Asma grave e BPCO. In corso di studio nuove molecole contro gli eosinofili. Tra queste, Benralizumab

Asma grave e BPCO. In corso di studio nuove molecole contro gli eosinofili. Tra queste, Benralizumab

Asma grave e BPCO. In corso di studio nuove molecole contro gli eosinofili. Tra queste, Benralizumab
500 milioni di persone hanno queste patologie e ogni anno ne muoiono circa 3 milioni. Tra i nuovi anticorpi monoclonali in fase di studio, “Benralizumab sembra essere veramente efficace nei casi di BPCO e nei casi di asma grave”, afferma Leonardo Fabbri (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia). In corso di sviluppo da parte di AstraZeneca, la molecola è in fase III di studio

L'sma grave e la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) colpiscono complessivamente 510 milioni di persone (in Italia ci sono 3,5 milioni di asmatici e 2,6 milioni con BPCO), causando globalmente ben 3 milioni di decessi. Dati che sembrano destinati ad aumentare (del 30% in 10 anni), se non saranno messe in atto azioni concrete per ridurre i fattori di rischio, in particolare l’esposizione al fumo (World Health Organisation. Chronic obstructive pulmonary disease (COPD) Factsheet No 315. November 2012).
 
Diversi sono i trattamenti per combattere queste patologie, che tra l’altro sono spesso collegate tra loro (‘sindrome mista asma-BPCO), tra cui steroidi inalatori e broncodilatatori; inoltre tra le nuove prospettive terapeutiche sono in corso di studio alcuni anticorpi che hanno come bersaglio gli eosinofili, globuli bianchi che in alta concentrazione nelle vie aeree e nel sangue periferico possono portare a situazioni di asma grave, spiegano gli esperti, che sottolineano come circa il 40-60% dei pazienti con asma grave ha anche una persistente eosinofilia delle vie aeree (Zhang JY, et al. Immunol Allergy Clin North Am 2007;27:623-32).
 
Tra le molecole in corso di studio e di sviluppo da parte di AstraZeneca- azienda biofarmaceutica attiva in oltre 100 paesi, tra cui l’Italia-, il benralizumab (fase III), “un anticorpo monoclonale umanizzato capace di legarsi alla subunità α del recettore dell’IL-5, recettore che è espresso sulla superficie degli eosinofili.  L’anticorpo è in grado di far diminuire nei pazienti con BPCO il livello di eosinofili sia nel sangue che nel muco, migliorando significativamente anche la funzione respiratoria pre-broncodilatazione (FEV1)”, proseguono gli scienziati.
 “Si tratta di un anticorpo monoclonale capace di dare una risposta efficace nei casi di asma grave”, ha dichiarato Leonardo Fabbri, direttore della Clinica delle Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.“Benralizumab sembra inoltre poter essere anche la prima sostanza biologica veramente efficace nel trattamento della BPCO, riuscendo ad abbassare gli eosinofili sia nel sangue che nel muco, migliorando così significativamente sintomi respiratori e riducendo il rischio di riacutizzazioni degli stessi. Inoltre, considerate alcune somiglianze biologiche e funzionali fra asma e BPCO, questa molecola potrebbe rivelarsi utile anche nella prevenzione delle riacutizzazioni eosinofile di BPCO e uno studio è in corso per rispondere a questa domanda”.
 
Inoltre, circa un terzo dei pazienti affetti da BPCO presenta una componente asmatica, come accennato prima. È la cosiddetta “sindrome mista asma-BPCO (Asthma-Copd Overlap Syndrome, ACOS), che richiede un trattamento integrato delle due componenti, sempre con l’uso di steroidi inalatori associati a broncodilatatori”, sottolineano gli esperti. “Anche per questi pazienti, nel caso presentino eosinofilia resistente agli steroidi, saranno particolarmente indicati i nuovi farmaci biologici anti IL-4, IL-5 e IL-13: le citochine responsabili dell’infiammazione asmatica e in particolaredella componente eosinofila”.
 
Una molecola in corso di studio (fase II), è il “trakolinumab, un anticorpo completamente umano che agisce sull’IL-13, citochina chiave implicata in diversi processi infiammatori della patologia”.
 
Insomma, “la pipeline respiratoria di AstraZeneca”, ha spiegato Gilberto Riggi, direttore medico di AstraZeneca Italia, “comprende nuove molecole in varie fasi di studio che, con i loro risultati promettenti, fanno ben sperare poiché garantiranno un approccio personalizzato e un miglioramento della qualità di vita dei pazienti con malattie respiratorie” .

01 Luglio 2014

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