Fine vita. Un seminario di Scelta Civica. Tante domande, una certezza: il rispetto della dignità umana

Fine vita. Un seminario di Scelta Civica. Tante domande, una certezza: il rispetto della dignità umana

Fine vita. Un seminario di Scelta Civica. Tante domande, una certezza: il rispetto della dignità umana
Due volumi, una questione al centro: il valore della vita, molte domande. Che fare quando si arriva al momento finale dell’esistenza e la sofferenza rischia di togliere dignità all’essere umano? Desistere dalle cure o insistere nell’assistenza rischiando l’accanimento terapeutico? Questi i temi centrali di due volumi presentati in Senato dal gruppo di Scelta Civica. 

Si è svolto in Senato un Seminario, organizzato dal gruppo parlamentare di Scelta Civica per l’Italia, per presentare due volumi su materie cosiddette eticamente sensibili, ovvero eutanasia, testamento biologico, Dat, nutrizione artificiale, accanimento terapeutico, cure palliative, stati vegetativi. Temi momentaneamente accantonati dal Parlamento e che proprio per questo gli autori ritengono sia giusto parlarne per arrivare, quando sarà il momento, ad una scelta sensata in modo da avere una conoscenza a tutto tondo delle materie evitando dunque di lavorare, come successo nella scorsa legislatura in occasione del Caso Englaro, sotto la pressione della piazza. L’auspicio degli autori è infatti che i casi singoli non facciano da apripista alle leggi perché quando ciò avviene il rischio è la corruzione del dibattito.
 
 
I due volumi sono: il primo “Non resistere non desistere, un alleanza di cura per rispettare la vita e la dignità umana”, a cura di Lucio Romano, senatore SCpI, Massimo Gandolfini, direttore del Dipartimento Neuroscienze e primario Neurochirurgo della Fondazione Poliambulanza di Brescia, Emanuela Vinai, giornalista specializzata in bioetica; il secondo “Quando finisce la vita? La nutrizione artificiale tra assistenza di base e accanimento terapeutico”, di Valter Giantin professore associato di medicina interna/bioetica Università di Padova.
 
I due volumi sono tra loro molto diversi. Il primo è molto chiaro, godibile ma allo stesso tempo profondo, cerca di spiegare come se il “resistere” a oltranza è un dogma sbagliato allo stesso tempo “desistere” è una sconfitta individuale e collettiva. Un equilibrio difficile da trovare che gli autori individuano ridando pienezza di significato a tutti i fattori coinvolti nel delicato momento del fine vita. Il secondo volume invece è più specifico trattando della nutrizione artificiale offre spunti utili sul piano della conoscenza particolare della materia.
 
Le tematiche bioetiche da anni fanno stabilmente parte del dibattito pubblico politico e sociale del nostro Paese. L’intento dei due volumi è di approfondire le materie trattate cercando anche di offrire risposte alle domande che le questioni trattate pongono. 
Entrambe i volumi, e non è scontato, danno importanza all’approccio dell’ascolto dell’altro. In questo senso i due volumi sembrano suggerire che chi sceglie quest’approccio sviluppa un pensiero forte, non edulcorando le differenze e non banalizzando le scelte compiute sul fine vita e sull’idratazione.

25 Settembre 2013

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