Epatite A. Crescono ancora i casi in Italia. Il punto del ministero

Epatite A. Crescono ancora i casi in Italia. Il punto del ministero

Epatite A. Crescono ancora i casi in Italia. Il punto del ministero
Confermato l'allarme lanciato nei mesi scorsi sull'impennata di casi di Epatite A in Italia. Dal 23 maggio all’11 luglio sono arrivate dalle Regioni 382  segnalazioni, nel 35% dei casi erano stati consumati frutti di bosco surgelati. I dati Regione per Regione.

Sa settembre 2012 ad aprile 2013 sono stati 417 i casi di epatite acuta A registrati in Italia, contro i 167 casi notificati nel corrispondente periodo dell’anno precedente. E le cose sono andate peggiorando nei mesi più recenti, dal 23 maggio all’11 luglio sono arrivate dalle Regioni 382 le segnalazioni di casi di epatite A. Un’impennata, dunque, che si è concentrata soprattutto nelle Regioni del Centro Nord Italia, ad eccezione della Puglia. Da maggio a luglio, infatti, a registrare il numero maggiore di casi è stata la Lombardia (79), seguita dal Veneto (42), dalla Puglia (40) e dal Piemonte (38).

Sotto accusa, i frutti di bosco surgelati. Nel 35% delle segnalazioni, infatti, i pazienti hanno riferito di avere consumato questo prodotto.

I dati arrivano dal ministero della Salute, che già dall’allarme della scorsa primavera ha messo in campo una task force composta da esperti dello stesso  Ministero, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (IZSLERL), Centro di referenza nazionale dei rischi emergenti in sicurezza alimentare. Lo scopo della task force è di individuare la possibile fonte di contaminazione, confermare le ipotesi di sospetta correlazione con il consumo di frutti di bosco surgelati e adottare le migliori strategie integrate di controllo.

Il 23 maggio 2013 il Ministero della Salute ha emanato anche una Circolare indirizzata agli Assessorati alla sanità delle Regioni e Province autonome e agli Uffici periferici del Ministero preposti ai controlli all’importazione degli alimenti di origine vegetale, per rafforzare le misure di sorveglianza sui casi e avviare indagini mirate sul territorio nazionale.

Nelle Regioni dove è stato riscontrato un maggiore incremento del numero dei casi, si è provveduto quindi ad attivare studi analitici di tipo caso-controllo per meglio indagare i possibili fattori di rischio implicati nella diffusione della malattia. “Lo studio – spiega il ministero in una nota che fa il punto sull’impennata di casi di Epatiti A in Italia – ha messo in evidenza una forte correlazione con il consumo di frutti di bosco surgelati assunti tal quali”. In particolare, sono stati eseguiti numerosi controlli di laboratorio che ad oggi hanno permesso di identificare  la contaminazione da virus dell’epatite A in 4 lotti di prodotti differenti, per i quali sono state diramate le notifiche di allerta e adottate le misure di ritiro e richiamo per i consumatori. Altre analisi relative ai fattori di rischio, sottolinea però in ministero, “sono ancora in corso e, pertanto, tali dati potrebbero subire delle variazioni”.

Nel frattempo, “considerato che, al momento, non è possibile escludere che vi siano in commercio altri mix di frutti di bosco contaminati surgelati/congelati diversi da quelli oggetto di allerta”, dal ministero la raccomandazione di utilizzare questi prodotti “sempre previa cottura, ad esempio, facendoli bollire per almeno 2 minuti”.
 

19 Settembre 2013

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