Niente tagli alla sanità. Ma la vera partita inizia adesso. Con il Patto per la Salute

Niente tagli alla sanità. Ma la vera partita inizia adesso. Con il Patto per la Salute

Niente tagli alla sanità. Ma la vera partita inizia adesso. Con il Patto per la Salute
Con la mossa di ieri il Governo ha deciso di spostare la partita della sanità su un altro tavolo. Non più quello parlamentare ma quello del confronto/negoziato con le Regioni. La vera legge di stabilità per la sanità diventerà così il Patto per la Salute che dovrà garantire quei risparmi sui quali Lorenzin ha messo la faccia, vincendo la partita in Consiglio dei ministri

E’ stata a un passo dalle dimissioni, ma poi alle 19,30 tutto è cambiato. A Consiglio dei ministri ancora in corso, con una mossa inusuale, Enrico Letta scende in sala stampa e annuncia che i tagli alla sanità non ci saranno, invitando gli italiani a ripensare a quanto avevano letto sui giornali la mattina. Per Beatrice Lorenzin è il trionfo. La sua battaglia per evitare una nuova mannaia sulla sanità l’ha vinta e alla grande.
Stasera alle 20 il ministro della Salute dovrebbe essere in audizione alle Commissioni riunite Bilancio e Affari Sociali della Camera per l’indagine sulla sostenibilità del Ssn. L’occasione è ghiotta per capire di più. Soprattutto su come si orienterà il Governo nel confronto con le Regioni che, a questo punto riprenderà immediatamente, per la chiusura del Patto per la Salute.
 
E già. Perché è sul Patto che si giocherà tutto. Innanzitutto per assicurare il rispetto del finanziamento del Fsn 2014, che resta comunque quello fissato dalla precedente legge di stabilità e cioè 107,9 miliardi. Una cifra che all’epoca, era un anno fa, teneva conto dei 2 miliardi di ticket che sarebbero dovuti scattare a gennaio prossimo. Quei ticket però, come si sa, il Governo non li  metterà più, vuoi per la sentenza della Corte Costituzionale che aveva bocciato lo strumento per attuarli (un regolamento), vuoi perché di mettere altri ticket questo Governo non ne ha proprio voglia.
 
Fatto sta che il Fondo sanitario nella nuova legge di stabilità non è stato aumentato come richiesto da Vasco Errani che chiedeva 109,9 miliardi (cioè i 2 miliardi in più del mancato ticket). Eppure anche in questo caso Lorenzin è stata chiara: “Quei soldi ci sono”. Ed anche Errani, a quanto si apprende da chi ci ha parlato, è assolutamente fiducioso. Anche per lui quei soldi ci sono.
 
Vedremo. Ma una cosa è certa. Come abbiamo detto la partita si sposta sul Patto per la Salute. E' in quella sede infatti che si dovrà dare seguito all’applicazione dei nuovi standard ospedalieri che porteranno al taglio di altri 14mila letti per acuti ma anche alla contemporanea messa a disposizione di 6.600 letti per le lungo degenze. Si dovrà poi far marciare la benedetta riforma della medicina territoriale, forse senza parlare più di H24 ma certamente dando corpo allo spirito del decreto Balduzzi rimasto di fatto inattuato. Poi c’è la questione quasi a sé dei nuovi Livelli essenziali di assistenza, sui quali si dovrà trovare la quadra tra chi considera il loro aggiornamento un taglio e chi invece lo auspica per dare più risposte assistenziali ai nuovi bisogni di salute.
 
E ancora, la questione complicatissima dei ticket, con l’impegno a rivedere tutto il sistema della compartecipazione alla spesa e delle esenzioni. Ma poi ci sono anche i rapporti Ospedale-Università, i farmaci, l’edilizia sanitaria da rilanciare, la ricerca, il recepimento della direttiva UE sull’assistenza transfrontaliera che sarà operativa a fine ottobre, il coordinamento tra sociale  e sanità e qualche altra cosa ancora (accreditamento, gestione personale, dispositivi medici, tariffe, ecc.).
 
Insomma un’agenda talmente fitta che non a caso prima della pausa estiva fu deciso di suddividerla tra dieci tavoli di lavoro, ognuno coordinato da regioni diverse, che dovranno fare il lavoro istruttorio sui vari dossier. Poi la summa nel Patto.
 
Questo lo scenario da qui a dicembre. Come dicevamo la vera legge di stabilità per la sanità si giocherà in una partita a due. Tra Governo e Regioni che a questo punto restano i protagonisti unici, con il Parlamento a fare da spettatore. Nel bene e nel male. I nuovi tagli sono stati scongiurati ma la sostanza non cambia. I problemi da affrontare nel Patto per la Salute sono gli stessi di agosto quando di tagli non si parlava in alcun modo. Ieri, anche se la vittoria di Lorenzin ed Errani è stata inequivocabile, è finita di fatto con un ritorno al punto di partenza. Ora palla al centro e si ricomincia.
 
C.F.

C.F.

16 Ottobre 2013

© Riproduzione riservata

Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti
Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto PA nei giorni scorsi, il provvedimento che contiene misure urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione. Tra le norme...

Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno
Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno

Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che definisce i posti disponibili per l'immatricolazione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina...

Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata
Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata

Il Ministero ha raggiunto gli obiettivi previsti per il pagamento da parte dell’Europa della IX rata del PNRR Missione salute. Si tratta dei due target relativi all’utilizzo del Fasciolo Sanitario...

Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa
Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa

Prosegue il monitoraggio delle ondate di calore e la campagna di informazione del Ministero della Salute per limitare gli effetti delle alte temperature sulla salute, in un'estate caratterizzata da ripetuti...