Lombardia. Gioco d’azzardo riconosciuto come patologia al pari di droga e alcolismo

Lombardia. Gioco d’azzardo riconosciuto come patologia al pari di droga e alcolismo

Lombardia. Gioco d’azzardo riconosciuto come patologia al pari di droga e alcolismo
Lo prevede il 'Programma 2014 per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico' approvato dalla Giunta. Previsto il coinvolgimento delle 15 Asl regionali con la partecipazione di associazioni di categoria e Comuni, che entreranno a far parte di un apposito gruppo di lavoro.

"Il gioco d'azzardo patologico è ufficialmente riconosciuto in Lombardia come una dipendenza, al pari di altre piaghe sociali come la droga e l'alcolismo. Servono strumenti efficaci e radicati sul territorio per prevenirlo, ridurre il rischio di nuovi casi e fornire adeguata assistenza a chi già ne è colpito". Lo hanno detto gli assessori regionali Mario Mantovani (Salute, vice presidente) e Maria Cristina Cantù (Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato), annunciando l'approvazione in Giunta del 'Programma 2014 per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico'.
 
"Il programma, che secondo la legge regionale approvata lo scorso ottobre dovrà essere rinnovato ogni anno, – ha aggiunto l'assessore Cantù – riconosce l'aggravarsi del fenomeno della ludopatia, che causa preoccupanti ricadute economiche e sociali soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione. In Lombardia, in particolare, si segnala una delle più alte spese pro capite nazionali per il gioco e una diffusione record delle cosiddette 'slot'".
 
"Per il contrasto alla ludopatia – ha spiegato l'assessore Mantovani – è previsto il coinvolgimento delle 15 Asl regionali e ci si avvale anche della partecipazione di associazioni di categoria e Comuni, che entreranno a far parte di un apposito gruppo di lavoro, con il compito, tra l'altro, di mappare con precisione il fenomeno in Lombardia". Le attività di prevenzione si collocheranno all'interno del Piano regionale delle dipendenze, con interventi diretti nelle scuole e di informazione mirata ai cittadini, agli esercenti e a chi, come la Polizia locale, sarà tenuto a far rispettare le nuove regole contenute nella legge.
 
 
La seconda parte del programma è dedicata al sostegno delle persone con problema di dipendenza da gioco e delle loro famiglie, che potranno essere seguite direttamente dalle Asl, le quali si potranno inoltre avvalere del contributo fondamentale delle associazioni di volontariato.
 
L'assessore Viviana Beccalossi (Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo), designata dal presidente Maroni, come team leader della legge sul contrasto al gioco d'azzardo patologico, ha precisato che "l'approvazione dei provvedimenti attuativi in campo socio-assistenziale segue di pochi giorni quelli urbanistici. Le nuove norme fissano in 500 metri la distanza minima per l'installazione di nuovi apparecchi da luoghi sensibili come ospedali, scuole, centri anziani, chiese e oratori. In dirittura d'arrivo anche il terzo pilastro previsto dalla legge regionale contro il gioco d'azzardo, quello della leva fiscale". Nei prossimi giorni, infatti, verrà fissata una riduzione dell'aliquota Irap per gli esercenti che decideranno di disinstallare gli apparecchi da gioco nei loro locali.

02 Febbraio 2014

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