Ricerca 2014. Ecco quelle più promettenti secondo Nature. Dall’esoscheletro all’HIV

Ricerca 2014. Ecco quelle più promettenti secondo Nature. Dall’esoscheletro all’HIV

Ricerca 2014. Ecco quelle più promettenti secondo Nature. Dall’esoscheletro all’HIV
Nell'elenco della prestigiosa rivista scientifica studi su nuovi farmaci antitumorali, su difetti immunitari e cerebrali, su anticorpi per combattere l’HIV, sulla cura dei bambini sieropositivi alla nascita e sulla rigenerazione mediante cellule staminali. LA LISTA

Due farmaci anticancro, un anticorpo che nelle scimmie uccide un virus imparentato con l’HIV, un esoscheletro che potrebbe aiutare chi ha problemi alla spina dorsale. Ma l'elenco non finisce qui. Parliamo delle ricerche mediche che gli scienziati porteranno avanti nel 2014 segnalate dalla rivista britannica Nature in un elenco che comprende tutte le più promettenti ricerche scientifiche previste per il nuovo anno.
 
Cancro
Nell’industria farmaceutica, gli occhi sono puntati su due anticorpi che aiutano il sistema immunitario a combattere il cancro. I farmaci in questione sono il nivolumab e il lambrolizumab, che lavorano bloccando le proteine che ostacolano le cellule T – centrali nella risposta immunitaria – dall’attacco di un  tumore. “Nei primi test i farmaci hanno suscitato nei pazienti una risposta migliore rispetto all’ipilimumab, una terapia simile che è stata lanciata nel 2011 per trattare il melanoma in stadio avanzato”, si legge nel testo.
 
AIDS
Nel 2013, due gruppi di ricerca hanno dimostrato che alcuni anticorpi, che colpiscono certi tipi di HIV, nelle scimmie eliminano un virus imparentato ad esso. Nel 2014, questa terapia sarà testata in pazienti sieropositivi e i risultati sono attesi nel prossimo autunno. Inoltre, la guarigione di un bambino nato con l’HIV, avvenuta l’anno scorso, potrebbe portare a più vasti trial sulla terapia utilizzata: alte dosi di farmaci antiretrovirali somministrati alla nascita.
 
Cervello e funzioni motorie
In neurobiologia Miguel Nicolelis dell’Università Duke, a Durham negli Stati Uniti, ha sviluppato un esoscheletro controllato dal cervello che potrebbe aiutare una persona con lesioni alla spina dorsale a tirare il calcio d'inizio dei prossimi mondiali di calcio in Brasile, come si legge ancora su Nature. Nel frattempo, sono state fatte delle prove in persone con paralisi per ricollegare il cervello direttamente alle zone paralizzate, invece che ad arti robotici o esoscheletri. Da non dimenticare poi, sul fronte delle neuroscienze, lo Human Brain Project europeo, un progetto molto ampio che mira, entro il 2023, a realizzare al computer una mappa completa del cervello umano.
 
Sistema immunitario e cervello
Uno studio della Università Keio di Tokyo, guidato da Erika Sasaki e Hideyuki Okano, punta a creare primati transgenici con difetti immunitari o disordini cerebrali. Questa ricerca “potrebbe sollevare preoccupazioni di natura etica, ma potrebbe avvicinarci a terapie relative all’uomo (i topi potrebbero essere modelli insufficienti per questo genere di disordini)”, si legge su Nature. Il lavoro utilizzerà un metodo chiamato chiamato CRISPR, acquisito l’anno scorso.
 
Rigenerazione con cellule staminali
Un team giapponese inizierà i primi trial clinici basati sull’uso di cellule staminali pluripotenti, ma non bisogna aspettarsi risultati a breve. E la società dibiotecnologie Advanced Cell Technology, che si trova a Santa Monica in California, ha affermato che rilascerà i dati di due trial basati su cellule staminali embrionali umane, che riguardano l’iniezione di cellule della retina, derivate da staminali, negli occhi di circa 30 persone affette da una delle due forme di cecità degenerativa non curabile.
 
Genetica
Dopo decenni di sviluppo, nel 2014 arriverà sul mercato una tecnologia che sequenzia rapidamente il Dna​​, note come “nanoporo biologico”. La Oxford Nanoporo Technologies, a Oxford in Inghilterra, intende rilasciare i primi dati di un sequencer monouso delle dimensioni di una piccola scheda di memoria, inviato agli scienziati per il test. Tale dispositivo promette di leggere parti di DNA più lunghe rispetto a quelle lette da altre tecniche (potenzialmente utili a sequenziare campioni misti di DNA batterico), e promette di mostrare i risultati in tempo reale.
 
Viola Rita

Viola Rita

03 Gennaio 2014

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