Farmacie. Salerno (Reforming.it) : “Bene proposte Antitrust. Ma rimuovere anche i vincoli di accesso alla proprietà”

Farmacie. Salerno (Reforming.it) : “Bene proposte Antitrust. Ma rimuovere anche i vincoli di accesso alla proprietà”

Farmacie. Salerno (Reforming.it) : “Bene proposte Antitrust. Ma rimuovere anche i vincoli di accesso alla proprietà”
Attualmente la proprietà invece di essere permessa ai soli farmacisti abilitati e organizzati in società di persone. Meglio sarebbe, per l’economista del laboratorio di analisi e proposte per l’economia e le istituzioni, che potesse essere di chiunque investisse nel settore e organizzata in società di capitali. “L’unico vincolo assoluto da mantenere è quello sulla presenza di farmacista abilitato”. L’ANALISI

Plaude Nicola C. Salerno, economista di Reforming.it (il laboratorio di analisi e proposte per l’economia e le istituzioni), alle proposte in materia di distribuzione di farmaci che l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha inviato lo scorso luglio al Parlamento per la predisposizione del disegno di legge annuale in materia di concorrenza. “I punti segnalati non sono affatto nuovi, ma questo nulla toglie alla loro validità e al loro peso”.

Eliminare la pianta organica delle farmacie e trasformare il requisito di numero massimo in Requisito di numero minimo; eliminare i vincoli oggi esistenti alla creazione di catene di farmacie in capo a un unico soggetto; riorganizzare lo schema di remunerazione per la distribuzione dei farmaci, basandolo sul pagamento à forfait sconnesso dal valore del prodotto venduto; autorizzare l’ammissione a rimborso di farmaci equivalenti senza il vincolo delle date di scadenza brevettuale degli originator pubblicate dal Ministero dello Sviluppo Economico.

“I primi tre punti – afferma Salerno analizzando le proposte (leggi l'analisi integrale) – sono inoppugnabili sia sul piano dell’economia che sul piano del diritto” e “solo una lettura ‘corporativa’ delle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia può far ritenere che la distribuzione al dettaglio dei farmaci non abbia bisogno di un profondo ridisegno e sia in linea coi migliori standard internazionali”.

A questi tre “capisaldi” Salerno si augura tuttavia che se ne aggiunga un quarto: “L’abolizione delle limitazioni alla proprietà, che oggi deve essere di soli farmacisti abilitati e per giunta organizzati nelle forme giuridiche delle società di persone”. Secondo Salerno, “se la proprietà potesse esser di chiunque investisse nel settore, e se la modalità organizzativa potesse esser anche quella delle società di capitali, diverrebbe subito chiara l’inconsistenza della difesa dell’Ordine, per il quale i contingentamenti (sui professionisti e sugli asset strumentali) sono indispensabili a garantire sostenibilità economica e continuità al servizio pubblico. Una vera e propria non logica, quella dell’Ordine, che proprio mentre limita le risorse umane ed economiche applicabili al settore contemporaneamente paventa rischi di squilibri economici”.

Per Salerno, l’unico vincolo assoluto da mantenere è quello sulla presenza di farmacista abilitato, “il solo che, in scienza e coscienza, è titolato a ricevere i pazienti–‐clienti e a distribuire il farmaco al pubblico”.

