei bambini. Schillaci: “E’ una questione non solo educativa ma di salute, su cui occorre fare prevenzione”

Uso consapevole del digitale nei bambini. Schillaci: “E’ una questione non solo educativa ma di salute, su cui occorre fare prevenzione”

Uso consapevole del digitale nei bambini. Schillaci: “E’ una questione non solo educativa ma di salute, su cui occorre fare prevenzione”

Presentata la campagna di comunicazione “Non è mai troppo presto” sull’uso consapevole del digitale nei primi anni di vita. “Non affidate i vostri figli agli smartphone, ai tablet, ai PC. Nessuna tecnologia può sostituire la qualità delle relazioni umane”, lappello di Schillaci. Nove consigli per i genitori.

“Non affidate i vostri figli agli smartphone, ai tablet, ai PC. È una scelta sbagliata dal punto di vista educativo dal punto di vista della salute. Anche l’iperconnessione degli adulti può influire negativamente sul benessere dei bambini. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di ricordare quanto il suo utilizzo deve essere equilibrato e consapevole”. Questo l’appello ai genitori del ministro della Salute, Orazio Schillaci, in occasione della presentazione, ieri a Palazzo Chigi, della campagna di comunicazione istituzionale “Non è mai troppo presto”, dedicata all’educazione digitale per neogenitori.

La campagna è nata da un’idea della Fondazione Pensiero Solido e sviluppata con la collaborazione del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, del Ministero della Salute e del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’obiettivo è sensibilizzare e accompagnare i neogenitori nell’uso consapevole delle tecnologie digitali durante i primi anni di vita dei figli, una fase cruciale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale del bambino.

“Affidare” i bambini ai dispositivi digitali, “ha delle conseguenze chiare e negative sia sul loro sviluppo cognitivo, ma anche sull’umore, sul sonno, sulla socialità, sul tempo, sugli apprendimenti, sullo sviluppo psicofisico in generale”, ha spiegato il ministro sottolineando come l’importanza della campagna in quando “è fondamentale aiutare le famiglie a capire quelli che sono i rischi e sostenere il loro approccio educativo”.

Schillaci ha definito l’uso appropriato delle tecnologie “un intervento anche di salute pubblica e di prevenzione” perché ha un impatto sul benessere nel suo complesso. “Vorrei anche ricordare, da medico, anche quanto siano importanti i primi mesi e i primi anni di vita per lo sviluppo emotivo, cognitivo, relazionale dei bambini. Nessuna tecnologia può sostituire la qualità delle relazioni umane”.

Da qui l’appello agli adulti, anche ai genitori, di mettere da parte il telefono e dedicare tempo esclusivo ai proprio figli, anche neonati, anche appena nati. Un messaggio che arriva forte e chiaro anche dallo spot della campagna (vedi video a fondo pagina).

“Non affidate i vostri figli agli smartphone, ai tablet, ai PC”, ha proseguito Schillaci. “È una scelta sbagliata dal punto di vista educativo, ma anche da ministro della Salute, dal punto di vista della salute. E anche l’iperconnessione degli adulti può influire negativamente sul benessere dei bambini”.

“Evidenze scientifiche – ha spiegato il ministro – mostrano che un uso eccessivo degli strumenti digitali da parte dei genitori riduce le occasioni di interazione con i figli e questo incide pesantemente, come dicevamo, sullo sviluppo socio-emotivo dei bambini, perché la qualità delle relazioni precoci è collegata poi al benessere futuro psicologico, alle regolazioni emotive, allo sviluppo del linguaggio. Intervenire precocemente anche in questo settore riduce i rischi di comportamenti problematici legati poi all’uso delle tecnologie e anche insegna ad avere un rapporto più equilibrato, più corretto con le tecnologie”. Dunque, nell’ambito delle campagne di prevenzione e promozione sui corretti stili di vita, per il ministro “non può non includere anche l’educazione all’uso responsabile delle tecnologie, accanto ai temi tradizionali che conoscete e che ripetiamo da anni, che sono quelli dell’alimentazione, della giusta attività fisica, del sonno”.

Per Schillaci “la rete sanitaria può svolgere un ruolo fondamentale: pediatri, consultori, ostetriche, medici di medicina generale, professionisti sanitari rappresentano interlocutori privilegiati per accompagnare le famiglie”.

“Non si tratta quindi di demonizzare la tecnologia, che rappresenta una risorsa importante, ma di ricordare quanto il suo utilizzo deve essere equilibrato e consapevole, soprattutto quando parliamo di bambini”, ha concluso il ministro.

La campagna “Non è mai troppo presto” affianca i genitori anche con i 9 consigli digitali:

1) ALLATTARE È UNO SGUARDO. Quando allatti guarda il tuo bimbo. È un momento fondamentale per creare connessione e sicurezza. Il telefono e lo scroll possono aspettare.

2) TU PRIMA DELLO SCHERMO. Quando sei con il tuo bambino, metti via il telefono: lo sguardo e la voce della mamma o del papà sono più importanti di qualsiasi notifica.

3) OCCHI NEGLI OCCHI. Ogni momento di attenzione condivisa – per esempio mentre cambi il pannolino – vale più di mille video.

4) A TAVOLA INSIEME. Non usare il video o la tv come distrazione per far mangiare il bimbo o la bimba.

5) IL LEGAME SI COSTRUISCE CON LA PRESENZA FISICA. Abbracci, carezze, parole, sguardi sono la vera “tecnologia affettiva” che nutre lo sviluppo.

6) NIENTE SCHERMO PER CALMARE. Non usare video o smartphone per distrarre o tranquillizzare: insegna a gestire le emozioni con la tua presenza.

7) STAI ATTENTO AL TUO USO DEL DIGITALE. I bambini imparano guardandoti. Se stai sempre con lo smartphone in mano, penseranno che la vita sia solo quella.

8) SI GIOCA CON GIOCATTOLI TOCCABILI E MANIPOLABILI. Offri al bimbo giochi e oggetti semplici da esplorare con le mani: stimolano molto più di una app.

9) POCHISSIMI SCHERMI NEI PRIMI TRE ANNI. Nei primi anni il cervello ha bisogno di toccare, maneggiare, guardare, imparare.

19 Giugno 2026

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