Meglio tardi che mai

Meglio tardi che mai

Meglio tardi che mai

Gentile Direttore, leggendo il recente pezzo del presidente FNO TSRM PSTRP, sembra che l’autore sia divenuto improvvisamente emulo di un certo Calogero Spada che in queste pagine, il 07 Dicembre 2020, evangelizzava....

Gentile Direttore,
leggendo il recente pezzo del presidente FNO TSRM PSTRP, sembra che l’autore sia divenuto improvvisamente emulo di un certo Calogero Spada che in queste pagine, il 07 Dicembre 2020, evangelizzava che «Tutte le professioni sanitarie laureate hanno uguale dignità e necessario ruolo nella attuazione del SSN; pertanto ad ognuna di loro si deve corrispondere una indennità professionale; ad ognuna di loro vanno concesse le medesime guarentigie tutt’oggi destinate ai soli medici e dirigenti sanitari.» , ed esortava «tutti i colleghi non medici ed a chiunque possa esercitare un potere anche di sola educativa persuasione ad una intelligente, illuminata alleanza democratica ed appropriazione degli strumenti più propri al suo esercizio»…

Purtroppo, e sorprendentemente, al giorno d’oggi quel medesimo autore non nutre più quello stesso livello di convincimento e fiducia … e dopo una lunga esperienza nel SSN, dopo oltre tre anni dalle dimissioni dallo stesso, ha sperimentato ben altri – pure intelligibili – livelli di precarietà e di fallimento totale nel riconoscimento del «valore reale dei professionisti sanitari» , tali da condurlo a ritenere che certe pur auspicate riforme, anche se attuate tutte oggi e rese effettive in questo preciso momento, sarebbero così parziali e lacunose rispetto allo status quo, oltreché così in ritardo … da risultare di effetto nullo.

Oggi, in particolare, certi professionisti cui al minimo bisognerebbe riconoscere degna “statura professionale”, tali sono l’eredità storica e la corposa gamma di prestazioni erogabili (mi riferisco, senza offesa per le altre professioni, in particolare agli infermieri/e, tecnici/che di radiologia, ostetrici/che ed assistenti sanitari), devono combattere quotidianamente con:

  • un esercito di altri nuovi emergenti professionisti che, senza troppi complimenti, pongono in atto strategie del tutto contrarie a quella anelata: «intelligente, illuminata alleanza democratica» … tutt’altro: eclatante è l’esempio di coloro che, appena entrati tra le professioni non mediche, pur sapendo fare una sola cosa … vanno in tv a fare la reclame … in buona pace del pur inversamente invocato «articolo 4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412» , o di quanto statuito all’art 53 del d. lgs. 165/2001, in tema di incarichi retribuiti; o di chi, altrettanto spavaldamente, da tempo immemorabile esercita abusivamente le funzioni dei tecnici di radiologia nelle cliniche dentali;
  • le derive poste in essere da diversi storici iati normativi, pure mai identificati come problema emergente: primo fra tutti quello sulla ancora non pervenuta ipotesi di CCNL dei liberi professionisti, che devono piegarsi a sottoscrivere – quando pure li ricevano controfirmati – contratti “carta straccia”, ove, assai pragmaticamente, se lavori sei pagato (forse anche meno di quanto pattuito) … ma puoi vederti lasciato a casa improvvisamente, senza valida motivazione ed in assenza di procedura specifica, senza alcuna possibilità di contestazione, perché l’attuale livello (praticamente inesistente) di tutela non consente neppure il c.d. esercizio di “interposizione” della rappresentanza istituzionale, fino a pochi anni fa regolamentato all’art. 6.6 del codice deontologico del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (si veda in particolare l’edizione del 2004, in cui campeggiano autori di tutta fama), ormai spazzato via dall’attuale art. 78; resta solo l’interposizione legalmente assistita, ove ovviamente a pagare è il solitario sventurato professionista, ma dove addirittura le strutture private possono anche ex lege rifiutarsi completamente di collaborare (art. 23 della l. n. 241/90), ed ove anche il Presidente nazionale della FNO TSRM PSTRP non risponde, nemmeno se viene messo al corrente di un caso di atti persecutori sul posto di lavoro da parte di un medico.
  • una emergente falange di “responsabili” di centri privati, con cui spesso – addirittura – si tengono i colloqui di lavoro, nominati a capo di interi centri medici senza alcuna preparazione specifica: gente “zero tituli” che può fare il bello ed il cattivo tempo, con buona pace di ogni percorso di master di primo e di secondo livello dei professionisti non medici.
  • una disparità di trattamento a tutti i livelli, figlia della migliore Italica interpretazione della Freidsoniana dominanza medico-forense: non importa quanti anni hai studiato, quanti titoli di studio hai collezionato, con quale quantità, qualità ed autorevolezza eserciti il tuo mandato: un medico è sempre un medico, e se non sei medico, in ambito sanitario Italiano sei poco più che un cretino;
  • la puntuale, addirittura sottintesa, assenza di rispetto dei carichi di lavoro: programmazioni “alveare” con un paziente ogni 10 minuti sono ormai la prassi comunemente applicata dalla totalità della sanità privata.

Parafrasando i Re di Spagna Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia che si rivolsero a Cristoforo Colombo (anche se forse la frase non fu mai veramente pronunciata) …
«Dottor Catania, Devo continuare?»
Lei afferma di voler «trasformare una deroga temporanea in una regola strutturale» in un universo sanitario ove ad essere diventato strutturale è … ogni possibile tipo di abuso … ed il problema non è soltanto stato creato dai compilatori di quel Codice Deontologico che ho portato (inutilmente) in tasca per tanti anni, ma anche da chi li ha rimpiazzati, di fatto sostituendo con seriale replica del “metodo staffetta” una autocrazia propagandistica … con un’altra …al punto che autori come il sottoscritto devono temere anche di raccontare tali serie di segreti di Pulcinella, perché può essere che organizzazioni c.d. “no profit” tentino di farti causa o che l’Ordine stesso proponga in sorda e cieca superbia ritorsiva – e buona pace dell’art. 21 Cost. – un procedimento disciplinare.

Sono ormai finiti da un pezzo e mai più rivisitati i tempi in cui un prestigioso Presidente della FNCTSRM si scagliava autorevolmente contro l’establishment: che fosse per la questione camice o per il riordino dei trattamenti pensionistici, il compianto Natalino Bordigoni aveva sempre ben chiaro cosa dire ai politici ed a tutti gli altri: «Signori e Signore: le cose stanno in questo modo e chi ha qualcosa da dire a riguardo venga da me, che glielo spiego ancora … ».

Quell’esempio è svanito, ed oggi assistiamo allo spettacolo offerto dalle radiologie da incubo , che le attuali istituzioni (tutte) hanno contribuito massivamente a costruire.

Pertanto nemmeno è utile che mi soffermi nuovamente sui temi che lei rispolvera solo ora: l’ho già fatto puntualmente almeno in un paio di altre occasioni su queste pagine, mentre altri si occupavano di fin troppo ideali “Costituzioni” … Carissimo Presidente, Lei è in un drammatico ritardo.

Le cose stanno in questo modo. Chi ha qualcosa da dire a riguardo venga da me, che glielo spiego ancora … ed anche meglio.

Dott. Calogero Spada
TSRM – Dottore Magistrale
Libero professionista

30 Giugno 2026

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