Importante, per Salerno, anche la quarta proposte dell’Antitrust riguardante i farmaci e, in particolare, l’eliminazione della legge che subordina la rimborsabilità dei farmaci equivalenti alla scadenza del brevetto o del certificato di protezione complementare dei medicinali di riferimento, pubblicata dal Ministero dello sviluppo economico. “È un punto importante, tanto più che nel panorama comunitario l’Italia oggi rappresenta una eccezione”, osserva Salerno secondo il quale, tuttavia, “se l’obiettivo è quello di liberare la concorrenza tra produttori nel comparto off–patent allora, contemporaneamente a risolvere gli eccessi del patent-linkage, si deve riflettere su un aspetto molto più basilare e pervasivo, che va al di là del patent-linkage e che, se non risolto, nullificherebbe o ridimensionerebbe drasticamente anche gli effetti positivi del superamento del patent-linkage. Si sta parlando degli effetti negativi dell’attuale assetto della distribuzione al dettaglio sulla concorrenza di prezzo e sulla diffusione delle copie economiche off-patent”. Per Salerno, infatti, “la pianta organica e i limiti a catene e incorporation danno alla distribuzione al dettaglio italiana connotati marcatamente oligopolistici, favoriti anche dal coordinamento attraverso l’Ordine. La mancanza di concorrenza mantiene alti gli incentivi alla commercializzazione dei prodotti più costosi, sia in termini di prezzo per unità posologia sia in termini di volume di packaging”. Se invece la Legge Annuale per il Mercato e la Concorrenza mettesse in atto le proposte dell’Agcm e le completasse con la cancellazione del divieto di incorporation, “la distribuzione al dettaglio troverebbe finalmente quella modernizzazione che le manca da troppo tempo, con vantaggi per tutti: per il Ssn, per i professionisti abilitati che potrebbero avviare un esercizio, per i cittadini che beneficerebbero di prezzi più bassi e offerta più ampia”.

Un ultimo suggerimento, al di fuori di farmaci e farmacie, arriva poi dall’economista del laboratorio di analisi e proposte Reforming.it, e riguarda il coinvolgimento della Corte Costituzionale nella valutazione delle proposte indirizzate dall’Agcm alle Camere, al Presidente del Consiglio e al Ministero dello Sviluppo Economico. “Sarebbe utile” perché “gli ultimi dieci-quindici anni sono fitti di casi in cui le riforme economiche (dagli ordini professionali alle pensioni) si sono scontrate con il vaglio di costituzionalità perché non sono state comprese (non passi, questo, per una mancanza di rispetto istituzionale alla Corte) nella loro logica e nella loro visione di sistema”. Per questo, e “soprattutto su tematiche di regolazione e concorrenza dove economia e diritto si compenetrano”, è necessaria, per Salerno, “più cooperazione istituzionale per capire i fenomeni e non perder di vista l’obiettivo finale, soprattutto nelle sue dimensioni di sistema. Il rischio, altrimenti, è di un vero e proprio ‘circuito chiuso’ istituzionale, esiziale in un Paese come l’Italia che di riforme e cambiamento ha bisogno per sopravvivere”.

10 Ottobre 2014

© Riproduzione riservata

Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse.  Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil
Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse. Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil

A cinque anni dall'emergenza pandemica, la spesa sanitaria continua a rappresentare una quota dell'economia superiore rispetto all'era pre-Covid nella quasi totalità dell'area Ocse. È quanto emerge dai dati di OECD...

Hiv, Epatiti e Ist. “Progressi significativi, ma senza investimenti e integrazione dei servizi gli obiettivi 2030 sono a rischio”. L’alert dell’Oms
Hiv, Epatiti e Ist. “Progressi significativi, ma senza investimenti e integrazione dei servizi gli obiettivi 2030 sono a rischio”. L’alert dell’Oms

Nonostante i risultati ottenuti negli ultimi anni nella lotta contro HIV, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmissibili (IST), persistono profonde disuguaglianze, carenze nell’accesso alle cure e un rallentamento dei finanziamenti...

Tetano. Casi in aumento nella Ue dopo la pandemia. L’Italia resta il Paese con più notifiche. Gli anziani i più colpiti
Tetano. Casi in aumento nella Ue dopo la pandemia. L’Italia resta il Paese con più notifiche. Gli anziani i più colpiti

Dopo il calo registrato prima della pandemia, il tetano torna a mostrare una tendenza in crescita nell’Unione europea. Nel 2024 i Paesi dell’Ue/See hanno notificato 73 casi, lo stesso numero...

L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”
L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”

L’interoperabilità dei dati sanitari rappresenta una delle principali leve per rendere più efficienti, sicuri e sostenibili i sistemi sanitari. Eppure, nonostante gli ingenti investimenti nella digitalizzazione degli ultimi vent’anni, la...