Cure primarie. Come uscire dall’impasse della legge “Balduzzi”. La proposta di “Consorzio Sanità” 

Cure primarie. Come uscire dall’impasse della legge “Balduzzi”. La proposta di “Consorzio Sanità” 

Cure primarie. Come uscire dall’impasse della legge “Balduzzi”. La proposta di “Consorzio Sanità” 
Gestione delle Uccp da parte di Coop di Servizio di Mg (coordinate all’interno di un Consorzio Nazionale) operativamente integrate con le Coop che offrono prestazioni socio-assistenziali, il tutto all’interno di un’unica federazione. Questa la proposta Cos per il riordino delle cure primarie. 

Ad un anno dall’entrata in vigore della riforma Balduzzi, Consorzio sanità, che raggruppa diverse cooperative di medici di famiglia e di Consorzi regionali a loro volta costituiti da Cooperative di medici di famiglia, distribuite in tutta l’Italia, ha organizzato un congresso per fare il punto sullo stato di attuazione della legge che aveva come obiettivo il riordino delle primary care.
 
Punto di partenza del confronto è stato la legge Balduzzi ad un anno esatto dalla sua entrata in vigore. Nel corso degli interventi non si è mancato di sottolineare come quella legge sia stata per larga parte disattesa considerato che avrebbe dovuto mettere mano al riordino delle cure primarie attraverso la presa in carico dell’assistito h24.
 
Eppure quella riforma, ha ricordato Antonio Di Malta, presidente Co.S “aveva due scadenze apparentemente inderogabili. La prima l’11 Maggio 2013 data entro cui le modifiche apportate all’articolo 8 della legge 502 del 1992 dovevano essere recepite ed inserite nell’ Acn della Medicina generale (o a seguito di contrattazione o in modo automatico in assenza della stessa). La seconda scadenza l’11 Agosto 2013 data entro cui avrebbero dovuto essere sottoscritti, a seguito di trattative a livello regionale, gli accordi integrativi che avrebbero dovuto definire gli assetti strutturali, logistici e contrattuali delle Uccp”.
 
Tutte e due le date però sono trascorse “nel pressoché totale disinteresse – aggiunto Di Malta – eccetto una presa di posizione del Comitato di Settore che in un certo momento aveva adombrato l’idea che lo straordinario sforzo riorganizzativo alla base della creazione delle Aft e Uccp avrebbe dovuto essere finanziato isorisorse ovvero solo con gli stessi incentivi storicamente dedicati all’associazionismo ed al personale di studio”.
 
Chi ha pagato un prezzo per la mancata applicazione della riforma sono state le cooperative di Mmg che si sono costituite o organizzate per poter fornire ai Mmg i i servizi necessari per gestire la complessità degli aspetti strutturali, logistici, amministrativi e gestionali insiti nel riordino dell’assistenza territoriale delineato nella legge Balduzzi.
 
Tornando ai motivi che hanno di fatto bloccato sul nascere l’iter attuativo della riforma delle cure primarie, secondo Di Malta ce ne sono un paio sui cui si potrebbe incidere. Il primo, ha spiegato “i medici ritengono che sia troppo difficile per loro provvedersi degli strumenti e della competenza necessari per organizzare e gestire le Uccp”. Il secondo “le Regioni credono che sia troppo costoso finanziare i medici per mettere nelle loro mani la gestione delle Uccp , salvo poi verificarsi sul campo che una loro gestione diretta risulta essere ben più dispendiosa rispetto a quanto temevano”.
 
“Noi del Co.S – ha aggiunto – e del mondo della Cooperazione vorremmo proporre una soluzione che soddisfi tanto i Mmg che le Regioni. Tale soluzione si concretizza nella gestione delle Uccp da parte di Cooperative di Servizio della Medicina Generale (tra loro coordinate all’interno di un Consorzio Nazionale) operativamente integrate con le Cooperative che offrono prestazioni socio-assistenziali, il tutto all’interno di un’unica federazione.


Questo modello consente alla Regioni non solo di realizzare grandi economie di scala che possono sgravarle dai costi esorbitanti di una gestione diretta, ma anche di garantire una maggior equità̀ uniformità̀ e diffusione nelle prestazioni erogate”.
 
Secondo il presidente di Cos, “ai medici, liberati dalle preoccupazioni rispetto ad aspetti loro estranei, l’affidamento alle Cooperative da loro costituite e controllate di tutti gli aspetti amministrativo-gestionali, consente di lavorare in modo sereno, motivato ed efficiente.
Compito del Co.S. è e sarà quello di facilitare la costituzione e supportare la crescita di un gran numero di Cooperative di Servizio per Mmg, con lo scopo di promuovere sempre più Unita Complesse di Cure Primarie che ospitino al loro interno una o più AFT a cui la Cooperativa fornisce sia i fattori di produzione necessari sia un servizio di gestione globale”.

27 Novembre 2013

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