Lazio. Cittadinanzattiva: “Emergenza Pronto soccorso era prevedibile, ma è mancato piano operativo”

Lazio. Cittadinanzattiva: “Emergenza Pronto soccorso era prevedibile, ma è mancato piano operativo”

Lazio. Cittadinanzattiva: “Emergenza Pronto soccorso era prevedibile, ma è mancato piano operativo”
La rete regionale del del Tribunale del Malato attacca: "L'attuale situazione  è inaccettabile e costituisce un segno grave di mancanza di risultato della politica sanitaria dell'amministrazione regionale. C'è una forbice evidente tra bisogno di salute e di assistenza e servizi offerti".

Sconcerto e preoccupazione" questo il commento di CittadinanMancazattiva Lazio e della Rete del Tribunale del Malato di fronte alla situazione critica dei pronto soccorso e della richiesta del Presidente Zingaretti di utilizzare le strutture private.

"L'attuale emergenza soccorso poteva e doveva essere evitata perché ampiamente prevedibile – attacca la Onlus in una nota – ma è evidente che non c'era alcun piano operativo e Il Commissario Straordinario si trova oggi nella condizione di doversi rivolgere al Prefetto per avere aiuto dalle strutture private, davvero inconcepibile, crediamo non sia mai successo prima per un'influenza".

C'è quindi da domandarsi, sottolinea Cittadinanzattiva," perché tutte queste persone si rechino al pronto soccorso per un attacco di influenza e non dal medico di medicina generale, perché non ci siano strutture territoriali che facciano da filtro dopo i tanti annunci, perché non funzioni la guardia medica. Quanti sono questi pazienti? Quanti sono i posti letto mancanti? Quali le diagnosi che richiedono il ricovero indifferibile? Perché non ci sono posti letto disponibili?".

Per Cittadinanzattiva non si può sempre scaricare il peso degli errori "sui cittadini e sull'impegno degli operatori sperando che vada tutto bene: tutto questo è inaccettabile e costituisce un segno grave di mancanza di risultato della politica sanitaria dell'amministrazione regionale. C'è una forbice evidente tra bisogno di salute e di assistenza e servizi offerti (soprattutto pubblici): si è esagerato nel taglio di posti letto e in tempi troppo veloci, è palese, e non si sono parallelamente potenziati e sviluppati abbastanza i servizi territoriali e il ruolo dei medici di medicina generale, con questo risultato disastroso.Questa gestione del piano di rientro dimostra di essere pericolosa e inefficace dal punto di vista dell'assistenza, anche se porterà a risparmi prima o poi, ma sulla pelle dei cittadini".

La Onlus sottolinea quindi come la situazione mostri "la necessità di ridefinire e di co-progettare, in modo condiviso e partecipato con cittadini e professionisti, al più presto la rete dell'offerta dei servizi della regione (in particolare quello dell'emergenza-urgenza) e lo standard di personale necessario a supportarla sulla base di una rilevazione puntuale del reale fabbisogno di salute per area territori". E chiede un immediato ascolto delle istanze dei cittadini e dei pazienti sui problemi e i bisogni di una sanità che "non funziona (lo chiediamo da quasi due anni), un intervento indifferibile per potenziare la medicina territoriale, una nuova valutazione della distribuzione dei posti letto – gravemente carenti fuori della città di Roma – e le troppe convenzioni con strutture private che penalizzano la sanità pubblica".
 

23 Gennaio 2015

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