Fials: “Firmiamo per dare subito risposte concrete ai lavoratori”

La FIALS ha sottoscritto oggi presso l’ARAN l’ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro del Comparto Sanità 2025–2027.

La firma arriva al termine di un confronto serrato nel quale la FIALS ha contribuito a migliorare il testo, facendo recepire proposte importanti sul rafforzamento delle relazioni sindacali, sulla valorizzazione del sistema degli incarichi, sulle tutele per il personale, sulla conciliazione vita-lavoro e sul riconoscimento economico delle condizioni di lavoro.

“Abbiamo scelto di firmare perché questo contratto contiene risultati concreti che devono arrivare rapidamente alle lavoratrici e ai lavoratori – dichiara il segretario generale della FIALS, Giuseppe Carbone –. Non è un punto di arrivo e non nascondiamo i limiti determinati soprattutto dall’insufficienza delle risorse. È però un passo avanti costruito anche grazie alla determinazione e alle proposte della FIALS”.

Tra le novità più significative figura il rafforzamento delle relazioni sindacali. Le Regioni dovranno emanare entro 90 giorni, previo confronto con le organizzazioni firmatarie, le linee generali di indirizzo sulle materie demandate al livello decentrato. «Vigileremo affinché questa previsione non resti sulla carta e trovi applicazione omogenea nei territori e nelle aziende», sottolinea la FIALS.

Trova accoglimento l’obiettivo FIALS di valorizzare, in sede decentrata, l’incarico di base: dal 2027 una quota compresa tra il 10% e il 40% delle risorse liberate dai DEP del personale cessato potrà elevarne il valore da 1.000 fino a 3.500 euro, in modo da dare un segnale di attenzione concreto ai professionisti della salute e dei funzionari che, indipendentemente dal profilo professionale di appartenenza, rivendicano riconoscimenti tangibili e maggiore identità sociale.

I professionisti della salute e i funzionari della sanità pubblica rappresentano il pilastro insostituibile del nostro sistema di welfare. Ogni giorno, con dedizione e competenza, questi lavoratori garantiscono la tenuta dei servizi sanitari, affrontando turni sfiancanti e forti pressioni strutturali. Il loro impegno va oltre il dovere professionale: è un atto di responsabilità sociale verso l’intera comunità.

Abbiamo il dovere di tradurre il valore di questo lavoro in diritti concreti. Non si tratta solo di tutelare il personale, ma di salvare la nostra sanità pubblica.

Con senso di responsabilità, il Segretario generale della FIALS lancia un forte appello politico al Governo e alle Regioni. È necessario un intervento normativo e finanziario immediato per stanziare risorse economiche aggiuntive destinate a finanziare l’istituto contrattuale della mensa per tutto il personale sanitario, motivo per cui ci siamo impegnati per revisionare la disciplina nel prossimo rinnovo contrattuale 2028-2030. 

Il diritto al pasto durante i turni di lavoro non può essere considerato un costo accessorio o troppo oneroso da sostenere. Si tratta di un diritto contrattuale fondamentale legato al benessere organizzativo, alla salute e alla sicurezza dei professionisti che garantiscono la continuità assistenziale negli ospedali italiani. Chiediamo al Governo e alla Conferenza delle Regioni un tavolo di confronto urgente per inserire queste risorse nella prossima programmazione economica. 

Valorizzare il personale significa anche rispettare la loro dignità contrattuale.

Il contratto introduce inoltre un articolato dedicato all’intelligenza artificiale, fondato su trasparenza, tutela della dignità e della riservatezza, controllo umano delle decisioni e responsabilità non delegabile. Sul fronte professionale riduce da dieci a cinque anni l’esperienza richiesta ad Assistenti e Operatori per gli incarichi di funzione, riconosce anche il servizio certificato svolto all’estero, amplia le opportunità di mobilità sugli incarichi vacanti e consente la sostituzione temporanea anche a chi è titolare di un incarico di base, nella stessa unità operativa o servizio oppure, in subordine, nello stesso dipartimento.

Importanti anche le misure per la salute e la conciliazione: ulteriori dieci ore di permesso per visite e cure nei casi previsti, riconoscimento vincolante dei tirocini indispensabili nelle 150 ore per il diritto allo studio, nuove priorità nel part-time, ampliamento di ferie e riposi solidali, patrocinio legale e supporto psicologico previsto salvo rinuncia dopo le aggressioni, nonché una pausa effettiva per il recupero psicofisico. Il nuovo articolo sull’orario riconosce inoltre i tempi di vestizione, svestizione e passaggio di consegne nei limiti stabiliti dal contratto.

Particolare valore assume l’introduzione dell’indennità ferie, che riconosce durante il riposo una quota delle principali indennità legate alle condizioni di lavoro percepite nel semestre precedente. “È una conquista importante: le ferie non possono trasformarsi in una penalizzazione economica per chi lavora ogni giorno nei turni, nelle notti, nei festivi e nei servizi più esposti”, aggiunge Carbone.

Sul piano economico, il contratto definisce aumenti tabellari distinti per area e rafforza le indennità di specificità infermieristica e di tutela del malato. Le tabelle aggiornate riportano anche gli arretrati stimati al 31 dicembre 2026; per il personale della ricerca, al netto dell’IVC, il totale stimato 2025-2026 è pari a 1.595,77 euro per il Ricercatore sanitario e 1.486,88 euro per il Collaboratore professionale di ricerca sanitaria.

La FIALS continuerà a battersi per aumentare le risorse, rendere biennale per tutti la permanenza necessaria per i DEP, elevare l’indennità festiva, rafforzare gli incarichi di base, consentire il recupero a giornata intera agli incaricati di funzione, finanziare il welfare e un fondo dedicato allo straordinario, rendere strutturale la libera professione con la relativa indennità di esclusività, adeguare l’indennità di polizia giudiziaria e rendere obbligatoria la costituzione aziendale di parte civile dopo le aggressioni. Su mensa e buoni pasto la dichiarazione congiunta apre il confronto per il prossimo rinnovo, ma il diritto generalizzato resta ancora da conquistare.

“Firmare significa rendere esigibili i risultati raggiunti. La nostra iniziativa sindacale prosegue, nelle aziende, nelle Regioni e al tavolo nazionale, per trasformare ogni previsione contrattuale in un diritto concreto e per conquistare ciò che ancora manca”, conclude Carbone.

 

29 Luglio 2026

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