Hiv e Ist. Ecdc: lavoratrici e lavoratori del sesso ancora poco raggiunti da misure di prevenzione, test e PrEP

Hiv e Ist. Ecdc: lavoratrici e lavoratori del sesso ancora poco raggiunti da misure di prevenzione, test e PrEP

Hiv e Ist. Ecdc: lavoratrici e lavoratori del sesso ancora poco raggiunti da misure di prevenzione, test e PrEP

Nell’Ue/See resta limitata la copertura dei programmi di prevenzione rivolti alle lavoratrici e ai lavoratori del sesso, anche se i dati disponibili sono scarsi e disomogenei tra i Paesi. Criticità nell’accesso ai test e alla PrEP. Per l’Ecdc stigma e barriere normative possono ostacolare prevenzione e cure.

Le lavoratrici e i lavoratori del sesso nell’Unione europea/Spazio economico europeo (Ue/See) sono soggetti a un’elevata incidenza di Hiv e infezioni sessualmente trasmissibili (Ist), evidenziando la necessità di politiche e programmi più efficaci.

È quanto emerge da un nuovo report dell’Ecdc.

I dati disponibili suggeriscono che la copertura dei programmi di prevenzione specificamente rivolti alle lavoratrici e ai lavoratori del sesso rimane limitata, sebbene le segnalazioni siano scarse e varino da Paese a Paese. Molti Paesi forniscono preservativi e lubrificanti gratuiti, ma restano margini di miglioramento per quanto riguarda l’adesione ai test.

Si riscontrano inoltre difficoltà nel raggiungere le lavoratrici e i lavoratori del sesso con la profilassi pre-esposizione (PrEP) per la prevenzione dell’Hiv. Anche i Paesi che li considerano una popolazione prioritaria ai fini dell’accesso ai servizi evidenziano gravi lacune nell’erogazione.

La maggior parte dei Paesi dell’Ue/See segnala inoltre leggi e politiche che criminalizzano o penalizzano determinati aspetti del lavoro sessuale, comprese le attività legate all’organizzazione, alla gestione, alla vendita o all’acquisto di servizi sessuali. Le evidenze scientifiche suggeriscono che queste pratiche punitive di applicazione della legge possono ostacolare l’accesso ai test e alle cure per la prevenzione e il trattamento dell’Hiv e delle Ist, contribuendo allo stigma, alla paura delle sanzioni e a una minore adesione ai servizi sanitari.

Il coinvolgimento significativo delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso nella progettazione e nell’erogazione dei servizi, insieme all’adozione di misure per affrontare lo stigma e le barriere legali, è quindi cruciale per migliorare l’accesso e gli esiti dei test e delle cure per l’Hiv e le Ist in questa popolazione chiave.

Sono infine necessari, evidenzia l’Ecdc, sistemi di monitoraggio più solidi, affinché i Paesi e le parti interessate dispongano dei dati necessari per orientare e adattare efficacemente programmi e interventi.

16 Settembre 2026

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