Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

Diagnosi precoce, tracciamento di almeno il 95% dei contatti, cure più vicine alle comunità e maggiore capacità di centri di trattamento, laboratori e ambulanze. Oms e Africa CDC chiedono anche più sostegno agli operatori sanitari, servizi essenziali garantiti e finanziamenti rapidi sul campo.

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono 3.973 i casi confermati, 1.801 i decessi e 776 le guarigioni registrati in 51 zone sanitarie di cinque province. Solo nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 99 nuovi casi confermati e 52 morti. È l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’Africa Centres for Disease Control and Prevention (Africa CDC), che chiedono un rafforzamento urgente della risposta guidata dalle comunità, dalla diagnosi precoce al tracciamento dei contatti, fino all’accesso alle cure e al sostegno degli operatori sanitari in prima linea.

L’appello arriva al termine della missione congiunta di alto livello condotta il 4 e 5 agosto in Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dal direttore generale di Africa CDC, Jean Kaseya, e dal direttore regionale dell’Oms per l’Africa, Mohamed Janabi.

La missione ha fatto tappa a Kampala, Bunia e Kinshasa. In Uganda, che il 28 luglio ha dichiarato concluso il focolaio dopo 20 casi confermati e due decessi, la delegazione ha analizzato le misure che hanno consentito di contenere la trasmissione. A Bunia, nella provincia dell’Ituri, epicentro dell’epidemia con quasi il 90% dei casi confermati nella RDC e con le zone sanitarie di Bunia, Rwampara e Mongbwalu tra le più colpite, sono state valutate le criticità operative e la capacità del Centro per il trattamento dell’Ebola di Rwangole. La missione si è quindi conclusa a Kinshasa, dove i risultati delle visite sul campo e le priorità indicate dalle comunità e dagli operatori sanitari sono stati portati al confronto con il presidente della Repubblica, il Governo e i partner.

Follow-up dei contatti al 75%, centri di trattamento sotto pressione

Restano pesanti le criticità operative. La delegazione ha raccolto testimonianze sui ritardi nell’individuazione dei casi, il limitato accesso alle cure, la resistenza ad alcune attività di risposta, la carenza di forniture essenziali e l’insufficiente sostegno alle squadre in prima linea.

A complicare ulteriormente le operazioni sono l’insicurezza, gli spostamenti della popolazione, le difficoltà di accesso stradale, la disinformazione e la forte pressione sui servizi sanitari.

Il follow-up dei contatti si ferma al 75%, nettamente al di sotto dell’obiettivo operativo di almeno il 95% ritenuto necessario per individuare rapidamente le catene di trasmissione e fare in modo che i nuovi casi vengano intercettati tra i contatti già noti.

Sono 674 le persone attualmente in cura. Particolarmente critica la situazione in Nord Kivu, dove il tasso di occupazione dei centri di trattamento ha raggiunto il 139%, sottoponendo a una pressione estrema i posti letto disponibili, gli operatori sanitari e l’intera macchina della risposta.

Oms e Africa CDC: accelerare su diagnosi, cure e sostegno agli operatori

Di fronte a questo scenario, Oms e Africa CDC chiedono interventi immediati per individuare più precocemente i casi e portare almeno al 95% il follow-up quotidiano dei contatti, avvicinando alle comunità colpite i servizi di test, invio ai centri di riferimento, isolamento e trattamento.

Serve inoltre aumentare con urgenza la capacità dei centri di trattamento, dei laboratori, delle ambulanze e dei servizi per le sepolture sicure e dignitose, oltre a proteggere, equipaggiare e sostenere gli operatori sanitari in prima linea, garantendo loro pagamenti puntuali.

Tra le priorità indicate figurano anche il rafforzamento della prevenzione e del controllo delle infezioni nelle strutture sanitarie, il mantenimento dei servizi sanitari essenziali, un accesso più sicuro alle aree interessate dall’insicurezza e dalle carenze infrastrutturali e il coinvolgimento dei leader delle comunità in ogni fase della risposta.

Proprio il ruolo delle comunità è indicato come decisivo per fermare l’epidemia. Le persone, sottolineano le due organizzazioni, devono poter ricevere informazioni chiare da interlocutori conosciuti e di cui si fidano, riconoscere i sintomi, segnalare tempestivamente i casi sospetti e rivolgersi ai servizi sanitari senza paura. Le comunità devono inoltre essere direttamente coinvolte nella sorveglianza, nell’invio dei pazienti ai servizi, nel trattamento, nelle sepolture sicure e dignitose e nelle decisioni che riguardano le famiglie.

Un ruolo cruciale spetta ai leader delle comunità, religiosi, delle organizzazioni femminili e dei giovani, chiamati a costruire fiducia, affrontare le preoccupazioni della popolazione e garantire che le misure di risposta tengano conto delle realtà locali.

Oms e Africa CDC chiedono inoltre di mantenere la sorveglianza transfrontaliera e la preparazione regionale e di garantire che i finanziamenti già impegnati raggiungano senza ritardi le operazioni sul campo.

Tedros: “L’epidemia sta avanzando più rapidamente della nostra risposta”

“In alcune aree della RDC orientale, l’epidemia di Ebola sta avanzando più rapidamente della nostra risposta, rendendo indispensabile rafforzare rapidamente ogni aspetto dei nostri sforzi per contenerla”, ha dichiarato Tedros. “Siamo al fianco del Governo, delle comunità colpite e dei coraggiosi operatori sanitari che lavorano in circostanze eccezionalmente difficili. Ma tutto questo deve essere sostenuto da un impegno costante, maggiori risorse e un più forte sostegno internazionale. Insieme dobbiamo garantire un accesso sicuro agli operatori impegnati nella risposta, proteggere i civili e gli operatori sanitari e mobilitare il sostegno necessario per porre fine a questa epidemia e salvare vite”.

“Il contenimento e, in ultima analisi, l’arresto di questa epidemia dipenderanno dalle comunità”, ha dichiarato Jean Kaseya, direttore generale di Africa CDC. “Quando le persone dispongono di informazioni di cui si fidano, possono segnalare tempestivamente i sintomi e rivolgersi alle cure senza paura, possiamo interrompere ogni catena di trasmissione. La nostra responsabilità è portare la risposta più vicino alle comunità e fornire alle squadre in prima linea il sostegno di cui hanno bisogno”.

Oms e Africa CDC hanno infine ribadito il proprio impegno a sostenere il Governo congolese e le comunità colpite attraverso una risposta unica e coordinata, continuando a mettere a disposizione competenze tecniche, rafforzare la preparazione regionale e mobilitare le risorse necessarie.

Resta invece invariata l’indicazione sui movimenti internazionali: le due organizzazioni continuano a sconsigliare restrizioni non necessarie ai viaggi o agli scambi commerciali, invitando i Paesi a rafforzare sorveglianza, capacità dei laboratori, preparazione e coordinamento transfrontaliero.

07 Agosto 2026

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