Per rafforzare la fiducia degli italiani nel Servizio sanitario nazionale, “dobbiamo migliorare il sistema – e penso innanzitutto a quello che viene vissuto dai cittadini come il grave problema delle lunghe liste d’attesa”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo al convegno ‘Adnkronos Q&A – Salute, prevenzione e risorse: le sfide’ in corso a Roma.
Il ministro ha annunciato di aver avuto oggi un incontro con il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, per ribadire – come già fatto dalla premier Giorgia Meloni – la necessità di «piena collaborazione con le Regioni» per cercare di ridurre il fenomeno. “Lavoreremo insieme – ha assicurato Schillaci – e sono sicuro che il prossimo mese l’Agenas potrà rendere pubblici i dati Regione per Regione. Ci stiamo impegnando molto su questo”.
Oltre alla lotta alle liste d’attesa, il ministro ha indicato altre due priorità per il prosieguo della legislatura: “La riforma della medicina territoriale e ospedaliera, anche questa da fare con le Regioni nell’interesse dei cittadini, e poi intervenire sui professionisti sanitari. Dobbiamo avere medici e infermieri motivati – ha sottolineato – e far sì che una medicina in continua evoluzione possa essere arricchita dal contributo fondamentale di chi lavora nel Ssn in maniera moderna e proattiva”.
Pnrr: “Serve un grande scossone”
Sulla finalizzazione della Missione 6 ‘Salute’ del Piano nazionale di ripresa e resilienza, Schillaci è stato chiaro: “Stiamo lavorando con le Regioni, con il ministro Foti, stiamo monitorando la situazione e credo che sia necessario adesso dare un grande scossone e andare avanti con decisione”.
Il ministro ha messo in guardia: “Le Case di comunità non solo vanno edificate, ma bisogna avere il personale per offrire l’assistenza necessaria”. Per questo, ha ricordato, sono stati stanziati 250 milioni nel 2024 e 350 milioni nel 2025 per le assunzioni. “Il rilancio della medicina territoriale con i fondi del Pnrr è un’occasione che non possiamo lasciarci scappare – ha detto – e quello che è venuto meno durante il Covid lo stiamo recuperando”.
Un ruolo centrale, secondo Schillaci, dovranno avere i medici di medicina generale: “È un aspetto importante a cui tengo, è una professione da rivalutare puntando soprattutto sui giovani e senza far venire meno il rapporto fiduciario che c’è sempre stato tra l’assistito e il medico di famiglia”.
Divario Nord-Sud: la tecnologia come strumento di equità
Interrogato sul persistente divario nell’accesso alle cure tra Nord e Sud – dai farmaci innovativi alle liste d’attesa – il ministro ha indicato nella tecnologia una leva fondamentale per ridurre le disuguaglianze. “Ci sono ancora troppi e inaccettabili divari – ha riconosciuto – e su questo io credo che un ruolo fondamentale lo potrà giocare la tecnologia, l’innovazione che stiamo portando avanti con i fondi del Pnrr, quindi la telemedicina, il teleconsulto e le visite a distanza”.
“Chi vive in zone disagiate – ha aggiunto – non deve avere meno possibilità di chi vive in una grande città”.
Il Piano sanitario nazionale entro l’estate
Schillaci ha infine annunciato che il Piano sanitario nazionale – che manca da 15 anni – sarà pronto entro l’estate. “Stiamo dando grande impulso al Psn e sono certo di poterlo chiudere prima dell’estate”, ha dichiarato, definendolo “uno strumento utile per le Regioni, il Governo e i cittadini, per stabilire chi fa che cosa in maniera moderna e adatta alle situazioni che si stanno presentando”.