Il primo anno del triennio ECM 2026-2028 si avvicina alla conclusione e riporta al centro il tema della formazione continua dei professionisti sanitari, tra nuove modalità di apprendimento e crescente diffusione dei corsi a distanza. “La formazione ha un ruolo sempre più importante nel nostro Paese”. È questa la percezione di Roberto Monaco, presidente del CoGeAPS (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie), alla luce anche dei dati disponibili e delle trasformazioni intervenute negli ultimi anni. Dopo il Covid, in particolare, la formazione online e a distanza ha assunto un peso crescente, ed è diventata uno strumento fondamentale per i professionisti e gli operatori sanitari.
Per questo il CoGeAPS si prepara a rafforzare la comunicazione sul recupero dei crediti dei precedenti periodi formativi. “Nelle prossime settimane – spiega Monaco – è prevista un’assemblea del Comitato centrale per definire le modalità con cui trasmettere a tutte le Federazioni professionali una situazione aggiornata in tempo reale delle posizioni formative degli iscritti”.
Un passaggio che punta a rendere più efficace il raccordo tra il sistema di gestione dei crediti ECM e gli Ordini, chiamati a svolgere un ruolo importante nell’informazione e nella sensibilizzazione dei professionisti. Disporre di dati aggiornati consentirà infatti alle Federazioni di individuare con maggiore tempestività eventuali carenze formative e di invitare gli iscritti a verificare la propria posizione, così da programmare per tempo il recupero dei debiti accumulati.
Un milione e 400mila professionisti chiamati ad aggiornarsi
Sono circa un milione e 400mila i professionisti sanitari interessati dalla formazione continua. “È innanzitutto un dovere nei confronti dei cittadini. Ogni volta che aggiorniamo le nostre conoscenze e impariamo qualcosa di nuovo, investiamo nella qualità delle cure che offriamo ai pazienti”.
Un obbligo che, sottolinea Monaco, non può essere ridotto alla semplice necessità di raggiungere un determinato numero di crediti. “La formazione continua è un obbligo previsto anche dal codice deontologico e quindi un dovere professionale. Ma non può essere vissuta semplicemente come un adempimento tecnico o burocratico”. Il punto centrale, secondo il presidente del CoGeAPS, è il rapporto tra aggiornamento professionale e qualità dell’assistenza, ed è anche per questo che il Consorzio invierà la comunicazione alle Federazioni, e di conseguenza agli Ordini, sulle situazioni formative degli iscritti: la formazione continua è, per il presidente Monaco, “fondamentale, sia per i professionisti che per i pazienti”.
Recuperare i crediti dei precedenti periodi formativi per evitare le sanzioni
I professionisti sanitari possono recuperare i debiti ECM accumulati nei trienni precedenti (dal 2014-16 al 2023-25), acquisendo crediti compensativi in aggiunta ai 150 previsti per il triennio 2026-2028. I crediti maturati in eccedenza saranno redistribuiti dal CoGeAPS sui trienni nei quali risultano carenze formative. Il termine per acquisirli è il 31 dicembre 2028. Ed è proprio questa possibilità a rendere particolarmente importante verificare la propria posizione. Il CoGeAPS intende quindi favorire una comunicazione capillare attraverso le Federazioni e gli Ordini.
“Gli Ordini avranno la possibilità di informare i propri iscritti e invitarli a verificare la propria posizione e a recuperare, quando necessario, la formazione dei precedenti periodi”. La comunicazione dei dati aggiornati dovrebbe consentire ai professionisti di comprendere con maggiore precisione eventuali carenze formative e utilizzare la finestra temporale disponibile per regolarizzare la propria posizione.
Il tema dell’ottemperanza dell’obbligo assume rilievo anche sul piano professionale. Oltre alle sanzioni previste (che vanno dal richiamo alla radiazione dall’albo), essere in regola con i crediti ECM è un elemento sempre più richiesto o valutato anche nei concorsi pubblici, nelle selezioni interne e negli incarichi presso le Aziende Sanitarie Locali.
Polizze assicurative già a rischio per i sanitari non in regola
In aggiunta a sanzioni e mancata crescita professionale, esiste anche la concreta possibilità, in caso di non ottemperanza, di non vedersi rinnovata la polizza assicurativa. “È importante recuperare la formazione anche in relazione alla questione assicurativa”, spiega Monaco, che ricorda come la normativa preveda pesanti conseguenze per il professionista che non abbia raggiunto il 70% del proprio fabbisogno formativo.
