Afatinib. Conferme sull’efficacia da uno studio su popolazione asiatica e non
“La nuova sotto-analisi conferma il profilo di sicurezza coerente di afatinib nei pazienti asiatici rispetto a quelli non asiatici”, ha commentato James Chih-Hsin Yang, Direttore del Centro di Ricerca sul Cancro del Dipartimento di Medicina dell’Università Nazionale di Taiwan, Taipei, Taiwan e coordinatore dello studio LUX-Lung 3. “Ciò conferma ulteriormente il ruolo di afatinib come valida opzione terapeutica per pazienti affetti da carcinoma polmonare con mutazioni di EGFR, che ha una frequenza tre volte superiore in Asia rispetto al mondo occidentale”.
L’efficacia di afatinib viene dunque ulteriormente rafforzata da nuovi dati relativi a sottogruppi di pazienti con NSCLC. Ulteriori analisi dei risultati dei trial LUX-Lung dimostrano, infatti, l’efficacia del farmaco in pazienti con NSCLC con mutazioni non comuni di EGFR e in pazienti con metastasi cerebrali. I risultati vanno ad arricchire le solide evidenze cliniche che supportano l’utilizzo di afatinib, come terapia di prima linea in pazienti asiatici e non asiatici, affetti da un tipo specifico di carcinoma polmonare avanzato, ovvero quello con mutazioni di EGFR. Lo studio globale LUX-Lung 3 e lo studio LUX-Lung 6, che è stato condotto in Cina, Corea del Sud e Tailandia, sono i due studi clinici registrativi più vasti condotti ad oggi, in pazienti con NSCLC con mutazioni di EGFR.
Questi studi hanno già dimostrato che i pazienti trattati con la molecola hanno avuto sopravvivenza senza progressione di malattia (PFS) di quasi un anno, rispetto a poco più di sei mesi per i pazienti trattati con chemioterapia. In particolare, gli studi hanno dimostrato:
– LUX-Lung 3: PFS mediana = 11,1 mesi vs 6,9 mesi – per afatinib rispetto a pemetrexed/cisplatino
– LUX-Lung 6: PFS mediana = 11,0 mesi vs 5,6 mesi – per afatinib rispetto a gemcitabina/cisplatino
Nello studio LUX-Lung 6, dopo un anno di trattamento, il 47% dei pazienti trattati con afatinib erano vivi e liberi da progressione di malattia rispetto a solo il 2% di quelli trattati con chemioterapia.
Il ritardo della progressione della malattia si è accompagnato a miglioramenti dei sintomi correlati al carcinoma polmonare (es. fiato corto, tosse e dolore toracico) e della qualità di vita dei pazienti, valutati con questionari standard per il carcinoma polmonare.
In Asia, il carcinoma polmonare rappresenta oltre il 14% di tutte le neoplasie ed è responsabile per oltre il 18% della mortalità per tumore, pur con variazioni da un’area all’altra di questo continente. Le percentuali maggiori di carcinoma polmonare si riscontrano in Asia Orientale; ogni anno i nuovi casi diagnosticati di questa neoplasia sono oltre mezzo milione in Cina, più di 86.000 in Giappone e oltre 9.000 a Taiwan. Poiché il carcinoma polmonare ha una prognosi infausta, è importante che venga trattato con il miglior trattamento sin dall’inizio.
La nuova analisi dei dati di sicurezza degli studi LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6 conferma gli eventi avversi precedentemente riportati per afatinib e il suo profilo di tollerabilità in pazienti, asiatici e non asiatici, affetti da NSCLC con mutazioni di EGFR. In entrambi i gruppi di pazienti gli eventi avversi più frequenti di Grado 3 sono stati diarrea, rash/acne e stomatite (infiammazione della mucosa orale) e si sono verificati con frequenze simili. Inoltre, non si è riscontrata alcuna differenza fra le due popolazioni di pazienti in termini di farmacocinetica del farmaco. I dati riscontrati negli studi LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6 hanno precedentemente dimostrato che gli effetti collaterali sono stati prevedibili, maneggevoli e reversibili e le percentuali di interruzione del trattamento sono state basse.
Durante una comunicazione orale è stato presentato il più ampio insieme di dati ad oggi disponibile sull’efficacia di afatinib nei pazienti con mutazioni di EGFR non comuni relativi a tre studi clinici prospettici. I dati indicano che l’attività di afatinib nei pazienti con alcuni tipi di mutazioni rare di EGFR è nello stesso range dimostrato nei pazienti con mutazioni comuni di EGFR (delezione dell’esone 19 o sostituzione dell’esone 21).Un’analisi di sottogruppo dello studio LUX-Lung 3 ha dimostrato che afatinib è stato efficace come terapia di prima linea in pazienti con carcinoma polmonare con mutazioni comuni di EGFR e metastasi cerebrali.
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08 Novembre 2013
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