Volontari. Nel mondo sono oltre 1 mld. Il rapporto dell’Onu

Volontari. Nel mondo sono oltre 1 mld. Il rapporto dell’Onu

Volontari. Nel mondo sono oltre 1 mld. Il rapporto dell’Onu
Le Nazioni Unite provano, per la prima volta, a fare il punto sul volontariato nel mondo. L’obiettivo è migliorare il modo in cui questo importante strumento è organizzato e collabora i vari governi. Secondo l'Onu il ruolo e il potenziale del volontariato sono enormi, ma ancora sottostimati. IL RAPPORTO.

Oltre 1 miliardo di persone volontari nel mondo. La maggior svolge l’attività di volontariato nei loro paesi di origine. Sono persone comuni che usano il loro tempo, le loro energie e le loro competenze per aiutare gli altri e migliorare la realtà in cui vivono. Per sollecitare i governi, siano essi locali, nazionali o globali, a fare di più per ogni essere vivente. Spesso rappresentano le istanze e le voci di chi è lasciato fuori non solo dai palazzi dei poteri, ma anche emarginati dalla società. Ma il loro potenziale è ancora troppo sottostimato. È questa l’immagine dei volontari che emerge dal rapporto appena pubblicato dall’Onu sullo stato del volontariato nel mondo. Un lavoro realizzato raccogliendo informazioni sulle storie dei volontari che operato in paesi diversi come il Brasile, il Kenya, il Libano e il Bangladesh, proprio con un obiettivo: rendere il volontariato più forte. Migliorare, cioè, il modo in cui questo importante strumento è organizzato e migliorare anche la collaborazione del volontariato con i vari governi.

E' la prima volta che l'Onu cerca di scattare una foto dell'azione del volontariato del mondo. Un lavoro difficile, come dimostra l'assenza di una descrizione in numeri della forza lavoro rappresentata dal volontariato. Quel che è stato possibile raccogliere è stata una stima complessiva, che parla di oltre 1 mld di volontari, appunto, concentrandosi poi sulle storie per capire come le varie organizzazioni di volontariato lavorano e quali risultati ottengano.
 
La conclusione a cui arriva l'Onu dopo questa analisi è che il volontariato è una risorsa incredibilmente grande. Come osserva Andrew G. Haldane, Chief Economist alla Banca di Inghilterra e co-fondatore del Pro-bono Economics Volunteering, Research and Measurement, “se esistesse un paese chiamato "Volunteerland", sarebbe così popolato che solo la Cina avrebbe una popolazione in età di lavoro più numerosa”. Ma per essere utilizzato al meglio, il valore del volontariato va misurato, per far comprendere ai governi l’importanza di investire su di esso. Secondo una stima di Haldane, il volontariato nel Regno Unito rappresenterebbe un valore pari al 3,5% del Pil. Senza contare, sottolinea Haldane, i benefici in termini privati e sociali, cioè che fanno stare meglio sia chi il volontariato lo svolge che chi ne beneficia. Nel rapporto, si citano, ad esempio, le attività di volontariato a favore della sicurezza o della cura degli spazi comuni pubblici, ma anche e soprattutto nell’ambito dell’assistenza socio-sanitaria il ruolo del volontariato è molto forte.

Di fronte a queste considerazioni, l’Onu sollecita i governi a entrare in contatto con il volontariato e a sostenerlo, per migliorare le condizioni di vita di chi è più in difficoltà e, di conseguenza, di tutti, con evidenti vantaggi – anche economici – per ogni Paese che sarà in grado di rendere concreta questa collaborazione. Al contrario, conclude l’Onu, i paesi in cui il ruolo dei volontari non viene riconosciuto o, peggio ancora, osteggiato, hanno e avranno maggiori difficoltà di sviluppo economico e sociale.

15 Giugno 2015

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