Qualifiche professionali più facilmente riconoscibili da un Paese all’altro, procedure più rapide per le professioni regolamentate e documenti previdenziali accessibili e verificabili online. Con un primo passo che riguarda direttamente i fisioterapisti, per i quali è stato già adottato il primo quadro formativo comune destinato a favorire il riconoscimento automatico delle qualifiche.
Sono alcune delle novità previste dal pacchetto sulla mobilità equa adottato dalla Commissione europea per garantire i diritti sociali dei lavoratori indipendentemente dal Paese dell’Unione nel quale scelgono di vivere e lavorare e rendere più semplice la mobilità professionale oltre confine.
Tra gli interventi previsti, particolare rilievo assume il riconoscimento delle qualifiche professionali. L’obiettivo è ridurre significativamente i tempi di attesa, che potranno passare dagli oltre dodici mesi attuali a pochi mesi, facilitando così la possibilità per i lavoratori di far riconoscere le proprie competenze in tutta l’UE. In sostanza, come spiega la Commissione, il nuovo pacchetto tutelerà meglio i lavoratori mobili dagli abusi ed eliminerà la burocrazia eccessiva che ostacola le aziende nell’assunzione di talenti. Allo stesso tempo, le amministrazioni nazionali beneficeranno di una cooperazione più efficace per far rispettare i diritti dei lavoratori e combattere le frodi.
Primo quadro formativo comune per i fisioterapisti Le novità coinvolgono in particolare anche i fisioterapisti. Attraverso quadri formativi comuni, che definiscono l’insieme minimo di competenze e conoscenze richieste in una specifica professione regolamentata, la Commissione estenderà infatti il riconoscimento automatico ad alcune professioni, in particolare a quelle nelle quali si registrano carenze di personale. E il primo quadro di questo tipo è stato già adottato proprio per i fisioterapisti, indicati dalla Commissione come una delle professioni caratterizzate dalla maggiore mobilità all’interno dell’Unione europea.
Il pacchetto prevede inoltre la possibilità di rilasciare le qualifiche in un formato digitale standardizzato, disponibile nel Portafoglio di identità digitale dell’UE, così da facilitarne la verifica dell’autenticità. Per le professioni regolamentate, come medici, infermieri, ingegneri e insegnanti, sarà inoltre introdotta una procedura digitale obbligatoria che dovrebbe rendere il riconoscimento transfrontaliero più rapido, economico e sicuro, riducendo i tempi da tre mesi a cinque settimane.
Standard comuni anche per le qualifiche ottenute fuori dall’UE Un’ulteriore novità riguarda le qualifiche conseguite al di fuori dell’Unione. Saranno introdotti standard comuni per il loro riconoscimento, sia per i cittadini dell’UE sia per i professionisti provenienti da Paesi terzi. L’obiettivo è consentire la conclusione delle procedure entro quattro mesi.
Documenti previdenziali in formato digitale Sul fronte dei diritti sociali, il Pass europeo di sicurezza sociale consentirà di richiedere e ricevere online documenti come la Tessera europea di assicurazione malattia e il documento portatile UE A1 per i lavoratori distaccati, che certifica il mantenimento della copertura previdenziale del Paese di origine durante un periodo di lavoro temporaneo all’estero.
Chi si trasferisce in un altro Paese dell’UE potrà conservare e presentare questi documenti attraverso il Portafoglio di identità digitale dell’UE, permettendo alle amministrazioni di verificarli rapidamente e in sicurezza. Il pacchetto punta così, da un lato, a rafforzare la tutela dei lavoratori mobili contro gli abusi e, dall’altro, a ridurre gli adempimenti burocratici che possono ostacolare le imprese nell’assunzione di personale proveniente da altri Paesi dell’Unione.
Più strumenti all’Autorità europea del lavoro Sono previste novità anche per l’Autorità europea del lavoro, che avrà strumenti più efficaci per sostenere i Paesi nell’applicazione del diritto dell’UE. Funzionari nazionali di collegamento dedicati dovranno rafforzare la cooperazione e le competenze transfrontaliere.
L’Autorità avrà inoltre il mandato di contrastare gli abusi nei confronti dei cittadini di Paesi terzi che lavorano nell’Unione e di combattere il lavoro illegale.
I primi benefici concreti saranno visibili dopo l’adozione delle iniziative da parte del Parlamento europeo e del Consiglio e l’entrata in vigore delle principali misure. Secondo le stime riportate dalla Commissione, una volta pienamente operativo il pacchetto potrebbe generare benefici per 6 miliardi di euro entro il 2040, grazie al riconoscimento più rapido delle qualifiche, alla verifica in tempo reale dei documenti previdenziali, alla prevenzione delle frodi e agli altri risparmi per lavoratori, imprese e amministrazioni.