Gentile Direttore, con riferimento alla notizia riguardante gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali nell’ambito del DDL delega sulle professioni sanitarie, desideriamo sottoporre alcune considerazioni sulla disposizione concernente la promozione dell’attività fisica quale strumento di prevenzione e tutela della salute.
L’emendamento prevede l’individuazione di criteri per un sistema di collaborazione tra specialisti in medicina dello sport, medici di medicina generale, pediatri e fisioterapisti. Si tratta di una previsione pienamente condivisibile. L’aumento delle patologie croniche e il progressivo invecchiamento della popolazione rendono infatti sempre più necessario un approccio multiprofessionale nel quale l’esercizio fisico, quando clinicamente appropriato, rappresenta un intervento di documentata efficacia.
Il principio della collaborazione tra professionisti sanitari, tuttavia, non costituisce un elemento innovativo. Esso è già presente nel nostro ordinamento, che promuove l’integrazione delle competenze nel rispetto dei rispettivi profili professionali. Lo stesso D.Lgs. n. 36/2021, nell’istituire la figura del chinesiologo, prevede forme di collaborazione con fisioterapista e dietista. Analogamente, i Documenti di indirizzo del Ministero della Salute sull’attività fisica nelle patologie croniche, elaborati da tavoli tecnici multiprofessionali ai quali hanno partecipato anche i fisioterapisti, riconoscono il contributo delle diverse professioni coinvolte. L’emendamento si inserisce pertanto in un quadro normativo e istituzionale già orientato all’integrazione professionale.
Proprio perché tale finalità è condivisibile, merita un approfondimento la previsione secondo cui i futuri protocolli dovrebbero essere basati sulle linee guida della Federazione Medico Sportiva Italiana e validati dall’Istituto Superiore di Sanità. La formulazione pone infatti una questione di coerenza con il sistema delineato dalla L. n. 24/2017. Tale disciplina individua nelle società scientifiche e nelle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte negli appositi elenchi ministeriali i soggetti chiamati a concorrere all’elaborazione delle linee guida secondo metodologie condivise, fondate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili e sottoposte alla valutazione del Sistema Nazionale Linee Guida. L’impianto normativo è quindi improntato alla pluralità dei contributi scientifici e professionali, soprattutto quando l’ambito considerato coinvolge competenze riconducibili a professioni diverse.
L’esercizio fisico costituisce, per sua natura, un settore trasversale nel quale convergono competenze mediche, riabilitative, fisioterapiche, preventive e organizzative. Ne consegue che anche gli strumenti di indirizzo destinati a disciplinarne l’impiego trovano la loro maggiore coerenza in un’elaborazione multidisciplinare e multiprofessionale, secondo il modello già delineato dall’ordinamento. In questa prospettiva, la questione non riguarda il ruolo né l’autorevolezza della Federazione Medico Sportiva Italiana, il cui contributo scientifico è ampiamente riconosciuto, bensì il criterio individuato dal legislatore quale fondamento dei futuri protocolli. Qualora tali strumenti siano destinati a orientare l’attività di professionisti appartenenti a discipline differenti, appare coerente che il relativo riferimento metodologico richiami il sistema delle linee guida nella sua dimensione multiprofessionale, valorizzando il contributo delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche competenti nei rispettivi ambiti, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
L’auspicio è che il prosieguo dell’iter parlamentare possa rappresentare l’occasione per precisare tale profilo, assicurando la piena coerenza della futura disciplina con i principi già consolidati nel nostro ordinamento in materia di elaborazione delle linee guida, valorizzazione delle competenze scientifiche e integrazione tra le professioni sanitarie.
Fabio Bracciantini
Presidente OFI Toscana Centro
Melania Salina
Presidente OFI Friuli Venezia Giulia