Lazio. Sub commissari alla sanità contro il commissario presidente: “I conti di Zingaretti non tornano” 

Lazio. Sub commissari alla sanità contro il commissario presidente: “I conti di Zingaretti non tornano” 

Lazio. Sub commissari alla sanità contro il commissario presidente: “I conti di Zingaretti non tornano” 
Mentre il tavolo "Massicci" per l'esame del piano di rientro regionale slitta per la terza volta, parte l'attacco dei due sub commissari regionali alla versione ufficiale della Regione: "Siamo tecnici e non politici, per questo veniamo ignorati". E intanto si attende l'arrivo del nuovo sub commisario Botti. Ma sulla nomina è impasse.

Rinviata la verifica del piano di rientro dei disavanzi sanitari del Lazio. Il "Tavolo Massici" si sarebbe infatti dovuto tenere stamane. “Si tratta del terzo rinvio questa volta motivato in funzione della richiesta del capo di gabinetto del ministero dell'Economia”. Lo comunicano i sub commissari tecnici alla sanità del Lazio Gianni Giorgi e Giuseppe Antonino Spata.

“Trasparenza amministrativa richiede vengano resi sinteticamente noti i termini reali della questione che si è venuta a creare", scrivono Giorgi e Spata in una nota diffusa oggi, dove sottolineano come, "Alla Regione Lazio i subcommissari tecnici ci sono, esprimono e hanno espresso il loro parere anche sull'ultimo atto di programmazione approvato dal commissario Zingaretti. E forse perché sono tecnici e non politici, ed in quanto tali esprimono precise indicazioni su come affrontare i disavanzi di servizio e finanziari accumulati, sono ignorati”.

Una dura presa di posizione che si inserisce nella situazione di impasse creatasi nelle ultime settimane. I due sono infatti destinati a essere sostituiti, ma in attesa di sviluppi restano ancora in carica. L’ipotesi più accreditata è quella che indica come nuovo subcommissario Renato Botti, sul cui nome i boatos, mai smentiti,  circolano da tempo: mancherebbe soltanto l’ufficialità, ma il Consiglio dei Ministri non ha ancora formalizzato la decisione. Numerosi rumors raccontano che l’ex Dg del San Raffaele di Milano ed ex Dg della sanità lombarda, vorrebbe portarsi dietro una nutrita squadra di collaboratori e ciò starebbe determinando l’attuale stasi, poiché in Regione si vorrebbe evitare un appesantimento della spesa per gli organici.

Nel frattempo i subcommissari ancora in carica non lesinano rilievi all’attuale gestione. “Se da un lato è stato raggiunto un positivo risultato finanziario – scrivono nella nota – con il rientro da 1.058 milioni di buco del 2010 a 660 milioni del 2012, (vedasi testo Audizione Massicci al Parlamento), dall'altro occorre riflettere su quanto la Corte dei Conti afferma sulle 'stabili condizioni di insolvenza finanziaria' della Regione Lazio e sulla situazione disastrata dei suoi servizi sanitari”.

Secondo i due tecnici, “la realtà, purtroppo, non è quella annunciata dalla Regione commissariata – aggiungono – che afferma nel suo ultimo atto '…si è provveduto alla ristrutturazione dell'organizzazione aziendale pubblica dei servizi territoriali e ospedalieri, nonché della rete dei servizi sanitari privati (autorizzati, accrediti e a contratto) del Servizio Sanitario Regionale', anche perché, pur essendo ormai alla fine dell'anno, non sono ancora state adottate le regole di finanziamento 2014 dei Servizi Sanitari, nonché sono stati assunti i fondamentali provvedimenti di riparto del Fondo Sanitario Regionale 2013”.

La situazione del contenzioso con i fornitori di prestazioni sanitarie è inoltre “esplosiva e il meccanismo infernale della tassazione a ripiano dei debiti dell'anno precedente comporterà nel 2014, ancora una volta, per i cittadini del Lazio – concludono – il maggior livello di tassazione tra tutte le regioni".

12 Dicembre 2013

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