Gestione del paziente con agitazione psicomotoria. Fimeuc a Schillaci: “Serve un Tavolo tecnico per definizione Raccomandazioni”

Gestione del paziente con agitazione psicomotoria. Fimeuc a Schillaci: “Serve un Tavolo tecnico per definizione Raccomandazioni”

Gestione del paziente con agitazione psicomotoria. Fimeuc a Schillaci: “Serve un Tavolo tecnico per definizione Raccomandazioni”

L’obiettivo della Federazione Italiana Medici Emergenza Urgenza e Catastrofi è uniformare gli interventi per garantire la tutela della vita del paziente, la sicurezza degli operatori e il pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona. E sulla base di un modello già sperimentato a Ferrara, presenta una propria proposta. IL DOCUMENTO

Gestione del paziente con agitazione psicomotoria. Fimeuc a Schillaci: “Serve un Tavolo tecnico per definizione Raccomandazioni”

L’obiettivo della Federazione Italiana Medici Emergenza Urgenza e Catastrofi è uniformare gli interventi per garantire la tutela della vita del paziente, la sicurezza degli operatori e il pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona. E sulla base del modello già positivamente sperimentato e consolidato a Ferrara, propone un protocollo. IL DOCUMENTO

La gestione dei pazienti in stato di grave agitazione psicomotoria rappresenta una delle situazioni più complesse e delicate per il sistema dell’emergenza-urgenza italiano. Per questo, dopo il recente caso di Bologna, la Fimeuc (Federazione Italiana Medici Emergenza Urgenza e Catastrofi) ha inviato una lettera al ministro della Salute Orazio Schillaci, sollecitando l’istituzione di un Tavolo Tecnico Nazionale incaricato di elaborare raccomandazioni condivise per affrontare questi interventi in modo uniforme su tutto il territorio.

Nella comunicazione, firmata dal presidente Nicola Marini, la Federazione evidenzia come medici del 118, personale sanitario e forze dell’ordine si trovino quotidianamente a intervenire su persone con gravi alterazioni del comportamento, spesso legate all’abuso di sostanze, a disturbi psichiatrici o a patologie organiche. Situazioni che possono rapidamente degenerare, mettendo a rischio sia gli operatori sia gli stessi pazienti.

L’obiettivo della proposta è quello di costituire un organismo multidisciplinare che coinvolga Ministero della Salute, Ministero dell’Interno, Agenas, Istituto Superiore di Sanità, forze di polizia e principali società scientifiche. Il Tavolo avrebbe il compito di predisporre una Raccomandazione nazionale capace di definire procedure condivise, tutelando contemporaneamente la vita del paziente, la sicurezza degli operatori e il rispetto dei diritti della persona.

La Federazione propone di partire dall’esperienza già sviluppata nella provincia di Ferrara, considerata un modello organizzativo consolidato e fondata, spiega la Fimeuc, “su pilastri tecnici e giuridici chiari”.
In particolare:

  • Inquadramento Giuridico e Responsabilità: L’intervento deve operare sotto la tutela dello “stato di necessità” (Art. 54 c.p.) e dell’adempimento del dovere (Art. 51 c.p.), distinguendo tra le procedure di TSO e la gestione del paziente incapace di esprimere un valido dissenso.
  • Comando Unico e Ruoli Distinti: È fondamentale definire un modello in cui le FF.OO. abbiano il compito primario di messa in sicurezza dello scenario e dissuasione, mentre al personale sanitario (118) spetti la presa in carico clinica e la responsabilità delle decisioni terapeutiche.
  • Algoritmo Operativo Multidisciplinare: L’intervento deve seguire fasi rigide, privilegiando la de-escalation verbale e la sedazione farmacologica precoce, ricorrendo all’immobilizzazione fisica solo come extrema ratio.
  • Tecnica di Immobilizzazione e Sicurezza: Il protocollo prevede l’uso di una tecnica coordinata a quattro operatori per il bloccaggio simultaneo degli arti. È fatto divieto assoluto di mantenere la posizione prona prolungata per prevenire l’asfissia posizionale, privilegiando il rapido posizionamento in Posizione Laterale di Sicurezza (PLS) con monitoraggio continuo dei parametri vitali.
  • Formazione e Dotazione: Si richiede l’adozione di presidi specifici (come cinghie di contenzione per gli arti inferiori) e l’obbligo di percorsi formativi e simulazioni congiunte tra sanitari e FF.OO..

03 Agosto 2026

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