Istat. Annuario 2014. Calano posti letto ospedalieri e personale Ssn. Tutti i dati dell’anno sulla sanità e sulla popolazione

Istat. Annuario 2014. Calano posti letto ospedalieri e personale Ssn. Tutti i dati dell’anno sulla sanità e sulla popolazione

Istat. Annuario 2014. Calano posti letto ospedalieri e personale Ssn. Tutti i dati dell’anno sulla sanità e sulla popolazione
Stabili invece pediatri e mmg. Il 70% delle morti per malattie del cuore e tumori. Le malattie croniche più diffuse sono l'ipertensione e l'artrosi. Scendono i fumatori ma resta salda l'abitudine italiana di pranzare a casa a mezzogiorno. Speranza di vita a 79,8 anni per gli uomini e a 84,6 per le donne. IL VOLUME INTEGRALE.

Continua nel 2013 l’incremento della speranza di vita alla nascita: 79,8 anni per i maschi (era 79,6 nel 2012) e 84,6 anni per le donne (era 84,4 anni nel 2012). Queste dinamiche rendono l’Italia uno dei paesi più vecchi al mondo: il rapporto tra la popolazione di 65 anni e oltre e quella con meno di 15 anni raggiunge il valore di 151,4 per cento, in Europa secondo solo al valore della Germania (160,0).
 
Nel triennio 2009-2011 risulta pressoché stabile il numero di medici di base e di pediatri. I primi assistono in media 1.143 pazienti, i secondi 870.
Ancora in calo i posti letto ospedalieri e il personale sanitario, soprattutto nel servizio sanitario nazionale. Tra il 2008 e il 2012 le dimissioni ospedaliere per acuti scendono del 16,4 per cento. Le cause più frequenti di ricovero sono le malattie del sistema circolatorio (14 per cento) e i tumori (10,6 per cento). Fra le donne sono frequenti anche i casi dovuti a complicazioni legate alla gravidanza (16,6 per cento).
 
Nel 2012, gli aborti spontanei sono 73.810, in aumento del 31,0 per cento rispetto al 1982 ma in diminuzione del 3,3 per cento rispetto al 2011. I tassi di abortività volontaria continuano a diminuire per tutte le classi di età.
 
Il 70 per cento della mortalità totale è dovuta a malattie del sistema circolatorio o tumori. Tra 15 e 29 anni, il 61,5 per cento dei decessi maschili avviene per cause di natura violenta contro il 39,7 di quelli femminili. La mortalità infantile più elevata si registra in Sicilia e in alcune regioni del Sud. Nel 2011, si sono suicidate 4.156 persone, di queste erano uomini il 79,2 per cento.
 
Nel 2014, il 70 per cento della popolazione residente da un giudizio positivo sul proprio stato di salute, sebbene ben il 38,9 per cento dichiari di essere affettoda almeno una patologia cronica. Le patologie croniche più diffuse sono: l’ipertensione (17,4 per cento), l’artrosi/artrite (16,0 per cento), le malattie allergiche (10,3 per cento) e l’osteoporosi (7,5 per cento).
 
Le abitudini alimentari degli italiani si mantengono ancora legate al modello tradizionale: il pranzo costituisce nella gran parte dei casi il pasto principale (67,8 per cento della popolazione di 3 anni e più) e molto spesso è consumato a casa (73,9 per cento).
 
Ancora in diminuzione la quota della popolazione di 14 anni e più che dichiara di fumare: fra il 2013 e il 2014 passa dal 20,9 al 19,5 per cento. 
 
La popolazione italiana
Al 31 dicembre 2013, la popolazione residente in Italia è pari a 60.782.668 unità, oltre 1 milione in più rispetto all’inizio dell’anno (+1,8 per cento). La componente straniera (al 1° gennaio 2013) costituisce il 7,4 per cento della popolazione complessiva, con un incremento netto, nel corso del 2012, di 335.640 unità (+8,3 per cento).
 
Le famiglie, che al 2011 sono 24.611.766, hanno subito negli ultimi 40 anni un significativo cambiamento nella struttura: quelle numerose (cinque o più componenti) passano dal 21,5 per cento del totale al 5,7 per cento dell’ultimo censimento. Nello stesso periodo si evidenzia un regolare incremento delle famiglie unipersonali che passano dal 12,9 al 31,1 per cento. Le famiglie con almeno uno straniero rappresentano il 7,4 per cento del complesso delle famiglie rilevate.
 
Tra il 2011 e il 2012, il numero medio di figli per donna registra una lieve flessione che porta l’indicatore da 1,44 a 1,42. Le madri straniere mediamente fanno quasi il doppio dei figli rispetto alle madri di cittadinanza italiana: 2,37 contro 1,29.
 

Per quanto riguarda la nuzialità, dopo anni di trend decrescente, nel 2012 si verifica un lieve aumento dei matrimoni: 207.138, contro i 204.830 del 2011.
L’instabilità coniugale è in leggera contrazione; le separazioni legali passano da 88.797 nel 2011 a 88.288 nel 2012, mentre i divorzi da 53.806 scendono a 51.319.

23 Dicembre 2014

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