La tavola rotonda. Gli stakeholders lanciano la proposta “Network e sinergie tra industrie e grandi centri di ricerca”
“Il miglioramento del regime alimentare che ha caratterizzato gli ultimi decenni ha inciso per almeno il 50% sulla crescita dell’aspettativa di vita – ha osservato Ettore Bologna, responsabile del Servizio medico presso la Fondazione Ferrero – Purtroppo però, contemporaneamente, le difficoltà economiche insite in questa fase stanno riportando in auge il fenomeno della malnutrizione. Si tratta di un problema enorme, che va affrontato con decisione e immediatezza, soprattutto per quanto riguarda gli anziani. L’invecchiamento attivo non è soltanto un problema medico, ma va posto a 360 gradi, attribuendo il giusto peso anche alla sfera psicoaffettiva”.
Per promuovere una corretta alimentazione “è sempre obbligatorio diffondere un’efficace comunicazione – ha ricordato Giuseppe Ruocco, direttore generale per l’igiene e sicurezza degli alimenti e la nutrizione presso il Ministero della Salute – Proprio in quest’ottica per la prima volta abbiamo inserito un capitolo sulla nutrizione all’interno del Piano nazionale sulla prevenzione. Il lavoro deve comunque essere effettuato a più livelli, con un occhio di riguardo alla penetrazione di messaggi salutari e incisivi all’interno delle scuole”.
L’Italia, è opportuno ricordarlo, “in termini di sicurezza alimentare si colloca tra i migliori Paesi al mondo e rappresenta un modello da seguire – ha sottolineato Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare presso l’Istituto superiore di sanità – Possiamo vantare una cultura di spessore e un’attenzione particolare al cibo declinata su molteplici livelli. Il sistema è molto articolato, forse anche troppo, questo è l’unico difetto che si può appuntare al nostro Paese”.
Un nervo scoperto è invece rappresentato dagli sforzi esigui a sostegno della ricerca. “Gli investimenti sono ancora troppo bassi – ha constatato Giovina Ruberti, Delegato Miur – e facciamo ancora troppo poco. Per invertire la rotta è necessario creare una rete di obiettivi condivisi tra i vari Paesi europei ed è opportuno riuscire a monitorare tutta la filiera alimentare, dalla produzione al consumo, rafforzando contestualmente la prevenzione perché oggi è tutto focalizzato sul trattamento”.
Rocco Bellantone e Enrico Zampedri, rispettivamente preside della Facoltà di Medicina e direttore generale del Gemelli, hanno chiuso i lavori lanciando all’unisono una proposta a tutti gli stakeholders che operano, a vario modo e titolo, nell’universo dell’alimentazione. “Sfruttiamo la crescente sensibilità che le industrie stanno acquisendo su questi temi e costruiamo un’alleanza con i grandi centri di ricerca. Non ha senso che si lavori per comparti, mettiamo in campo veri e propri network”.
Gennaro Barbieri
21 Maggio 2015
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