Formazione Medicina Generale. Fimmg: “Rischio altissimo di perdere borse e lasciare migliaia di cittadini senza medico. Serve decreto di mobilità volontaria interregionale”

Formazione Medicina Generale. Fimmg: “Rischio altissimo di perdere borse e lasciare migliaia di cittadini senza medico. Serve decreto di mobilità volontaria interregionale”

Formazione Medicina Generale. Fimmg: “Rischio altissimo di perdere borse e lasciare migliaia di cittadini senza medico. Serve decreto di mobilità volontaria interregionale”

La Federazione lancia l’allarme sul rischio che parte dei posti resti vacante dopo la scelta di molti candidati per le scuole di specializzazione universitarie. Presentata una proposta con decreto, incentivi e monitoraggio del rischio regionale per evitare carenze di medici di famiglia e garantire la continuità dell’assistenza ai cittadini. “La soluzione c’è, non adottarla sarebbe una scelta politica” ha detto il Segretario Scotti

“Come Paese non possiamo permetterci di perdere neanche una sola borsa destinata alla Formazione specifica in medicina generale. Questo è un tema che Ministro della Salute, il Presidente della Conferenza delle Regioni, ma anche i parlamentari impegnati nei mesi scordi durante le discussioni per il “decreto sulla medicina generale”, non possono ignorare. Anzi, come abbiamo più volte ribadito, a quel tavolo andava risolto anche l’annoso tema della perdita annuale di medici di medicina generale”.

A lanciare l’allarme sul drammatico squilibrio tra pensionamenti e nuove entrate è la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale Fimmg e ancora una volta richiama l’attenzione delle Istituzioni. “Perdere anche una sola borsa significherebbe avere un medico di medicina generale in meno, ma soprattutto significherebbe che, per ciascuna borsa persa, ci sarebbero tra i 1.500 /1800 cittadini senza medico”. 

Di qui la ferma volontà della Fimmg di sottolineare, mai celebrare, l’alto numero di domande di partecipazione di quest’anno. Inoltre, la Federazione ha elaborato un’analisi per definire una matrice di rischio per le 21 regioni e lancia un appello forte affinché si proceda con un decreto urgente che consenta una mobilità volontaria interregionale degli idonei. FIMMG sottolinea dunque che c’è una soluzione, ma va adottata immediatamente.

Perché si rischia di perdere alcune borse

Sono in tutto 5.870 le domande pervenute per l’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (CFSMG 2026-2029) e 2.651 i posti disponibili.

Tuttavia, tra agosto e novembre 2026, i concorsi di specializzazione tradizionali (cardiologia, radiologia, chirurgia, pediatria) pubblicheranno i loro risultati. Migliaia di idonei al CFSMG potrebbero scoprire di essere anche idonei a specializzazioni accademiche e potrebbero scegliere quelle.

La conseguenza prevedibile: quando inizierà il corso in novembre, alcune regioni avranno posti scoperti. Perché alcuni degli idonei avranno esercitato una scelta personale non valutabile ex ante. Questo succede da anni, anche all’interno delle stesse scuole di specialità, con alcune di esse, vedi Emergenza Urgenza e quelle chirurgiche, che oggi sembrano orfane di medici che le scelgono a sufficienza.

La proposta della Fimmg

La Fimmg ha elaborato una soluzione completa, operativa, pronta da implementare subito. Consiste di tre componenti:

1. Decreto ministeriale sulla mobilità degli idonei

Emanare un decreto che consenta:

Ripescaggio volontario di idonei da regioni con posti saturi (Campania 4,50:1, Sicilia 3,11:1, Emilia-Romagna 3,38:1, Lazio 3,00:1) verso regioni con deficit strutturale (Bolzano 0,43:1, Piemonte 0,96:1) e rischio alto (Basilicata, Lombardia, Marche, Trento, Valle d’Aosta).

L’idoneo ripescato accetta volontariamente di essere assegnato a una regione diversa, mantenendo l’iscrizione all’albo della regione di destinazione.

Incentivi economici e fiscali per chi accetta: bonus di trasferimento (€3.000-5.000), agevolazioni fiscali sul reddito per i primi 2-3 anni di attività nella regione di destinazione.

Timeline: provvedimento da adottare entro la data del concorso in medicina generale, con attivazione del meccanismo dopo la formazione e il completo scorrimento delle graduatorie regionali del CFSMG.

