Trapianti. Primo bambino al mondo nato dopo trapianto di utero

Trapianti. Primo bambino al mondo nato dopo trapianto di utero

Trapianti. Primo bambino al mondo nato dopo trapianto di utero
Il piccolo è nato da una donna svedese di 35 anni che aveva ricevuto l’utero da una donatrice vivente di 61 anni. Partorito mediante taglio cesareo, programmato a causa di preeclampsia della madre, secondo gli esperti il piccolo è perfettamente sano e si sta sviluppando normalmente. Lo studio, su The Lancet, è frutto di un progetto di ricerca dell’Università di Göteborg

Ha fatto il giro del mondo la notizia del primo bambino nato da una donna che aveva appena subito un trapianto d’utero. Il tutto è avvenuto all’interno di progetto di ricerca dell’Università di Göteborg in Svezia, partito nel 1999 e valutato da circa 40 pubblicazioni: in questo progetto sono coinvolte sette donne svedesi nell’obiettivo di avere una gravidanza dopo aver ricevuto l’utero da alcune donatrici viventi. Lo studio*, pubblicato su The Lancet, si è rivolto a donne che non avevano l’utero o che l’avevano perso a causa di un intervento chirurgico per tumore.
 
L’infertilità uterina colpisce circa 200mila donne in Europa ed è l’unica forma di infertilità per la quale ad oggi non esistono trattamenti efficaci.
 
La gravidanza nella gestante svedese di 35 anni è iniziata poco più di un anno dopo il trapianto di utero, donato da una donna di 61 anni senza legami di parentela con la ricevente. Dopo il trapianto, la donna ha manifestato tre episodi di rigetto lieve, uno dei quali si è verificato durante la gravidanza, trattati mediante immunosoppressione, spiegano gli esperti.
Il piccolo è nato all’inizio di settembre mediante un parto cesareo ed è il primo caso di un bambino nato dopo un trapianto di utero. In particolare, il taglio cesareo, in accordo con la normale routine clinica, è stato programmato per evitare rischi sia per la madre che per il figlio dato che la donna aveva avuto preeclampsia nella 32 settimana di gestazione e il piccolo risultava sotto stress.
 
Secondo il Professor Mats Brännström, che ha eseguito il taglio cesareo, il neonato, perfettamente sano, si sta sviluppando normalmente. Al momento della nascita, pesava circa un chilo ed 800 grammi (precisamente 1,775 Kg), che rappresenta un peso normale anche considerando l'età gestazionale al momento del parto (circa 35 anni).
Appena nato, “il piccolo ha gridato subito e non ha richiesto nessuna ulteriore cura oltre alla consueta osservazione clinica presso l'unità neonatale. La madre e il bambino stanno bene e sono tornati a casa. I nuovi genitori sono naturalmente molto felice e grati”, ha affermato il professor Mats Brännström, che guida il progetto di ricerca.
Il team di ricerca ha seguito con attenzione particolare tutte le fasi di sviluppo e crescita del feto,  focalizzandosi specialmente sulla misura dell’afflusso di sangue all’utero e al cordone ombelicale. “La preoccupazione riguardava il fatto che l’afflusso di sangue potesse essere compromesso dopo aver riattacato i vasi sanguigni all’utero. Ma non abbiamo rilevato niente di insolito per quanto riguarda la funzione dell'utero e del feto, e la gravidanza ha seguito tutte le curve normali”, ha spiegato il Professore. Inoltre “La ragione della preeclampsia della donna è sconosciuta, ma può essere dovuta al trattamento immunosoppressivo che seguiva insieme al fatto che le manca un rene. Anche l'età del grembo materno donato può rappresentare un fattore. Inoltre, la preeclampsia è generalmente più comune tra le donne che hanno una gravidanza tramite fecondazione in vitro”, prosegue l’esperto.
 
Le prospettive future
Questo risultato rappresenta un importante passo in avanti, secondo gli esperti. “Ci dà prova scientifica che il concetto di trapianto dell'utero può essere usato per trattare il fattore legato all’infertilità uterina, che fino ad oggi è rimasta l'ultima forma incurabile di sterilità femminile”, conclude Brännström. Questo risultato “mostra anche che i trapianti da donatrice vivente sono possibili, incluso il caso in cui la donatrice sia in menopausa”.
 
Gruppi di ricerca di tutto il mondo sono in attesa dei risultati dello studio di Göteborg, al fine di avviare studi osservazionali simili. Nel frattempo, anche le altre donne nel progetto stanno tentando una gravidanza.
 
Viola Rita
 
*Mats Brännström et al., “Livebirth after uterus transplantation”, The Lancet, Early Online Publication, 6 October 2014 doi:10.1016/S0140-6736(14)61728-1Cite or Link Using DOI
** Il progetto è stato finanziato da the Jane and Dan Olsson Foundation

Viola Rita

09 Ottobre 2014

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