Papa Giovanni XXIII nella classifica mondiale con cinque specialità. Neurologia new entry
Cinque specialità dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono presenti nella nuova edizione dei World’s Best Specialized Hospitals, il ranking internazionale curato da Newsweek con Statista, che ogni anno seleziona i migliori ospedali al mondo per area specialistica. La classifica 2027, pubblicata negli Stati Uniti il 17 settembre, conferma il posizionamento dell’ospedale bergamasco nelle specialità già presenti nelle precedenti edizioni e registra una nuova entrata: la Neurologia.
La principale novità di quest’anno è l’ingresso della Neurologia tra le 150 strutture selezionate a livello globale. La specialità si colloca al 150° posto mondiale ed è una delle sole sei strutture italiane presenti nella classifica.
Al Papa Giovanni XXIII la Neurologia è centro di riferimento per numerose patologie neurologiche complesse, tra cui miastenia gravis, sclerosi multipla, SLA, Parkinson, demenze, malattie neuromuscolari e patologie cerebrovascolari.
La struttura garantisce inoltre la gestione delle emergenze neurologiche attraverso una Stroke Unit hub per l’ictus.
Tra le aree di eccellenza della Neurologia figurano i trattamenti avanzati dell’ictus, la stimolazione cerebrale profonda, le terapie innovative per epilessia e cefalee, il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, i percorsi multidisciplinari e le terapie specialistiche, comprese aferesi e terapie immunosoppressive.
Nel 2025 i pazienti ricoverati sono stati circa 900. L’attività assistenziale è affiancata da una significativa attività di ricerca clinica, con un Centro Ricerche Neurologiche autorizzato anche a condurre sperimentazioni di fase I su nuovi farmaci e trattamenti.
Cardiologia, Pneumologia e Gastroenterologia migliorano nel ranking
La Cardiologia conferma la presenza nel ranking per il settimo anno consecutivo e migliora il proprio posizionamento mondiale, salendo dal 138° al 123° posto. In Italia mantiene il 9° posto.
Guardando alla top ten nazionale, la Cardiologia di Bergamo si distingue come una delle tre sole unità di ospedali pubblici non specialistici e non universitari presenti, insieme a quella del Niguarda e all’Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino.
Migliora anche la Pneumologia, entrata in classifica lo scorso anno, che sale dal 142° al 127° posto mondiale e mantiene il 7° posto nazionale.
La Gastroenterologia, presente da sei anni nel ranking, passa dal 123° al 110° posto mondiale, confermando anche in questo caso il 7° posto in Italia.
La Cardiochirurgia resta in classifica per il sesto anno consecutivo. Nel ranking 2027 si posiziona al 127° posto mondiale, rispetto al 110° dello scorso anno, e mantiene il 10° posto tra le strutture italiane.
Nel complesso, la presenza del Papa Giovanni XXIII nelle cinque specialità conferma il ruolo dell’ospedale bergamasco in ambiti ad alta complessità clinica e assistenziale.
Amorosi: “Orgogliosi per l’ingresso della Neurologia”
“Siamo particolarmente orgogliosi per l’ingresso della Neurologia tra le migliori specialità a livello internazionale: un riconoscimento che premia il lavoro dei nostri professionisti nella diagnosi, nella cura e nella presa in carico delle persone con patologie neurologiche”, dichiara Alessandro Amorosi, direttore sanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII.
“La conferma di Cardiologia, Cardiochirurgia, Gastroenterologia e Pneumologia rappresenta un ulteriore motivo di orgoglio. È un risultato che appartiene a tutti i nostri professionisti – medici, infermieri, tecnici, personale delle professioni sanitarie e tutti gli operatori e i dipendenti – che ogni giorno si prendono cura dei pazienti con dedizione e competenza”.
“Questi riconoscimenti confermano la qualità del percorso che stiamo portando avanti e ci spingono a continuare a investire sull’innovazione e, soprattutto, sulla qualità degli esiti di cura”, afferma Francesco Locati, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII.
Per Locati, la strada è quella di una sanità orientata al valore, secondo i principi del Value Based Healthcare Management, che misura la qualità delle cure non solo in termini di attività erogata, ma soprattutto di risultati concreti per le persone.
“Il giudizio che più ci spinge a migliorare rimane quello dei pazienti: la loro fiducia quotidiana è per noi il riconoscimento più prezioso”, conclude.
18 Settembre 2026
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