2. Matrice di rischio per monitoraggio continuo

La FIMMG ha elaborato una matrice che grada tutte le 21 regioni in base al rischio reale di non coprire le borse (vedi file allegato MATRICE_RISCHIO_CFSMG_2026-2029.xlsx):

RISCHIO REALE (2 regioni): Bolzano (0,43:1), Piemonte (0,96:1) ? Ripescaggio urgente.

RISCHIO ALTO (5 regioni): Basilicata, Lombardia, Marche, Trento, Valle d’Aosta ? Monitoraggio intensivo + stand-by ripescaggio.

RISCHIO MEDIO (1 regione): Toscana Controllo ordinario.

RISCHIO BASSO (13 regioni): Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto ? Stabili o fonti di ripescaggio.

3. Azioni parlamentari immediate

La FIMMG richiede ai parlamentari di tutte le forze politiche azioni legislative specifiche:

Interrogazioni urgenti

Presentare interrogazioni urgenti al Ministro della Salute per conoscere:

Se e quando intende emanare un decreto sulla mobilità nazionale degli idonei al CFSMG;

Quali sono le previsioni ministeriali su copertura delle borse per regioni in deficit;

Quali incentivi economici sta preparando per chi accetta trasferimento volontario;

Cronoprogramma esatto per l’emanazione del decreto (entro quale data);

Emendamenti a provvedimenti in via di approvazione Inserire negli atti legislativi in discussione (Legge di Bilancio 2027, DDL professioni sanitarie, DDL sulla formazione medica) specifiche clausole:

Autorizzazione per decreto ministeriale di mobilità nazionale dei medici in formazione tra regioni (senza necessità di ulteriore legge).

Stanziamento di fondi dedicati per incentivi (bonus + agevolazioni fiscali) ai medici che accettano trasferimento interregionale nel CFSMG.

Riconoscimento della mobilità volontaria come criterio di merito nelle successive carriere di medicina generale (per esempio: accesso facilitato a studi in zone disagiate, riconoscimento di anzianità aggiuntiva).

Disposizioni che vincoli le Regioni a rispettare il ripescaggio nazionale come strumento di equilibrio del Ssn, non come opzione discrezionale.

Interrogazioni a commissioni regionali

Rivolgere alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e alle singole Assemblee regionali richieste su:

Disponibilità immediata ad attivare meccanismo di ripescaggio se regione è in deficit.

Disponibilità a cedere idonei da altre regioni in caso di surplus (Campania, Sicilia, ER, Lazio).

Piano di implementazione regionale del decreto sulla mobilità (procedure, tempi, incentivi aggiuntivi regionali).

“Non solo come FIMMG abbiamo individuato la soluzione ad un enorme problema – dice il Segretario Generale Silvestro Scotti – l’abbiamo proposta, l’abbiamo strutturata, l’abbiamo messa su carta. Non è una rivendicazione sindacale vaga. È uno strumento operativo che comprende una matrice che identifica, regione per regione, il livello di rischio; un decreto che legalmente consente il ripescaggio, un’azione parlamentare che lo autorizza. Adesso dipende dalle Istituzioni come Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Parlamento. Come FIMMG vogliamo essere cristallini: se questa proposta non sarà adottata nei prossimi 60 giorni (entro settembre 2026), nessuno potrà nascondersi dietro un problema di “difficoltà amministrativa” o “complessità regionale”. Sarà stata la scelta consapevole di non voler risolvere un problema che è assolutamente risolvibile. E a quel punto, se Bolzano dovesse restare senza medici di famiglia a novembre, se il Piemonte avesse posti scoperti, se le 5 regioni ad alto rischio dovessero andare in crisi — la responsabilità non sarebbe della FIMMG. Sarebbe tutta di chi aveva la soluzione davanti e ha scelto di non usarla. Ma vogliamo credere che non accadrà. Crediamo che il Ministero, le Regioni, il Parlamento capiranno che la nostra è una proposta seria, strutturata, operativa e deve essere accolta. Non come favore. Come dovere di gestione della sanità pubblica, che risponde ad un bisogno di assistenza primaria dei cittadini e anche per l’evoluzione della medicina territoriale a cui servono anche e soprattutto medici e personale, di certo non basteranno solo le strutture” conclude Scotti.

MATRICE DI RISCHIO CFSMG 2026-2029

06 Agosto 2026

© Riproduzione riservata

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