Con il Paese nel pieno della terza ondata di calore dell’estate, le aziende sanitarie e ospedaliere sono in prima linea, da Sud a Nord, con migliaia di interventi ogni giorno per rispondere alle richieste dei cittadini. L’impegno, ricorda la Federazione Italiana Azienda Sanitarie e Ospedaliere (FIASO) coinvolge ospedali, Distretti e Case della Comunità e punta su prevenzione, informazione e tutela delle persone più vulnerabili.
Le ondate di calore, ribadisce Fiaso, non rappresentano più un fenomeno eccezionale da affrontare solo in chiave emergenziale, ma una condizione strutturale che si ripresenta ogni estate e che richiede un’organizzazione stabile del Servizio sanitario nazionale.
Caldo estremo, una sfida strutturale per il SSN
Il Servizio sanitario nazionale si è progressivamente riorganizzato per affrontare le alte temperature, integrando nella propria attività ordinaria prevenzione, assistenza territoriale e gestione delle criticità. La risposta al caldo estremo passa quindi non solo dagli ospedali, ma anche dal rafforzamento dei servizi territoriali e dalla capacità di intercettare precocemente le situazioni di rischio. L’obiettivo è intervenire prima che una condizione di fragilità o disagio si trasformi in un’emergenza sanitaria.
Quintavalle: “Il sistema sanitario è al lavoro e i cittadini non sono soli”
Giuseppe Quintavalle, presidente FIASO, sottolinea il ruolo della rete territoriale nella protezione dei cittadini più esposti. “Il sistema sanitario è al lavoro e i cittadini non sono soli”, afferma Quintavalle. “Le Case della Comunità e i servizi territoriali sono punti di riferimento sempre più vicini e riconoscibili, capaci di orientare le persone, intercettare precocemente le situazioni di rischio e contribuire a evitare accessi non necessari ai pronto soccorso”. “La priorità è proteggere le persone più fragili e intervenire prima che una difficoltà si trasformi in un’emergenza sanitaria”, aggiunge.
Anziani, bambini e pazienti cronici tra i più vulnerabili
Particolare attenzione è rivolta agli anziani, soprattutto se soli, ai bambini, ai pazienti cronici, alle persone con disabilità e a chi vive in condizioni di fragilità sociale. Sono queste le categorie più esposte agli effetti delle ondate di calore e per le quali la prevenzione e la presa in carico precoce possono fare la differenza.
FIASO richiama l’importanza di una risposta integrata tra ospedali, servizi territoriali, medici di medicina generale, Comuni e sistema sociale, così da intercettare tempestivamente i bisogni, offrire risposte appropriate e indirizzare i cittadini verso il servizio più adatto.
Case della Comunità e servizi territoriali per alleggerire i pronto soccorso
Le Case della Comunità e i servizi territoriali assumono un ruolo centrale nella gestione degli effetti del caldo estremo. Questi presidi possono aiutare i cittadini a orientarsi, ricevere informazioni corrette, riconoscere i segnali di rischio e accedere al livello di assistenza più adeguato, evitando accessi impropri o non necessari ai pronto soccorso.
La rete territoriale diventa quindi uno strumento fondamentale per proteggere le persone fragili e sostenere la tenuta complessiva dei servizi sanitari durante le fasi di maggiore pressione.
Attenzione anche alle aree turistiche
Nelle aree a maggiore afflusso turistico, sulla base delle caratteristiche e delle esigenze locali, le aziende sanitarie stanno attivando o rafforzando iniziative organizzative per affrontare eventuali criticità. L’obiettivo è garantire la continuità dell’assistenza anche nei territori dove, durante l’estate, la popolazione presente aumenta in modo significativo. Questo richiede una programmazione flessibile, capace di tenere conto sia dei residenti sia dei flussi turistici, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili.
Prevenzione e informazione restano decisive
Per FIASO, prevenzione e dialogo con i cittadini restano strumenti decisivi per affrontare le ondate di calore. Riconoscere i rischi, adottare comportamenti corretti e sapere a chi rivolgersi permette di tutelare la salute delle persone e di sostenere la tenuta dei servizi sanitari.
In questo quadro, la circolare e il decalogo “Proteggiamoci dal caldo 2026” del Ministero della Salute rappresentano un utile punto di riferimento per operatori e cittadini, insieme ai bollettini sulle ondate di calore e al numero di pubblica utilità 1500.