Studio Istat sull’aborto in Italia. “Nel 2012 rilevate 6.850 in meno rispetto al 2011. Diminuiscono le differenze regionali”

Studio Istat sull’aborto in Italia. “Nel 2012 rilevate 6.850 in meno rispetto al 2011. Diminuiscono le differenze regionali”

Studio Istat sull’aborto in Italia. “Nel 2012 rilevate 6.850 in meno rispetto al 2011. Diminuiscono le differenze regionali”
Dallo studio, l'Italia risulta essere uno dei Paesi Ue con il più basso livello di abortività volontaria. Nel 2012, il tasso risulta pari a 7,6 aborti per 1.000 donne di età 15-49 anni (7,8 per mille nel 2011). A livello territoriale, il valore più elevato del tasso di abortività volontaria spetta alla Liguria (10,2), quello minimo alla Provincia Autonoma di Bolzano (4,3). LO STUDIO

Nel 2012 l'Istat ha rilevato 103.191 interruzioni volontarie della gravidanza, 6.850 in meno rispetto al 2011. L'Italia è uno dei Paesi dell'Unione europea con il più basso livello di abortività volontaria. Per avere un’idea più realistica del fenomeno, i casi vengono rapportati al numero di donne in età feconda (15-49 anni): il valore così ottenuto è il tasso di abortività volontaria che, nel 2012, ha assunto il valore di 7,6 per 1.000 donne di 15-49 anni residenti in Italia. A livello internazionale, l’Italia è tra i paesi a sviluppo avanzato con il valore più basso: i dati riferiti ai Paesi dell’Unione europea riportati dalle Nazioni Unite mostrano che livelli inferiori a quelli dell’Italia si registrano solo in Austria (il cui dato però risulta fermo al 2000), Germania e Grecia. I valori più elevati si riferiscono a quasi tutti i Paesi dell’Est Europa con l’eccezione della Svezia.

Si riducono le differenze territoriali
Le differenze regionali vanno assottigliandosi nel corso del tempo: nel 2012 il valore più elevato del tasso di abortività volontaria spetta alla Liguria (10,2), quello minimo alla Provincia Autonoma di Bolzano (4,3). Nel 1982 la Puglia aveva un tasso pari a 26,0 e la Provincia Autonoma di Bolzano a 8,7.

Sempre più giovani le donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza
La classe di età con il tasso di abortività più elevato è quella delle 25-29enni (12,8 per mille). Per tutte le classi di età si è registrato un declino dei tassi di abortività, meno accentuato nelle classi più giovani. L'incidenza dell'aborto volontario risulta più elevata tra le donne nubili (8,1 per mille) che tra quelle coniugate (6,5 per mille).

E’ maggiore il ricorso all’interruzione di gravidanza da parte delle straniere
Le donne straniere presentano livelli di abortività molto più elevati delle donne italiane e sono mediamente di due anni più giovani: le prime hanno un'età mediana di ricorso all'aborto volontario pari a circa 29 anni, le seconde di 31 anni. Tra i gruppi più numerosi di stranieri residenti in Italia, il tasso di abortività risulta più elevato per le donne cinesi (30,0 casi di Ivg per 1.000 donne cinesi di età 15-49 anni), seguite da rumene (22,7), albanesi (16,6) e marocchine (16,2).

L’abortività ripetuta
La percentuale di Ivg ripetute è pari al 26,6% di quelle totali. In particolare le interruzioni volontarie di secondo ordine (cioè precedute da una sola Ivg) sono il 18,7%, quelle di terzo ordine il 5,3%, mentre le restanti (di ordine superiore) sono il 2,6%. 

12 Dicembre 2014

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