Il biotech in Italia. Tutti i numeri
Alla fine del 2012 sono 407 le imprese impegnate in R&S nel campo delle biotecnologie. Tra queste, più della metà (256) è costituita da aziende che hanno come core business attività legate esclusivamente alle biotecnologie e che rientrano, quindi, nella definizione di impresa pure biotech.
L’industria biotecnologica italiana si posiziona al terzo posto in Europa, dopo Germania e Regno Unito, per numero di imprese pure biotech, a dimostrazione di una realtà estremamente competitiva e capace di superare la natura ciclica tipica di altri settori industriali.
Fatturato, investimenti e addetti in R&S, dimensione delle imprese
Il fatturato totale dell’industria biotech italiana ammonta a € 7.152 milioni (+6%), mentre gli investimenti in R&S aumentano fino a € 1.832 milioni (+ 2,9%). Il numero degli addetti ad attività di R&S è di 6.739 unità, e si mantiene sostanzialmente in linea con quello del 2012.
Il 75% delle imprese è di dimensione micro o piccola (avendo, rispettivamente, meno di 10 e meno di 50 addetti).
Settori di applicazione: red, green e white
Red biotech
Anche in Italia, quello della salute è il segmento trainante dell’intero comparto.
Delle 407 imprese censite, 235 (58%) sono attive nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti terapeutici e diagnostici.
Il fatturato ammonta a € 6.766 milioni (+5%) e la maggior parte dei ricavi è riconducibile alle imprese del farmaco che, pur costituendo il 25% delle imprese del campione, arrivano a generare lo 83% del fatturato totale.
L’investimento complessivo in R&S è di € 1.691 milioni (29% da pure biotech, 70% da imprese del farmaco)
L’incidenza degli investimenti sul fatturato è pari al 25%, (21% imprese del farmaco e 45% pure biotech.
Green biotech
Sebbene, a livello globale, il mercato degli alimenti funzionali e dei nutraceutici sia in rapida crescita, il settore green biotech, in Italia, non ha ancora espresso pienamente il suo potenziale.
Su un totale di 85 imprese, la maggioranza è rappresentata da aziende pure biotech di micro o piccola dimensione, attive all’interno di parchi scientifici o incubatori, e impegnate in progetti che spaziano dal miglioramento della produzione primaria, vegetale e animale, allo sviluppo di nuove tecnologie a tutela e garanzia della qualità e sicurezza della filiera alimentare, e della genuinità delle nostre produzioni tipiche.
Il fatturato del segmento green biotech ammonta a € 110 milioni; il 41% dei ricavi origina da filiali italiane di multinazionali straniere (ancorché queste rappresentino, numericamente, solo il 4% del campione) e il 40% da imprese pure biotech. Gli investimenti in R&S ammontano a € 112 milioni; anche in questo caso, il 55% degli investimenti è coperto dalle multinazionali con sede in Italia , mentre le imprese pure biotech contribuiscono per il 36%.
White biotech
Alla crescita del settore white biotech si associa, la prospettiva di un modello di sviluppo industriale ecosostenibile, in grado di offrire al mercato una varietà di prodotti con caratteristiche superiori, anche in termine di bilancio energetico, rispetto a quelli ottenuti dai processi tradizionali.
Più di due terzi delle 62 imprese attive in Italia in ambito white biotech sono aziende pure biotech: start-up innovative, di micro o piccola dimensione, che generano nuove tecnologie per processi di trasformazione di biomasse e di altre materie prime, e nella produzione sostenibile di prodotti chimici, materiali e carburanti.
Il fatturato del segmento white biotech ammonta a € 276 milioni ed è pressoché totalmente riconducibile a imprese pure biotech. Gli investimenti in R&S ammontano a € 29 milioni e, anche in questo caso, il contributo delle imprese pure biotech è pari al 90%.
La pipeline biotecnologica italiana
Progetti in sviluppo
La pipeline italiana conta più di 359 prodotti, 97 dei quali in fase preclinica, 50 in Fase I, 107 in Fase II e 105 in Fase III di sviluppo clinico. Se il numero di prodotti in via di sviluppo cresce del 12%, cresce anche il numero delle molecole che hanno raggiunto la Fase I (+13%), la Fase II (+9%) e la Fase III (+7%) di sviluppo clinico.
Il 52% dei progetti deriva da imprese a capitale estero – in particolare filiali di multinazionali in Italia – e il 48% da imprese a capitale italiano, comprese le farmaceutiche italiane.
Limitando la nostra analisi alla pipeline delle sole imprese pure biotech, sono 136 i prodotti in via di sviluppo, 77 dei quali si trovano in fase preclinica (56%), 17 in Fase I (13%), 32 in Fase II (24%) e 10 in Fase III (7%) di sviluppo clinico. A questi vanno aggiunti 67 progetti di ricerca in fase di discovery o early-stage.
Aree terapeutiche
L’oncologia resta l’area terapeutica con il più alto numero di progetti (40%), seguono progetti in ambito neurologico (13%), infettivologico (11%) e nell’area dell’infiammazione e delle malattie autoimmuni (10%).
Farmaci Orfani e Terapie Avanzate
I livelli di eccellenza scientifica raggiunti dalle imprese red biotech italiane trovano ulteriore conferma nei settori degli Orphan Drug e delle Terapie Avanzate (TA).
07 Maggio 2013
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