Malattie croniche. Pecorelli (Aifa): “Ricerca non basta. Serve prevenzione ed educazione sanitaria”

Malattie croniche. Pecorelli (Aifa): “Ricerca non basta. Serve prevenzione ed educazione sanitaria”

Malattie croniche. Pecorelli (Aifa): “Ricerca non basta. Serve prevenzione ed educazione sanitaria”
Per il presidente dell’Aifa investire su prevenzione e stili di vita è necessario per garantire la sostenibilità del sistema, a fronte dell’ingresso sul mercato di nuovi farmaci, sempre più mirati ed efficaci, ma anche molto più costosi.

Investire sull’educazione sanitaria e sugli stili di vita per prevenire le malattie croniche e garantire la sostenibilità del sistema a fronte dell’ingresso sul mercato di nuovi farmaci, sempre più mirati ed efficaci, ma anche molto più costosi. È l’invito lanciato dal Presidente dell’Aifa, Sergio Pecorelli, nel corso dello Speciale 5azioni "Silver Generation” sulla prevenzione delle malattie croniche e sull'informazione, trasmesso in streaming nei giorni scorsi dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Brescia, a margine del 3° evento CUEM (Clinical Update in Endocrinologia e Metabolismo) "La terapia delle malattie endocrino-metaboliche". A rilanciare le parole di Pecorelli è oggi un articolo sul sito dell’Agenzia italiana del farmaco.

“In Italia si spende ancora troppo poco in prevenzione (circa l’1,4% della spesa sanitaria), quando si dovrebbe investire almeno il 3-5% – ha affermato Pecorelli – Eppure gli stili di vita sono fondamentali, soprattutto perché si vive più a lungo (l’aspettativa di vita per chi nasce oggi è di 104 anni) e l’obiettivo di tutti è invecchiare in salute mantenendo una buona qualità della vita ed evitando o ritardando l’insorgenza di malattie croniche”.

“Dobbiamo però tenere presente che la prevenzione inizia da piccoli: i primi due anni di vita sono quelli da cui dipende il 70% della storia futura del bambino, e l’età compresa tra i 4 e i 7 anni è la più importante dal punto di vista formativo. Oggi – ha aggiunto Pecorelli – dobbiamo far fronte alle cosiddette ‘malattie non comunicabili’: il diabete, l'obesità, il cancro, le malattie cardiovascolari, le malattie bronco-polmonari croniche e quelle neurodegenerative, che sono le principali responsabili della mortalità e della disabilità in tutto il mondo. La medicina fa progressi straordinari grazie alla ricerca e siamo in grado di curare adesso patologie come l’epatite C, che potevano sfociare nel trapianto di fegato e nella morte del paziente. Ma a fronte di farmaci sempre più mirati, nell’ambito di quella che si definisce ‘medicina di precisione’, i costi per l’intero sistema possono divenire enormi, ponendo problemi di natura etica oltre che economica”.

“Tutti i farmaci, infatti – ha proseguito il presidente dell’Aifa -, devono superare un percorso lungo e rigoroso prima di approdare sul mercato, sia che siano destinati a platee più ristrette, come i nuovi prodotti, sia che vengano impiegati in milioni di pazienti come i vecchi blockbuster. Il meraviglioso mondo della conoscenza ci sta fornendo molecole che saranno presto in grado di migliorare, ad esempio, la cura del tumore del pancreas e del polmone. Sono in arrivo 49 nuovi farmaci per un costo globale di 5-8 miliardi. Per questo è necessario affrontare il nuovo complesso scenario coinvolgendo tutti i protagonisti: le Istituzioni, i medici, le aziende ma soprattutto i pazienti. Non dimentichiamo che, se c’è una categoria che davvero desidera rischiare per riuscire a guarire, è quella dei pazienti”.

Per Pecorelli è però necessario che il cittadino sia correttamente informato e in grado di fornire un contributo qualificato. In altre parole, bisogna puntare sul suo empowerment. E, in questo senso, la comunicazione deve fare da ponte per la conoscenza, contribuendo a creare una vera e propria cultura della salute e delle ricerca. “Il nostro Paese non avrebbe conosciuto il fenomeno Stamina – ha detto Pecorelli – se avesse avuto una forte coscienza del valore della ricerca scientifica, che è una delle espressioni più importanti della libertà dell’uomo”.

Ma se la scienza produce conoscenza, la tecnologica fornisce gli strumenti per condividere, incrociare e integrare le informazioni, con straordinari potenziali utilizzi, tanto nella ricerca scientifica quanto nella pratica clinica. “In Europa abbiamo a disposizione trilioni di dati sulle persone affette da malattia che, se utilizzati, potrebbero aiutarci a risolvere molti problemi di salute e ottimizzare le strategie di prevenzione – ha detto Pecorelli – Un esempio: l’AIFA ogni anno immette nel suo database 700 milioni di ricette. Confrontando questi dati con le schede di dimissione ospedaliera fornite dall’Agenas, si è visto che il 40% dei pazienti a cui era stato prescritto un anti-ipertensivo e che non avevano continuato ad assumere il farmaco dopo la prima prescrizione è stato ammesso in ospedale per un episodio di ipertensione probabilmente dovuto alla mancata assunzione dei farmaci. Prevenzione, in questo senso, presuppone gestione dei dati e delle informazioni, aumento delle conoscenze e capacità di comunicarle a tutti gli interessati”.

07 Luglio 2014

© Riproduzione riservata

Parkinson, in Italia 300mila pazienti. Iss lancia una survey e lavora alle nuove linee guida
Parkinson, in Italia 300mila pazienti. Iss lancia una survey e lavora alle nuove linee guida

In Italia ci sono circa 300.000 persone con Parkinson e circa 600.000 familiari. La malattia di Parkinson costituisce per impatto sanitario e sociale la seconda patologia neurodegenerativa dopo la demenza...

Farmaci. Ema sull’antiepilettico Ontozry: segnalati gravi danni epatici, nuove raccomandazioni per i clinici
Farmaci. Ema sull’antiepilettico Ontozry: segnalati gravi danni epatici, nuove raccomandazioni per i clinici

Arrivano nuove indicazioni di sicurezza per Ontozry (cenobamato), il farmaco antiepilettico utilizzato come terapia aggiuntiva negli adulti con crisi focali non controllate. Il Comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea per...

Oms, Fao e Woah creano una Taskforce per diffondere la formazione One Health al personale sanitario
Oms, Fao e Woah creano una Taskforce per diffondere la formazione One Health al personale sanitario

È stata creata una Taskforce congiunta per la Formazione One Health, con l’obbiettivo di coordinare e rafforzare le capacità della forza lavoro nell’implementazione della One Health a livello globale, nazionale...

Immunoglobuline. Aggiornate le linee guida: ok a nuove indicazioni terapeutiche
Immunoglobuline. Aggiornate le linee guida: ok a nuove indicazioni terapeutiche

Si è concluso il lavoro di aggiornamento e revisione delle linee guida relative alle immunoglobuline umane normali per somministrazione sottocutanea e intramuscolare, coordinato dall'Haematology Working Party (HAEMWP) dell'Agenzia europea per...