C’è da precisare che la normativa è in vigore dal 2026, ma compagnie stanno già disdicendo alla scadenza le polizze dei sanitari non in regola con l’obbligo ECM nel triennio precedente, proponendo nuovi contratti con premi più elevati e clausole restrittive (motivo ulteriore per recuperare i crediti dei trienni precedenti).
Il presidente del CoGeAPS invita però a non considerare l’aggiornamento esclusivamente attraverso questa lente. “Prima ancora dell’aspetto assicurativo, credo che dobbiamo considerare la formazione come un dovere nei confronti dei cittadini e dei pazienti”. Da qui l’invito a utilizzare il periodo concesso fino al 31 dicembre 2028: “Sono convinto che i professionisti debbano continuare ad aggiornarsi e che debbano utilizzare la finestra temporale prevista per recuperare quanto eventualmente non è stato fatto nei precedenti periodi”.
AI Act e formazione ECM: “La quota di crediti non è ancora definita”
Lo scorso 4 agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato i due decreti legislativi di adeguamento dell’ordinamento nazionale al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act),
pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, che adegua la normativa italiana al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act). Il provvedimento, in vigore dal 23 ottobre,
Dal 23 ottobre 2026 entrerà in vigore il Dl n. 179, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 ottobre, che adegua l’ordinamento nazionale all’AI Act europeo. La normativa introduce una quota specifica dei crediti del fabbisogno formativo triennale da essere inderogabilmente dedicata all’acquisizione di competenze sull’uso dei sistemi di IA in ambito sanitario. La percentuale di crediti dovrà essere definita entro il 23 aprile 2027.
Su questo punto, Monaco chiarisce che il quadro non è ancora definito. “La percentuale non è stata ancora definita. Non siamo quindi ancora in grado di indicare una quota precisa, anche perché il relativo decreto attuativo deve ancora essere emanato”. Lo stesso discorso riguarda la formazione ibrida e le modalità con cui dovranno essere organizzati i percorsi dedicati all’IA. “Prima di stabilire una percentuale precisa, dobbiamo avviare un percorso di costruzione e crescita di requisiti seri per poter realizzare questo tipo di corsi”.
La trasformazione tecnologica richiede quindi, secondo Monaco, un approccio graduale e criteri formativi adeguati. “Bisogna fare le cose in maniera seria e prendersi il tempo necessario per costruire una formazione realmente adeguata alle nuove esigenze”. L’intelligenza artificiale, osserva, sta entrando in un numero crescente di attività professionali e anche la sanità dovrà prepararsi a gestirne l’impatto. La formazione diventa così “uno degli strumenti attraverso cui accompagnare il cambiamento, evitando che l’introduzione delle nuove tecnologie preceda la capacità dei professionisti di comprenderle e utilizzarle correttamente”.
Tre crediti l’ora per la formazione realizzata con l’IA
Il presidente Monaco ha di recente coordinato il gruppo di riforma nell’ambito del mandato della Commissione nazionale ECM. “Abbiamo svolto un lavoro molto corale, al quale hanno partecipato tutte le professioni sanitarie. Nel percorso sono state ascoltate società scientifiche, professionisti del mondo digitale e persone che lavorano nel metaverso. Da questo confronto è emersa l’importanza di governare l’intelligenza artificiale e di attribuire un valore adeguato alla formazione su questo tema, rimanendo vicini ai bisogni degli iscritti e dei professionisti sanitari”.
La proposta approvata in Commissione nazionale ECM prevede un riconoscimento specifico per i percorsi formativi interattivi e potenziati con l’IA. “Verranno riconosciuti 3 crediti formativi per ogni ora di percorso formativo realizzato con l’intelligenza artificiale, anziché il credito normalmente previsto per un’ora, con un aumento di ulteriori 0,3 crediti all’ora se si tratta di un evento che mette insieme multidisciplinarietà e multiprofessionalità”. Per Monaco si tratta di un cambiamento significativo, che può accompagnare il passaggio del mondo sanitario verso un nuovo scenario tecnologico: “È una sorta di rivoluzione copernicana, perché ci permette di essere al passo con i tempi. Noi professionisti sanitari siamo nati nell’era analogica e oggi ci troviamo pienamente nell’era digitale. Dobbiamo quindi essere pronti a utilizzare l’intelligenza artificiale”. Secondo Monaco, la tecnologia potrà diventare un supporto importante tanto nello studio quanto nell’attività quotidiana, e la capacità di utilizzarla potrebbe diventare una competenza sempre più rilevante: “In futuro la differenza sarà tra chi saprà utilizzare l’intelligenza artificiale e chi non sarà in grado di farlo”.