Titolo V. Un’occasione per cambiare le regole del gioco anche in sanità

Titolo V. Un’occasione per cambiare le regole del gioco anche in sanità

Titolo V. Un’occasione per cambiare le regole del gioco anche in sanità
In parallelo col nostro dibattito sulla riforma del Titolo V della Costituzione in Gran Bretagna si sta discutendo su due modelli alternativi di gestione e organizzazione della sanità. Il sistema Top Down dove è un soggetto unico apicale a mantenere il controllo su scelte e strategie e il Bottom Up dove gli operatori hanno invece un ruolo preminente 

La revisione del Titolo V della Costituzione deve portare sicuramente ad una ridefinizione dei ruoli e delle responsabilità di ogni attore presente ed operativo nel sistema sanitario.
Un dibattito molto interessante e presente nel mondo anglosassone è quello di definire se l’organizzazione aziendale , inclusa quella sanitaria, debba basarsi su un sistema Top-Down o Bottom-Up.
 
Nel primo caso è solamente un soggetto unico a definire la politica aziendale, gli obiettivi, le risorse finanziarie necessarie e predisporre budget operativi basati sui dati economici pregressi e basare la sua attività su direttive epidemiologiche, di prevenzione e cura dettate dall’autorità locale o centrale. Risponde in prima persona per i risultati di gestione ottenuti, deve riparametrare in tempo reale le risorse quando gli obiettivi sono al disotto di quelli programmati, deve svolgere un controllo sulla qualità del servizio offerto, la sua nomina viene rinnovata periodicamente in base agli obiettivi raggiunti.

Nel caso di una organizzazione Bottom-up ,ovverosia in un sistema con base della piramide capovolta, l’equipe medica è coinvolta, in prima persona, nella determinazione degli obiettivi e nella predisposizione dei budget operativi, tutto il team del reparto e/o del servizio è coinvolto nel raggiungimento dei goals, le attività svolte devono rispondere a performance già predisposte finalizzate all’efficacia della cura. La persona terminale della piramide capovolta è un coordinatore con una funzione più di raccordo e di controllo, piuttosto che decisionale. In questa organizzazione basata sul raggiungimento degli obiettivi, sulle performance delle prestazioni e sull’efficienza economica, dove esiste una ben precisa responsabilità soggettiva, il rapporto di lavoro viene stabilito a tempo determinato, il rinnovo è vincolato ai risultati conseguiti.

Se interpretiamo le due diverse organizzazioni aziendali, la prima sicuramente è in parte simile all’organizzazione sanitaria italiana attuale, anche se in questo modello viene definita una ben precisa responsabilità operativa e di controllo, mentre il secondo schema organizzativo potrebbe essere un nuovo modello operativo che responsabilizza, in modo attivo, tutti gli attori interessati all’attività sanitaria.
 
Certamente in un sistema Bottom-up, il ruolo medico e della dirigenza viene ampliato in termini di managerialità e di responsabilità, questo comporta un differente contributo retributivo in relazione alle risorse finanziarie amministrate. Ma viene meno o viene ridefinita la stabilizzazione del rapporto di lavoro, in quanto essa sarà collegata ai risultati ottenuti e all’economicità delle prestazioni. In questo nuovo modello organizzativo la politica dovrà svolgere il suo naturale ruolo di comprensione dei problemi, sintesi delle soluzioni e attuazione di normative specifiche, mentre i soggetti sanitari e della dirigenza dovranno agire in termini di economicità, innovazione, efficacia degli esiti curativi e responsabilità ben definita. Ognuno degli attori deve giocare con il proprio ruolo.

PS. Sicuramente nella riforma del Titolo V il ruolo istituzionale e di competenza che giocano i Comuni e le Città metropolitane dovrà essere rivisto in termini di programmazione e di valutazione della domanda sanitaria territoriale. Particolarmente importante è il ruolo che svolgono le Città metropolitane, centri di attrazione sanitaria nei confronti delle realtà territoriali limitrofe o adiacenti oltre quello di sopportare continui flussi migratori sanitari extraregione, questo comporterà un maggiore onere finanziario statale.

Mauro Quattrone 
Consulente direzionale forecasts & planning management 

Mauro Quattrone

21 Maggio 2014

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