Reintegro medici no vax. Geriatri Sigg contrari: “A rischio la tutela dei più fragili”

Reintegro medici no vax. Geriatri Sigg contrari: “A rischio la tutela dei più fragili”

Reintegro medici no vax. Geriatri Sigg contrari: “A rischio la tutela dei più fragili”

Per la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria “qualunque scelta interpretabile come una legittimazione di comportamenti in contrasto con le migliori conoscenze scientifiche, rischia di compromettere la fiducia dei cittadini nei confronti dei professionisti e delle istituzioni e di indebolire la cultura della prevenzione”.

La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) esprime “profonda contrarietà” nei confronti del provvedimento governativo che dispone il reintegro nel Servizio Sanitario Nazionale dei medici radiati durante la pandemia da Covid-19 per aver violato gli obblighi vaccinali previsti dalla normativa vigente. Per la Sigg, infatti, una decisione di tale portata rischia di indebolire un principio fondamentale della sanità pubblica: “L’esercizio della professione medica deve infatti essere costantemente ispirato al rispetto delle evidenze scientifiche, della responsabilità deontologica e della tutela dei pazienti, con particolare riguardo per i soggetti più vulnerabili”.

“La pandemia ha dimostrato con drammatica evidenza quanto sia essenziale contare su un servizio sanitario fondato sulla fiducia dei cittadini nei confronti dei professionisti e delle istituzioni”, sottolinea Dario Leosco, presidente SIGG e ordinario di Geriatria all’Università Federico II di Napoli. “Qualunque scelta interpretabile come una legittimazione di comportamenti in contrasto con le migliori conoscenze scientifiche, rischia di compromettere tale fiducia e di indebolire la cultura della prevenzione”, mette in guardia.

Le vaccinazioni, dice con forza la Sigg, “rappresentano uno dei successi più importanti della medicina moderna: sostenute da un solido patrimonio di evidenze condiviso dalla comunità scientifica internazionale, hanno salvato milioni di vite, riducendo la diffusione di malattie infettive, complicanze gravi e decessi”.

“Questo principio assume un valore ancora più critico per la popolazione anziana e fragile, da sempre al centro della missione della Sigg – aggiunge Leosco -. Infezioni come Covid-19, influenza, malattie pneumococciche, Herpes Zoster e Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) continuano a rappresentare una minaccia concreta per milioni di anziani, determinando spesso ricoveri, perdita dell’autonomia, aggravamento delle patologie croniche, disabilità permanente e morte. L’adesione ai piani vaccinali raccomandati si conferma un intervento indispensabile per promuovere un invecchiamento sano e preservare la qualità della vita”.

Per queste ragioni, la Sigg ribadisce con forza come “la promozione della prevenzione vaccinale costituisce un dovere professionale e un pilastro irrinunciabile della medicina. Ogni medico è chiamato a sostenere interventi di prevenzione la cui efficacia e sicurezza siano ampiamente dimostrate”.

La Sigg auspica dunque che ogni decisione riguardante l’accesso e il reintegro dei professionisti nel Ssm sia pienamente coerente con i principi della Evidence-Based Medicine, della responsabilità professionale e della tutela della salute collettiva. “Difendere la credibilità della scienza e la cultura della prevenzione non è una posizione ideologica, bensì un preciso dovere verso la comunità e, in primis, verso le persone anziane e fragili, che più di tutte pagano il prezzo delle malattie prevenibili”, conclude Leosco.

28 Luglio 2026

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